Sinonimi: ricercatore spirituale, iniziato, lavoratore su di sé, illuminato, discepollo ecc.

Superlativi: Maestro, Illuminato, Guru, Guida spirituale, Risvegliato, Divulgatore, Scemano ecc.



  • “Lei è un credino, s'informi.”

31 marzo 2013

La Meditazione




“Coloro che desiderano sedersi,
chiudere gli occhi e meditare,
per apprendere se il mondo
sia vero o fatto di bugie,
facciano pure.
Nel frattempo,
con occhi insaziabili,
io guardo quel mondo
alla piena luce del giorno."

(Contro la Conoscenza Meditativa, R. Tagore)



La tradizione della meditazione è antichissima, e pare risalga a migliaia di anni fa. (nel dizionario del credino 'antico' è sinonimo di 'vero', figuriamoci 'antichissimo'...) A quei tempi l'organizzazione del sistema feudale era strutturata in maniera tale che la meditazione fosse concepita solamente per coloro designati e dedicati esclusivamente a suddetta attività. In cambio della loro rinuncia alla famiglia, al sesso, a possedere proprietà, insomma al mondo intero (posizione, cibo e aria esclusi), i meditatori venivano lasciati nel loro loculo in santa pace a meditare, in cambio di onori e pappatoria. L'atteggiamento fondamentale della meditazione è la necessità di allontanarsi da tutto, voltando le spalle a ogni cosa e a ogni obbligo. La negazione di ogni attaccamento è fondamentale, incluso l'abbandono all'innovazione e alla creatività (magari cedendo la propria volontà a chiunque sia il superiore dell'ordine spirituale a cui si è deciso di sottomettersi.)

Da quando storicamente questa totale rinuncia è stata portata con successo a compimento (pare si sia davvero verificato), in ogni credino si è concretizzata la certezza della sua veridicità. La maturazione di frutti quali Vyasa, Gaudapada, Budda, Padmasambhava, Vatthelappheschava, ecc. ha fornito la prova schiacciante che la meditazione costituisca il mezzo per poter assaporare ciò che digerirono  e scaricarono questi fantastici germogli di genio spirituale che da allora tengono il mondo nel palmo della propria mano.  Di certo essi non rappresentano quella sgargiante consapevolezza capace di camminare sull'acqua, resuscitare i morti e moltiplicare i pesci, ma essa è indubbiamente manifestazione dello stesso immaginabile livello, espresso solo in maniera più modestamente interiorizzata. 

Questi mitici esempi presero i voti della rinuncia, del celibato, della povertà, dell'obbedienza, e scrissero il linguaggio e dipinsero le immagini di ciò che oggi è il favoloso mondo della meditazione. Per cui è proibito (e per altro inutile) contestare qualsiasi cosa attribuita a loro in quanto sacro e a un livello irraggiungibile. La meditazione è quindi un fossile incastrato nella roccia della presunta tradizione secolare. (tradizione è l'antonimo di innovazione e non è equivalente né a veridico né ad accertato)

Purtroppo al mondo si trova di tutto, per cui bisogna guardarsi bene da quegli insegnamenti non mirati ad aiutare,ma finalizzati soltanto ad infrangere l'ego e ad addestrare a rifiutare con disgusto le vicissitudini della vita quotidiana. Le antiche tradizioni sono alla ricerca di nuove reclute: se credete che in fin dei conti sia questa la vostra vocazione, fantastico! Altrimenti vi toccherà rimanere a far parte di quell'esteso gruppo di persone, apparentemente in buona salute, che pensano che le pillole di meditazione siano miracolosi supplementi vitaminici, ignorando che come effetti collaterali, potrebbero finanche provocare danni cerebrali.
Difatti, la rinuncia non sempre funziona, spesso prosciuga la linfa vitale delle persone, lasciandole il più delle volte a bighellonare cantilenando la propria ninna-nanna, un mantra quale manifestazione della loro spiritualità.

La meditazione dei nostri tempi è più paragonabile al jogging, allo yoga, alla sauna, al mangiar bene, all'andare in bicicletta, alla settimana enigmistica... insomma un hobby come un altro, un passatempo, un'attività che può anche avere effetti benefici. Il corpo, le percezioni sensoriali e la mente, sono sicuramente affetti da questa pratica, e per far sì che si abbia qualche remota possibilità di successo, basta meditare seguendo la strada percorsa dalle mitiche sante figure del passato adattandola alla propria vita di tutti i giorni.

Nel conforto della propria camera da letto, e finanche in soggiorno (dopo aver staccato il telefono, spento il telefonino, scollegato il campanello, chiuso le finestre, barricato la porta e... aver staccato a spina) districandosi tra le complicate dinamiche del 'modus operandi' della mente, con la meditazione è possibile distinguere tra l'io che si identifica con l'essere io, e l'io in grado di osservare l'io come osservatore dell'io che si identifica con l'essere l'io che guarda. Questo metodo comporta i 400.000 stati di coscienza:
1) Si vede l'oggetto;
2) Ci si accorge di vedere che si vede l'oggetto;
3) Ci si accorge di vedere il vedere che vede l'oggetto;
4) Ci si accorge di vedere il vedere di vedere il vedere che vede l'oggetto;
5) Ci si accorge di vedere il vedere di vedere il vedere di vedere il vedere che vede l'oggetto... e così via.
 Se, attraverso la disciplina (ma più che altro la follia e il rimbambimento) si riesce a vedere tutto questo vedere, allora si arriva a conoscere e addirittura a ri-conoscere lo sconosciuto; a quel punto si materializza un'infinitesimale possibilità di assorbire visceralmente uno stato che supera la dualità soggetto/oggetto, che va oltre l'espressione e la comunicazione convenzionali, e che non è detto che porti a nulla o serva a qualcosa.

Ora, è possibile che al termine della sessione meditativa tutto questo vedere smetta di esser visto. La meditazione infatti, nella maggior parte dei casi, è un biglietto di andata e ritorno e con ottime probabilità tutto il fracasso della mente azzittito dall'attività meditativa, appena smesso di meditare ricomincia immediatamente a fare caciara (a meno che non siate ancora sotto auto-ipnosi). Infatti, l'ideale obbiettivo da raggiungere sarebbe quello di trasmigrare a casa della consapevolezza nel paese dei balocchi senza fare mai più ritorno, in uno stato disabitato dalla mente che, più che non duale, rappresenterebbe uno stato più che altro morto stecchito. Il meditatore invece si ritrova in una posizione ancor più fortunata: egli non solo sostiene di essere stato nel paese dei balocchi, ma è pure in grado di raccontarlo. (ad un audience preferibilmente pagante) Nell'eventuaità che come unico residuo del trip fosse rimasto evidente solo un profondo stato di rincoglionimento, a quel punto il meditatore potrà ritrovare sicuramente molto utile la selettiva rinuncia all'udito per non ascoltare ragionevoli giudizi e critiche legittime.

L'uomo occidentale moderno, in tutta la sua sprovveduta presunzione ripete le stesse preghiere, indossa le stesse tonache e legge gli stessi testi antichi di migiaia di anni per un paio d'ore al giorno, ottenendo il successo di diventare per una vita seriamente convinto di poter raggiungere gli stessi sedicenti risultati.  

A colpo d'occhio quest'atteggiamento del meditatore della domenica del XXI secolo sembrerebbe soltanto evidenziare il fatto di aver abbandonato il raziocinio e rinunciato all'assennatezza, ma tuttavia rimane paradossalmente l'inequivocabile dimostrazione di aver ottenuto il tanto vagheggiato quanto sciagurato scopo di essersi distaccato con successo dalla mente.

111 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=lT4w-0Wxg4o

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  2. http://www.youtube.com/watch?v=cnWd5b8Mj0s

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    1. La storia dell’umanità è da riscrivere col titolo: “Dalla padella, nella brace.”

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  3. Avviso di stare attenti a questa setta,la più PERICOLOSA in Italia:

    http://www.youtube.com/watch?v=tyoQWQNTdmY

    Il video deve girare il più possibile,affinchè non venga più sfruttata l'ignoranza degli italiani!

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  4. Per chi fosse interessato ad approfondire la pericolosa setta dei testimoni di geova consiglio di visionare questo video:

    Ostracismo geovista infame intolleranza di una setta:

    http://www.youtube.com/watch?v=xgtvSs_Hybo


    La Congregazione dei testimoni di Geova operante in Italia in piena libertà, godendo dei diritti garantiti dalla Carta Costituzionale Italiana e di quella Europea non garantisce la libertà di religione ai suoi associati. Infatti, essa pratica e incoraggia l'ostracismo geovista verso chi, per motivi di coscienza o per infrazioni alle regole religiose, lascia il movimento e ne è espulso.

    L'ostracismo geovista non è l'intollerante comportamento di pochi affiliati, ma una regola imposta dai vertici del movimento. Un'inquisizione religiosa atta a indagare sulla vita e le scelte personali oltre che sulle opinioni e sul credo degli individui per reprimere il loro pensiero indipendente e la loro libertà di scelta.

    per ulteriori info:

    www.emiliomorelli.it



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  5. La levitazione esiste, è scientificamente provato.

    https://www.youtube.com/watch?v=VyOtIsnG71U

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    1. Ok, un sottile cristallo di zaffiro, ricoperto da un superconduttore, placcato d’oro, avvolto nella plastica e raffreddato con azoto liquido lievita sopra un letto magnetico... Impressive!

      E perché questa?

      http://www.youtube.com/watch?v=wCq7v7jp1Gw

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    2. ah, non credevo che il cristallo di zaffiro tu lo facessi al forno...tra la scioma e il cristallo mi fai venire fame...ma forse ho più sonno, me ne andrò a letto che in questo momento sembra decisamente magnetico...che dici, dottore, mi immergo un po nell'azoto liquido prima di distendermi supino?

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  6. Le pizze allora sono dei mandala che lie/levitano?!?!?!?! geniale!





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    1. infatti hanno la stessa filosofia di fondo, si creano e poi si distruggono appena calde.

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  7. Dedico questo Filmato in omaggio a questo illuminante sito:

    http://www.youtube.com/watch?v=mfJflPd03b4




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  8. Cosa starebbe a significare quel video? Che la meditazione non serve a niente?

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    1. è ovvio che per te serve a qualcosa, a cosa serve?

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    2. Interessante... Più che altro pensavo allo stare attenti alle maree.

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    3. Gaetano Cirillo23/10/13, 08:12

      A qualcosa serve, la meditazione. A rincoglionirsi oltremodo per mettere da parte le proprie preoccupazioni. Fatta all'interno di una setta, poi, serve a sentirsi meno soli.... Idioti tra gli idioti.... Anzi, credini tra i credini...

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    4. Ecco, per questo a volte a e serve: nel mezzo del quotidiano inferno, se riesco a "dissociarmi" per qualche tempo, e' gia' qualcosa (certo non esistono miracoli). Io a pagare dei Guru non ci sono mai andato, ma da psicologi si, ed il risultato e' la stessa fuffa. Il cervello te lo puoi fottere (o fartelo fottere) in molti modi: psicofarmaci, droghe/alcool, idealismi politici, religioni, tv, band rock, filosofia ecc... la meditazione non rappresenta certo il peggiore dei mali (basta che non si incappi in qualche setta. basta prendere qualche libro, non c'e' bisogno di perderci tutta la vita... e cmq nella vita c'e' anche la CURIOSITA' )

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  9. Dedicato a tutti gli scettici.. che vorrebbero riscrivere 5.000 anni di storia
    La scienza benedice il Dalai Lama: meditare è salutare

    Diversi studi confermano l'efficacia di meditazione e tecniche di rilassamento orientali sulla condizione fisica, mentre Milano si prepara ad accogliere il leader tibetano
    11 giugno 2012 di Michela Dell'Amico
    La conferma scientifica sugli effetti positivi della meditazione precede di poche settimane l'arrivo del Dalai Lama a Milano, previsto per il 27 e 28 giugno. Efficaci nel prevenire e migliorare le malattie, vincere lo stress e vivere meglio: meditazione, yoga, tai-chi, e i loro corrispettivi occidentali, ovvero biofeedback, training autogeno e tecniche di respirazione consapevole combattono tensioni, stress, conflitti emotivi noti per essere legati all'insorgenza di malattie anche gravi. Lo conferma da ultimo uno studio dell'Università di Sidney, pubblicato dalla rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine e basato sullo Sahaja Yoga. “ Queste tecniche sono in grado di bilanciare gli scompensi ormonali e prevenire infiammazioni e infezioni”, sostiene anche il 23° convegno nazionale di Psicosomatica PNEI dal titolo Coscienza di sé e Molecole di Emozioni, che si è appena concluso a Lucca.

    “ La meditazione – spiega Daniela Palomba, docente di Psicofisiologia clinica all'Università di Padova - è una delle procedure di autoregolazione psicofisiologica, e può incidere sull'attivazione corporea, uno dei principali bersagli dello stress. Si è visto in diversi studi che durante la meditazione si creano determinati stati nell'encefalogramma, con prevalenza di onde alfa, tipiche dello stato di riposo. Inoltre, si mettono in equilibrio i rami simpatico e parasimpatico del sistema nervoso periferico, quello vegetativo che innerva cuore e sistema gastrointestinale. Questo equilibro garantisce la buona salute di questi organi. Allo stesso tempo, la respirazione lenta e profonda attiva il cervello e il sistema nervoso periferico in modo da predisporre l'organismo a reagire bene di fronte allo stress, o meglio, di fronte ad attivazioni emozionali, sforzi cognitivi, paura, nervosismo”.

    Da sempre la scienza occidentale si interessa alle discipline orientali, e il Dalai Lama dal 1985 fa riunioni annuali con neuroscienziati delle più prestigiose università del mondo, che fanno ricerca sugli effetti della meditazione dei monaci buddisti con esami funzionali del cervello, pet e risonanza magnetica funzionale, applicate mentre meditano. L'ultimo testo sull'argomento si chiama Applicazioni cliniche della meditazione di Jon Kabat-Zinn e Richard Davidson, esperti in neuroscienze delle università del Wisconsin e del Massachusetts, che hanno studiato a lungo gli insegnamenti del Dalai Lama per capire come la meditazione influenzi il dolore, la salute e il benessere, e fino a che punto la nostra mente possa intervenire sulle malattie.

    “ Le neuroscienze e la psicologia sfruttano gli antichi principi della medicine orientali scoprendone le basi scientifiche”, spiega la Sipnei sul suo sito e alla base di tutto ci sarebbero le molecole emotive, “ neurotrasmettitori che influenzano i nostri stati di umore, la personalità, le emozioni e la salute, agendo sullo stress cronico”.

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    1. Grazie Anonimo,
      perché questo tuo intervento ha fatto da catalizzatore per scirvere un post da unirsi all'edificante video sulla meditazione.

      Riguardo al Dalai Lama, arriverà un post pure su questo sant'uomo.

      A riscrivere la storia, anche se impossibile, non ci penso nemmeno.

      Riguardo alla scienza e alla ricerca:

      Dr. L. Roche, dice che un grave problema nasce dal modo in cui i meditatori interpretano gli insegnamenti buddisti e indù. Egli fa notare che le tecniche di meditazione che favoriscono il distacco dal mondo erano intesi per i monaci e monache del periodo feudale. Dopo aver trascorso 30 anni a fare interviste con persone che meditano regolarmente Roche afferma che molte di loro erano depresse. Dice che avevano cercato di staccarsi dai loro desideri, dai loro amori, e dalla loro passione. "La depressione è una conseguenza naturale della perdita, e se s'interiorizzano gli insegnamenti che avvelenano contro il mondo, poi, naturalmente, si diventa depressi."

      Dott. M. Persinger, professore di neuroscienze presso l'Università Laurenziana in Canada, nel 1993 ha studiato 1.018 meditatori e ha scoperto che la meditazione può portare a sintomi di epilessia parziale complessa come anomalie della vista, sentire voci, sentire vibrazioni, o sperimentare comportamenti automatici come la narcolessia. È da notare che i pazienti epilettici che soffrono di crisi epilettiche nei lobi temporali hanno allucinazioni uditive o visive, che spesso interpretano come esperienze mistiche. Alcuni sono convinti di conversare con Dio.
      Negli ultimi anni Persinger si è riproposto di studiare le cosiddette esperienze "mistiche" in condizioni controllate di laboratorio. Ha fatto indossare ai volontari un casco dotato di una serie magneti attraverso i quale correva un debole segnale elettromagnetico. Persinger ha trovato che le convulsioni indotte magneticamente nei lobi temporali generano lo stesso tipo di allucinazioni e di esperienze mistiche riportati da pazienti epilettici. Quattro su cinque persone, dice, riportano una "esperienza mistica, la sensazione che ci sia un ente o essere senziente in piedi dietro o vicino" a loro. Alcuni piangono, alcuni sentono Dio che li ha toccati, altri diventano spaventati e parlano di demoni e spiriti maligni. "E questo in laboratorio", osserva Persinger, in riferimento alla conoscenza dei soggetti di un ambiente controllato. "Cosa può succedere quando queste esperienze avvengono a tarda notte, o su una panca in una moschea o una sinagoga?"
      Che questo indichi che le cosiddette esperienze mistiche possono essere causate da crisi epilettiche, da un malfunzionamento temporaneo del circuito cerebrale innescato da condizioni anomali come la privazione sensoriale o un diminuito flusso di sangue al lobo parietale?

      Dr. S. Snyder, direttore della facoltà di neuroscienze presso la Johns Hopkins University, mette in guardia riguardo al fatto che durante la meditazione il cervello rilascia serotonina. Questo può aiutare le persone con depressione lieve, ma troppa serotonina può causare, in alcuni, una paradossale ansia da rilassamento indotto. Invece di rilassarsi durante la meditazione, queste persone diventano stressate fino ad avere avere attacchi di panico. Snyder dice che in alcuni casi di schizofrenia, la meditazione può mandare una persona direttamente in psicosi.

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    2. (...)

      Dr. A. Newberg, dell'Università della Pennsylvania durante una TAC ha esaminato il cervello di praticanti da lungo tempo mentre erano in stato di meditazione e li ha confrontati con le immagini scattate quando non lo erano. Newberg ha visto che il flusso di sangue al lobo parietale posteriore superiore era diminuito durante la meditazione. Questa zona del cervello determina i confini del proprio corpo in relazione con l'ambiente e ci permette di navigare in un mondo complesso tridimensionale, senza andare sbattere contro le cose. "Noi sappiamo che la parte posteriore del lobo parietale superiore svolge quel ruolo particolare perché ci sono pazienti con danni in questa stessa regione, che letteralmente non possono muoversi senza cadere," afferma Newberg "Mancheranno la sedia su cui avevano intenzione di sedersi, e generalmente hanno una conoscenza confusa di dove finisce il loro corpo e dove comincia il resto dell'universo." Egli dice che quando le persone hanno esperienze spirituali e sentono di diventare un tutt'uno con l'universo e perdono il loro senso di sé, questo è dovuto a quanto sta accadendo in quella zona del cervello. "Se si blocca quella zona, si perde quel confine tra il sé e il resto del mondo." Che i meditatori buddisti stessero semplicemente sperimentando uno strano effetto collaterale causato dal sottoporre i loro cervelli a condiszioni anormali e insolite?
      Negli ultimi anni i neuroscienziati hanno esaminato gli effetti della meditazione sul cervello. Il professor R. Davidson del Wisconsin, da lungo tempo meditatore buddista egli stesso, afferma che la meditazione può "cambiare stati neurali nei circuiti che possono essere importanti per il comportamento compassionevole e per la regolazione emotiva e dell'attenzione." Tuttavia, altri scienziati sostengono che le affermazioni di Davidson sono prive di fondamento e che i suoi studi rivelano gravi difetti che vanno dal disegno sperimentale alle conclusioni. Dr. N. Hayes, un neurobiologo presso la Scuola Medica Robert Wood Johnson nel New Jersey, dice che Davidson ei suoi sostenitori promuovono la ricerca prima che sia stata replicata. E quello che è davvero interessante, ma mai messo in evidenza, è che Davidson stesso fa notare che, per gli psicologi che usano la meditazione per curare i loro pazienti, "La meditazione non sarà benefica per tutti i pazienti con disturbi emotivi e può addirittura anche essere deleteria per alcuni tipi dei pazienti ".

      A. Chappell, un ex devoto del Guru Maharaj (noto anche come Prem Rawat), sottolinea che la meditazione affama la mente di stimoli (deprivazione sensoriale) e si chiede se desensibilizzare la mente agli stimoli può realmente "pregiudicare la propria capacità di reagire correttamente con il livello di paura, amore, e altre emozioni necessarie in una determinata situazione sociale.” Chappell dice che la mente può atrofizzarsi - proprio come fanno gli arti - se non vengono utilizzati per una vasta gamma di scopi. Molti praticanti di meditazione si sono lamentati di avere difficoltà nel fare semplici operazioni aritmetiche e di ricordare i nomi di amici intimi dopo una meditazione prolungata.

      (Per quanto riguardala ricerca, continua sulla pagina "Advaita, il non dualismo" dove hai lasciato lo stesso commento.)

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    3. Dr. L. Roche ????
      Quello che propone il suo teacher training al Eselan Institute?

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    4. Mi sa che lo smoderatore è un credino a sua volta..

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  10. ma se vuoi dire le cose che dici, perchè non le dici in modo più serio? non fraintendermi, sò che è un blog che vuole essere ironico, e va benissimo, però sfotti chi deve essere sfottuto, non generalizzare così..devi sempre cagare fuori dal vaso..ah, e per la cronaca, su questi temi riportare ricerche scientifiche da quattro soldi non significa nulla, nè a sfavore nè a favore, si può trovare ovunque tutto e il contrario di tutto, quindi o la fai tu la ricerca o evita di cadere così in basso (per darmi credito le postavo da adolescente le ricerche trovate su internet)

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    1. Gaetano Cirillo23/10/13, 08:32

      A me pare che di ironico ci sia giusto l'approccio leggero. Ma i temi affrontati sono di una serietà estrema e non bisogna mai abbassare la guardia, per continuare a far luce su una menzogna culturale ed una piaga sociale. Gli effetti dello yoga sono devastanti, anche a distanza di tempo e gli atteggiamenti di chi solo apparentemente ne è uscito sono tipici del tossicodipendente in astinenza. Lo yoga non guarisce da nulla. Inebetisce e crea dipendenza. ....

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    2. Gaetano, sono due le mie considerazioni, o scrivi così perchè hai praticato Yoga che ti è stato spacciato per tale ma non lo era, o hai scritto di un argomento vasto liquidandolo in poche righe che odorano di saccenteria presuntuosa ed ignoranza, tanto per sconfessare il tuo infelice contributo sappi che ho praticato per 10 anni in modo costante yoga presso l'"Accademia Maharishi Sathyananda" di Brescia, ricavandone ottimi benefici psicofisici, prima di sparare sentenze non da credino, peggio da ignorante presuntuoso se vuoi informarti meglio sullo Yoga ti consiglio di visitare il sito web dell'accademia sopracitata e apprendere qualcosa di più in merito all'argomento...

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    3. Gaetano Cirillo23/10/13, 19:02

      Ho solo approfondito qualche aspetto e mi viene da sorridere nel leggerti. Proverò comunque ad argomentare quando non sarò alla guida.
      Meditate, gente, meditate.

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    4. Gaetano, sia ben chiaro che non ho espresso giudizi sulla tua intelligenza, il tono pacato ed amichevole della tua risposta prova che sei una persona che dialoga, era il tono del tuo commento che era troppo negativo, superficiale e sommario rispetto all'argomento dello Yoga, non so se hao presente ma lo Yoga ha un origine "Laica" ed è una disciplina Psico-fisica per la conoscenza del corpo in cui viviamo e per apprendere nella pratica dello stesso le leggi chimiche e fisiche che governano l'esistenza, ma l'unico modo per conoscerlo e conseguirne gli obiettivi è praticarlo "guidati e sostenuti" da insegnanti preparati e forgiati nella loro conoscenza da una pratica costante e da uno studio delle metodologie e delle prassi di approccio alle asana (posture), lavoro che ti garantisco dove ho frequentato è serio, rigoroso e scientificamente verificato, quindi io direi praticate gente, praticate, buona giornata e buona vita....comunque se ti interessa uno studio ed corretto approccio all'argomento...www.accademiams.com

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    5. Gaetano Cirillo24/10/13, 08:25

      Buongiorno Riccardo. Ti irriti come i bambini ai quali è stato detto che Babbo Natale non esiste.
      Tu avrai pure speso dieci anni della tua vita nel praticare ciò che un ignorante presuntuoso e saccente come me considera una tra le più grandi menzogne della storia, ma questa roba non troverà mai alcuna dimostrazione scientifica.
      Hai frequentato l'Università Mondiale dello yoga? Scommetto che hai dovuto spendere dei soldi. Per ottenere quali benefici? Il distacco dal mondo terreno? Guada che per allontanarsi dal mondo terreno ci sono vie molto più rapide ed economiche. O qualche maestro ha curato qualche tuo malessere con la sola imposizione delle mani? Oppure hai trovato una seconda occupazione come tanti che, affacciandosi sul mondo dello yoga da allievi, intravedono presto la possibilità di recuperare quei soldi con vergognosi pluriennali corsi (anch'essi a pagamento) per diventare insegnante e completare il cerchio circuendo vecchine indifese?
      Mi viene da ridere se penso che coloro che passano per maestri e profeti, e che vengono venerati per essere depositari dell'ignobile verbo, mettono da parte incommensurabili ricchezze con la loro truffaldina attività. Sarebbe bello se coloro che vendono fumo decidessero, per una sola volta, di andare negli ospizi a prestare cure gratuite agli anziani. Forse inizierei a vedere la vera utilità sociale dello yoga.
      Ti pongo una domanda. Quale yoga hai praticato? Il kundalini? Dimmi di si, ti prego. .....

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    6. Gaetano Cirillo24/10/13, 08:28

      Stavamo scrivendo insieme. Grazie, intanto, per la propensione al dialogo. Quanto al praticare, consiglio piuttosto di uscire da quelle sale malsane per fare lunghe passeggiate in riva al mare....senza maestri di alcun genere. ....

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    7. Gaetano Cirillo24/10/13, 08:45

      Ho dato un'occhiata veloce al sito. Pur ripromettendomi di riaffacciarmi, suggerisco di tenere almeno i bambini lontano da quella roba.

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    8. Perdonatemi l'intromissione:

      Riccardo, sono due le mie considerazioni, o scrivi così perchè dopo aver avuto la fortuna di praticare il 'vero' Yoga per 10 anni con i conseguiti benefici psicofisici ora credi di poter conoscere l'Ass-oluto, o pretendi di conoscere un argomento vasto ignorando la diversa opinione di qualcuno bollandolo come saccente, ignorante, presuntuoso e che sicuramente non è a conoscenza del 'vero', (sia ben chiaro senza esprimere giudizi sulla sua intelligenza, per carità), prima ancora di chiedergli delucidazioni.

      Bisogna ammettere che anche Gaetano ha lo spadone ben affilato e senza colpo ferire non si riferisce allo yoga come ad un'attività tipo le passeggiate in montagna, una corsa in bicicletta, la lettura di un buon libro, o un sano succo di frutta; evidentemente dietro c'è qualcos'altro.

      Una qualsiasi attività guidata da un 'maestro' è portatrice del virus mentale della follia spirituale: una volta aperta quella porta non si sa cosa ne possa uscire.

      Gaetano: "Proverò comunque ad argomentare quando non sarò alla guida." Ma che sei matto? Ti prego: non postare e guidare!

      Il sito è www.accademiayogams.com

      Sul portale del sito il guru Maharishi Sathyananda (quello col bollino rosso) dice: "Niente esoterismi, massima razionalità e per quanto riguarda la mistica, attenersi al meraviglioso stupore che genera lo studio del corpo umano, della cellula, della creazione tutta e di tutte quelle leggi fisiche e chimiche la cui comprensione ci porta all'assimilazione del principio divino..." Porc...! Per un pelo! Eppure c'era andato così vicino; che peccato.

      Poi ci sono i Maharishis, con quello sguardo vuoto perso nel nulla, (vero è che con quella scintillante scemitarra non vorrei mai incontrarlo in un vicolo buio.)

      L'highlight è la caffetteria-ristorante, e se fosse sempre allestita così (e non-vegetariana), quasi quasi... un pensierino....

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    9. Allora, brevemente, non ho ottenuto nessun distacco ma la capacità di godere più pienamente della mia fisicità e una migliorata e più intensa percezione sensoriale, una migli0ore funzionalità di tutto l'irganismo e un metabolismo che funzionava in modo ottimale, un maggior controllo delle energie nervose e una capacità di recupero dalla fatica più rapida almeno fino a che ho mantenuto costanza nell'allenamento atletico e nella mia personale pratica quotidiana, poi adesso sono molto saltuario quindi sono in fase di appannamento fisico e i benefici stanno svanendo, comunque scusa se ti ho dato impressione di essere irritato, semplicemente non potevo condividere il tuo taglio critico perchè avendolo vissuto ti garantisco che lo Yoga non è quello che tu liquidi con le tue parole, piuttosto da esse deduco che tu abbia avuto a che fare con esperienze che ti hanno negato di apprezzarne l'efficacia reale e ribadisco provata anche scientificamente e te ne abbiano mostrato solo un aspetto adulterato e stravolto...comunquesia l'età più giusta per intraprendere tale disciplina e verso i 5 anni poichè prima lo Yoga è la nostra condizione naturale...

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    10. Dimenticavo, scusa Hatha Yoga e Kriya Yoga...Per smoderatore non ho la presunzione nè di conoscere l'assoluto nemmeno mi sento superiore o esprimo opinioni per sentirmi od essere considerato tale, semplicemente cercavo di dare la mia testimonianza basata sulla pratica dello Yoga così come viene insegnata in questa accademia, sul fatto che sia efficace e migliori lo stato psicofisico non ho dubbi ero veramente in forma smagliante, l'ambiente è veramente ben tenuto ed i costi corretti per la qualità dell'offerta proposta, ci sono anche medici e gli insegnanti sono tenuti ad un costante aggiornamento e studio personale, la caffetteria ristorante non è vegetariana, innn alcune serate è stato servito anche ottimo spiedo e la cucina è buona e di qualità, c'è stato anche uno studio di un professore universitario di Milano condotto sugli insegnanti pubblicato sulla rivista Newton, ma se davvero voleste comprendere cosa vuol dire praticare Yoga in questo centro dovreste provarlo....comunque capisco la diffidenza c'è davvero un abuso su questo argomento in questi ultimi tempi....

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    11. Scusa Riccardo, mi riferivo a quando hai detto cose del tipo "percepire una delle vibrazioni più belle che sperimentiamo del Divino" e "lavorare coltivando la certezza della possibilità di arrivare a godere della manifestazione dell'Assoluto."

      Rispetto allo yoga come semplice esercizio fisico personalmente non ho nulla in contrario. È quando si aggiunge un 'maestro' e ci s'incolla il 'divino' che mi fa accapponare la pelle.

      È chiaro che se si smette di fare esercizio, il fisico si appanna, specialmente dopo una certa età.

      Che l'improvvisa espressione di giudizio sia anch'essa una prova della mancanza di "allenamento"?

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    12. A proposito per Gaetano più che le parole, trovi in questo video quanta armonia e benessere può portare la pratica Yoga se correttamente insegnata ed appresa....http://www.youtube.com/watch?v=QX-lCD1tik4&feature=youtu.be

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    13. Per Smoderatore..penso che l'attuale abbassamento della forma fisica che mi aveva regalato la costanza nella pratica sia abbastanza incisiva sull'aumento del mio "nervosismo" quotidiano...ma davvero la pratica dello Yoga e la "critica" a questa Antica e sempre nuova Disciplina Psico-fisica non posso fare a meno di contestarla e quella di Gaetano era veramente miserrima come tale...ripeto poi Gaetano sicuramente avrà qualità e conoscenza in tanti argomenti ma quello ha scritto sull'argomento Yoga è filosoficamente (intesa come Amore del Sapere e conoscere) inaccettabile e almeno fosse stata saggiamente ironica (a parte qualche passaggio che mi ha fatto sorridere beh era davvero cattivella)...Beh comunque lo Yoga si comprende davvero solo praticandolo e non studiandone le migliaia di interpretazioni intellettuali....per cui direi Praticate Gente Praticate.....

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  11. Sigh...avevo fatto un commento così carino e perspicace, ma ho errato ed è stato cancellato, sono proprio un credino, comunque sia grazie, è stata una bella scoperta stamane il tuo blog. Detto questo meditare ad occhi chiusi ogni tanto fa comunque bene (ai vecchietti come me l'uso della vista, soprattutto della "gnocca" causa notevole dispendio di energie) Ti faccio due richieste per concludere, vedi tu nella tua lungimirante magnanimità se esaudirle: 1) Sarebbe meglio correggere l'errore ortografico nel post, quell'"isaziabili" non è per niente elegante. 2) Visto la tua abilità a mettere sotto luce realista alcuni "fenomeni" del nostro secolo, mi chiedo come mai non ci diletti con un tuo elaborato su quel losco figuro che deve essere stato Sai Baba. Credo sarebbe una bella soddisfazione leggerlo. Nel frattempo, per quanto il Grande Capo te lo conceda ti auguro Buona Vita...

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  12. Grazie Roberto,

    1) Fatto! Grazie.

    2) Sai Baba è candidato a un prossimo post. Ahimé, il tempo da dedicare a questi "fenomeni" è per me limitato per cui ti chiedo di avere pazienza, e se il Grande Capo vorrà...

    3) Chi?

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  13. Sigh..e risigh....smoderatore generatore delle mie lacrime...Riccardo non Roberto è il nome che mi hanno assegnato i miei genitori, va beh sempre per erre inizia....dai al post su Sai Baba ti ci devi dedicare...beh il terzo punto da te scritto, l'enigmatico Chi?...seriferito al Grande Capo...allora è una domanda alla quale non si può rispondere con una povera misera comune tastiera, non sono sufficienti i vocabolari di tutto il mondo...insomma il Grande capo e cosa o come sia, è credo da credino Esperienza, come tale quindi si comprende vivendola, qui ne possiamo fare piccoli assaggi, poiché quando ne faremo esperienza totale non avremo più bisogno di fustigare la nostra credineria ne tantomeno avremo bisogno di stare in guardia dai venditori di fumo e noccioline...ma ripeto non si può definire e comprendere ciò che sta sempre in divenire anticipato al nostro tempo....facevo prima ascriverti al chi? la risposta migliore sarà quella che già hai senza necessità dei miei vaniloqui da tastiera...grazie per avermi risposto, ancora grazie per gli spunti di riflessione...

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    1. Riccardo, 
grazie a te e scusa se ti ho distrattamente dato del Roberto.



      Il virus del pensiero, che è l'invenzione spirituale
      (http://ilcredino.blogspot.com/2013/01/la- 
sindrome-del-credino.html),
      e l'Esperienza (htttp://ilcredino.blogspot.com/2012/04/lesperienza.html) 

      insieme fanno sì che si possa credere fermamente di poter "comprendere ciò che sta sempre in divenire anticipato al nostro tempo" di farne "esperienza totale", di conoscere l'ignoto, di vedere l'immanifesto, e via dicendo...

      

La terza, al contrario, è una domanda alla quale si potrebbe rispondere con un semplice "non lo so" o meglio ancora con un sincero "non so proprio di cosa parlo". Infatti avere la convinzione che "non si può rispondere con una povera misera comune tastiera, non sono sufficienti i vocabolari di tutto il mondo" rivela in soldoni il fatto di non sapere di cosa si stia parlando.

      

"L'immaginasiùn la g'ha na forsa de leun,
      l'imaginasiùn la g'ha paura de nisun,
      l'imaginasiùn la t'endormenta cume un cuiun."

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  14. Come per le altre volte grazie, trovo stimolanti le tue risposte, ora però, abbandonando un po' l'ironia, vorrei condividere alcune riflessioni, nate dalle mie esperienze meditative nell'ambito della pratica Yoga, pratica che se si ha la fortuna di trovare un "Maestro", veramente preparato, apporta risultati concreti in termini di benessere psicofisico e per quanto mi riguarda si conferma la migliore delle vie, avendola sperimentata, tra le tante che possiamo percorrere nella conoscenza di ciò che Siamo e di Quello a cui aneliamo. Trovo invece che la conoscenza di tipo esclusivamente "intellettuale", se pur importante rimane limitata in termini di fornire adeguate e definitive risposte sia alla necessità che alle domande connesse al nostra necessità di Trascendenza, dovendosi affidare al linguaggio scritto e parlato, poiché non c'è davvero nulla di ciò che è celato che prima o poi non si riveli alla nostra consapevolezza, certo richiede anche il nostro contributo personale in termini di tempo ed energia, ma sono "monete " davvero ben spese...per quanto riguarda l'ultima tua risposta, vero ci troviamo nella condizione iniziale di non conoscere o di non ricordare come indica Socrate o il pensiero a lui attribuito, nel suo insegnamento, non di meno però siamo forniti dei mezzi per arrivare a tale conoscenza e possiamo sia sperare che lavorare coltivando la certezza della possibilità di arrivare a godere della manifestazione dell'Assoluto, per ora mi rimane chiaro anche il fatto che tale Dimensione non può essere comunicata né descritta nella sua totalità. Se ad esempio penso ad un oggetto lo posso descrivere minuziosamente nelle sue parti, posso acquisire e trasmettere le conoscenze per realizzarlo, ma solo utilizzando i pensieri, non potrò mai dare all'ascoltatore con pienezza tutto ciò che vivo trovandomi ad osservarlo ed analizzarlo con tutti i mezzi che il mio corpo mi mette a disposizione. Concludendo, vero la meditazione se mal condotta può nuocere, ma dedicarci tempo ed energie può veramente darci tanto in termini di Benessere,,,
    Buona serata Smoderatore, veramente con stima e simpatia per il tuo ottimo lavoro di intelligente provocazione e stimolazione.
    P.S.: Molto carina la citazione della canzone di Jannacci....

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    1. Beh, sembra proprio che tu sia tra i più fortunati: sei sul percorso della mejo via sotto la guida esperta di un vero "Maestro" avviato verso la conoscenza di ciò che Sei e di Quello di maiuscolo per cui vagheggi.

      Quando si cerca di "fornire adeguate e definitive risposte sia alla necessità che alle domande connesse al nostra necessità di Trascendenza", purtroppo non si può abbandonare l'ironia, perché è possibile, anzi assai probabile che "ciò che è celato" non si riveli mai alla nostra consapevolezza anche se questa è minuscola.

      Non si può abbandonare l'ironia quando si crede di essersi solo semplicemente scordati di possedere tale gagliarda conoscenza e si ha la netta convinzione di avere comunque i mezzi per "arrivare a godere della manifestazione dell'Assoluto" anche se "rimane chiaro anche il fatto che tale Dimensione non può essere comunicata né descritta nella sua totalità."

      Come si può abbandonare l'ironia quando si coltiva la certezza della possibilità, la si fa crescere nel giardino del magari, la si innaffia col forse e la si tiene al caldo del sarebbe bello, la si nutre con ipotesi, ignoranza, immaginazione e congetture, la si pota di tutta la realtà superflua e la s'infonde di convinzione, credenza e presunzione... e dal magico fagiolo della certezza della possibilità, la reale certezza di raggiungere il cielo fino alll'Assoluto.

      Se un oggetto esiste, trasmetterne l'esistenza a un ascoltatore è certamente possibile. Se l'oggetto è soltanto frutto della propria immaginazione trasmetterne l'esistenza con la pienezza di "tutto ciò che vivo trovandomi ad osservarlo ed analizzarlo con tutti i mezzi che il mio corpo mi mette a disposizione"... non bisogna mai abbandonare l'ironia, perché una volta persa quella rimane solo il camicino di forza.

      Grazie a te e, per ora, bbonanotte!

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  15. Tra i fortunati lo siamo tutti, il tuo talento sta nella chiarezza e nell'argutezza dell'argomentare, ho molto apprezzato la tua risposta, abbondantemente condita da quella sottile vena ironica che mai sfocia nel sarcasmo offensivo e presuntuoso, il mio non era abbandono totale, proprio perché ritengo a mia volta, che saper accendere un sorriso vuol dire avere la capacità di far percepire una delle vibrazioni più belle che sperimentiamo del Divino, il sano gioire e l'autoironia a cui mi hanno riportato le tue saggie e ponderate parole. Permettimi di affermare: sono esse pure forma di meditazione gioiosa ed illuminante. Confermo, in questo mare magnum che è internet, è stata una fortuna incontrare e scoprire il tuo blog ed ogni tanto soffermarsi a leggere con piacere le tue riflessioni intelligentemente condite con il sale della sapienza, il sorriso...Grazie Smoderatore buona giornata a te....

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  16. Il lavoro spirituale è impegno costante. Ci si deve alzare alla mattina presto praticare la meditazione per 8 o piu ore, studiare i libri della tradizione scelta e svolgere una vita piu' possibile a contatto con la natura. Chiaramente sono pochissimi gli uomini che optano per questo tipo di vita. Sono coloro che abandonano il mondo secolare perche hanno capito cellularmente che non si possono servire due maestri. La meditazione funziona solo se ci sono i giusti prerogativi altrimenti è come giustamente dice il moderatore una perdita di tempo.
    Gassho Kizo

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    1. Grazie Kizo,
      il tuo commento è stato fonte d'ispirazione per pubblicare il post.

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  17. Kizo...nulla da obiettare ben detto....poi credo che il lavoro "spirituale" quello per me più prossimo al reale lo pratichiamo consciamente ed inconsciamente circa 24 ore al giorno respirando. Il circa sta per quelle occasioni in cui trattenendo il fiato ci prendiamo attimi di vacanza...Poi un giorno andremo in ferie e non torneremo più al lavoro.....Buon fine settimana e ti auguro ancora tanti anni di lavoro, per le ferie abbiamo tutto il tempo...

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  18. Carissimo Smoderatore, ogni volta che leggo le tue argute, provocanti, ironiche ed intelligenti risposte, sono davvero contento di essere approdato a questo blog, davvero tenere gli occhi aperti sulle "truffe" spirituali, dando un contributo importante alla crescita dell'individuo (questo il tuo intento mi pare chiaro sempre più) facendolo in modo garbato e col sorriso come sai fare tu non è da molti(rinnovo i miei complimenti per il tuo talento), ma sai non perché ci sono gli approfittatori vuol per forza dire che non ci siano "Maestri nella loro disciplina preparati e in grado di farti camminare nella giusta direzione aiutandoti nel modo corretto nella fase degli inciampi"...inoltre se davvero sono buoni Maestri fanno in modo che tu non diventi Guru-dipendente, l'obiettivo è sempre quello di portarti ad essere Guru di te stesso, non so se ti diletti pure tu nel visionare i buoni e i cattivi su You Tube in questo senso, poi i nostri pareri sono sempre comunque "s'oggettivi", ma non posso non fidarmi ed avere una reputazione davvero ottima e certa sul "Capo" dell'Accademia di Brescia, lo conosco personalmente ed oltre che Guru nel mio Cuore è un Amico che ha condiviso e con il quale ho condiviso gioie e dolori di oltre un trentennio di vita (l'ho incontrato nel lontano 1983 al ritorno dall'anno di leva allora obbligatorio, anche alcuni militari si meriterebbero un bel post ironico così come molti psichiatri, te lo garantisco, in un periodo dove la mia "curiosità" mi aveva veramente devastato, ho scoperto sulla mia pelle quanto possa far male la chimica dei commercianti di pasticche di vario tipo, davvero mi ha aiutato tantissimo a riprendermi ed avere ancora una vita degna e "normale")...Comunque sia dialogare con te è un piacere così come coi molti registrati che qui commentano, in fondo è un utile scambio di informazioni ed esperienze e grazie per l'attenzione che hai nei miei confronti detto questo aggiungo due domande, la prima tecnica, il tuo commento che ho ricevuto per e-mail e che ha scaturito questo mio elaborato qui non lo vedo, boh strano non ti pare o sei tu che hai deciso di non pubblicarlo e inviarlo solo in forma privata? A proposito dei personaggi che trattano tali argomenti su You Tube, sempre se lo hai visionato e "lo conosci", volevo avere il tuo parere su Rocco Bruno?...grazie di avermi letto e sempre lunga vita al nostro Carismatico ed Amato Smoderatore che se fosse Smoderatrice l'Amerei ancor più....ahahahah buona vita....

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    1. 1) Blogger è molto capriccioso.

      2) Se Rocco Bruno è quel tale che dopo aver visto il film "The Matrix" ha abbandonato la carriera di musicista per fare il cantastorie dai sottoscala, non c'è molto da dire.

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    2. Grazie per il parere, comunque come cantastorie da sottoscala diverte almeno se non più di alcuni "artisti£ televisivi o doa latri ambiti, strapagati che a mio parere si meriterebbero dei bei post molto "Smoderati" quanto i vari venditori di fumo spirituale che sottoponi al tuo tagliente ed ironico bisturi per citarne alcuni mi piacerebbe molto veder massacrati i saccenti vampiri che farebbero meglio a fare sani bagni di umiltà e qualche giorno da operai per capire meglio che per molti i soldi "meritati" non piovono dal cielo, ci sono anche quelli ad esempio che sbandierando la loro "sapienza" magari condita dalla parola "Ateismo" che fa molto chic ingurgitano soldi e accidenti non fanno mai neppure indigestione, Non è sia ben chiaro per difendere il Rocco, casomai potessi scegliere preferirei emulare quello della patatina per intenderci, ma davvero gongolerei molto se nella tua lista di futuri post prendessi in considerazione i seguenti personaggi davvero Guru del "Poco e Nulla"..non so pensavo in particolare a "Sgarbi, Oddifreddi, Augias, Costanzo....che quelli ormai defunti lasciamoli per il momento tranquilli nei loro loculi (però un piccolo post sugli ex guru televisivi strapagati...Baudo, Buongiorno se ti scapasse non mi darebbe scandalo)...accidenti ora ho un dubbio mordace che mi azzanna il polpaccio e se fossero invece per te Idoli da adorare e difendere con il tagliente spadone....mah alla tua risposta lo scioglimento dell'atavico e dilemmatico dubbio...Buona Giornata e Buona Vita MIO DILETTO E SIMPATICISSIMO SMODERATORE LUNGA VITA A TE, LUNGA VITA AL RE....

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    3. Carissimo Smoderatore, sono "seriamente preoccupato per la tua aihmè "assenza", non è che ci hai giocato un tiro mancino ed essendoti "Illuminato" tu sia diventato Uno coi milioni di Watt luminosi che hanno fatto sparire pure la tanto meravigliosa "Notte Stellata" che commuoveva il cuore e ci romanticizzava tutti, magari dandoti alla meditazione ti sei reso bello, puro e sottile come un fiocco di neve, quindi senza più la facoltà di digitare sulla tua tastiera preziosi consigli anti "rincredinimento totale", ma sei bravo e talmente buono che ci lasci almeno quella piccola parte indispensabile per alleggerire i pesanti fardelli tassativi che lo Stato moderno ed antico da sempre impone. Godevo tanto delle tue umoristiche sferzate ma da un po' non pubblichi saggi e s'moderati commenti e risposte ai miei scritti, pazienza. Rimane davvero sempre apprezzabile il tuo lavoro di postaggio ironico e riflessivo, da lode anche il post con metafora cartacea, a proposito questo commento mi fa sentire che ho in mano un buon sette ma conoscendoti un po' mi sa che mi metterai sotto il naso l'ennesimo sette e mezzo d'amblè...Buona Vita Smoderatore e buona vita a tutti i credini e non che frequentano questo interessante luogo...

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  19. Ecco adesso il tuo commento al quale si riferisce questa mia risposta è comparso poco più su caro Smoderatore, quindi la domanda numero 1 ha avuto una risposta...io avevo letto in e-mail tale commento ma qua non compariva ancora..mah mistero dei sistemi informatici mi sembra quella più consona e corretta o ne hai una migliore tu Smoderatore....a volte muy moderato ma comunque da me ben considerato...

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  20. Ti stimo, non aggiungo altro :)
    lotto da un anno contro questi newaggiani del piffero che vogliono avere ragione e non ascoltano pareri discordanti dai loro... Tra tolle, meditazione, ruiz e osho ne ho le bip piene, ti dessero delle risposte sensate uno potrebbe pure cercare di capire, e invece nisba, ti attacchi al nulla o peggio ancora ai soliti mantra "tu non puoi capire, tu non puoi arrivarci, tu non hai intrapreso il cammino" :)

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  21. "Siete cattolici"

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    1. Ma lo hai scoperto adesso? Questo è un sito messo su dai cattolici o dai filo-cattolici per smontare le filosofie alternative. Infatti non si fanno cenni alle aberrazioni compiute dall'Opus Dei (con tanto di documenti, testimonianze di abusi oltre ogni limite della decenza), ai fatti di cronaca fra mafia e chiesa, a sette cattoliche come i focolarini o a personaggi come Chiara Lubich o tanti altri... dove centinaia di migliaia di persone vengono plagiate con crudeltà.

      Qui si parla di Brizzi che nei suoi seminari riunisce quanto? 70 persone? E poi lo si critica prendendolo per i fondelli... chiudendo non un occhio ma due su i veri drammi del plagio e addirittura l'autore di questo blog afferma che a lui la chiesa sta simpatica.

      L'unica cosa che mi viene da dire è una parolaccia. Ma siccome sono persona educata faccio un sorriso.

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  22. voglio chiedere una cosa a Smoderatore
    se questo sito è contro la meditazione in generale (mi sembrano che ci siano studi scientifici che dimostrano gli effetti benefici della meditazione sull'uomo) o solo contro la new age dei guru
    se sei contro la new age ai il mio supporto
    ovviamente se sei contro la meditazione ti porgo un sorriso, continuo a farmi i fatti miei e a praticare visto che ho ottenuto risultati, alcuni benefici, alcuni effetti collaterali quali la riemersione di comportamenti negativi che ho tenuto represso per tanti anni (infatti una delle pratiche si chiama proprio la riemersione della mente profonda)

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    1. Anch'io vorrei chiederti una cosa: grazie per il sorriso.

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  23. o non ha mai praticato meditazione , e quindi parli di cose che sconosci totalmente, oppure l'haipraticata di merda, e parli di cose che conosci male da frustrato..come se uno che ha paura dell'acqua o non sa nuotare si mettesse a discettare sulle pratiche dei sub...
    in compenso ti arroghi il diritto di esprimere giudizi definitivi,...praticamente sei peggio dei guru che vorresti criticare....
    inutile spiegarti quali livelli di profondità, oltre la mente (che rimane perfettamente funzionante, altre che inebetimento.. anze accoglie una valanga di stimoli e intuizioni in più), è possibile scoprire...

    ma importante che tu, che non hai esperienza di una benemerita fava, esprima i tuoi dogmatici giudizi...
    ciao anonimo smoderatore

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    1. Sì, se nel campo spirituale hai smarrito la fede i casi possono essere solo due:
      O non hai esperienza
      O se cel'hai, l'hai praticata di merda.
      Perché chi l'ha praticata nel "modo giusto"... è giusto che possa esprimere giudizi definitivi.

      Sì, è inutile spiegare quali livelli di profondità, fuori di mente è possibile scoprire... L'importante è che chi non ha conoscenza della fava da altrui sperimentata esprima i suoi dogmatici giudizi.

      Ciao Anonimo Roberto.

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  24. la fede non c'entra una benemerita fava...o hai esperienza o non ce l'hai... e tu parli di cose che non sai... non faresti prima a dire "io ho provato alcune tecniche di meditazione (-ammesso che tu l'abbia mai fatto-) e non ho scoperto nulla.. poi gli altri non so"...
    invece, caro arrogantello, fai sermoni su cosa sia la meditazione e sui suoi effetti ultimi, olè...e ritieni pure di essere "logico" (sigh)..

    ri-ciao Anonimo integrale

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    1. Ri-Roberto,

      è inutile spiegare che per te funziona, e tu sei qui perché per te funziona.
      Per cui, ti ringrazio per esserti preso la briga di venire fin qui a dimostrare quale valanga di stimoli e intuizioni in più, quali livelli di profondità oltre la mente è possibile scoprire, ed è inutile spiegare.

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    2. no no..è spiegabilissimo, è inutile semmai spiegarlo A TE..

      esistono migliaia di testimonianze, riportate anche per iscritto (sai, secoli di testi) su cosa sia possibile scoprire con la meditazione.. e basterebbe sperimentare un pò... per capire che il centro dell'individuo non è la mente, ma una zona più profonda..(per inciso, la meditazione NON è una tecnica, ma una condizione percettiva ben precisa...quella della coscienza disidentificata dai contenuti della mente. La tecnica, posizione corporea, uso della mente focalizzata o altro..sono solo il veicolo per raggiungere lo stato meditativo).. ma tutte questo , detto a te, scivolerebbe via, andrebbe "perduto, come lacrime nella pioggia" ,quindi il punto non è che io sia qui a testimoniare che funziona, il punto è che tu, che hai provato solo malditesta senza scoprire nulla, elevi le tue esperienze a modello giudicante definitivo..
      quindi di parlare a te mi frega un cazzo francamente, ma di lasciare una traccia a quelli che passano dal tuo blog sì.
      sperimentate con una persona fidata una pratica di meditazione.. e poi fatevi un'idea basata sulla vostra esperienza.
      adieu

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    3. Esistono migliaia di testimonianze, riportate anche per iscritto (sai, secoli di testi), perché a quanto pare l'immaginazione si è sviluppata nell'essere umano 40-50,000 anni fa.

      Il centro dell'individuo non è la mente, ma un zona più profonda: e cioè?
      Tu hai ovviamente "percepito" in modo ben preciso la coscienza disidentificata dai contenuti della mente, questo era chiaro.
      La meditazione è una tecnica percettiva, è solo un veicolo per arrivarci, e anche questo è ovvio. L'uso della mente focalizzata è solo un veicolo per spingersi oltre se stessa, è così semplice.

      Quindi il punto non è che tu sia qui a testimoniare che funziona... eppure il punto è proprio questo.

      Fortunatamente tutto questo non scivola via, non va "perduto, come lacrime nella pioggia", perché tu hai lasciato una traccia a quelli che passano da questo blog, a dimostrazione che funziona seppure non sia quello il punto, anche se lo è.

      Francamente di parlare a me non te ne frega un cazzo: rilassati Robertino... Hai provato con la meditazione?


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  25. ahahahh...e quindi oltre a ripetere come un pappagallo de-mente (tu che ti ritieni un cultore della mente) ciò che scrivo io (senza capirlo), e dire "rilassati" come un bimbominkia da web, riesci anche ad esprimere un concetto che abbia la dignità di concetto? ...o sempre convinto ad cazzum di essere "logico"?
    nè tu puoi "dimostrare" un benemerito cazzo sulla meditazione nè io, online... ma posso dare spunti di riflessione che, a differenza dei dogmi acidelli tuoi, possono spingere a verificare di persona chi legge... solo quello conta... la differenza è notevole caro cultore de(lla)mente. tu non ha provato un cazzo (ammesso che tu abbi mai praticato), io sì (e con me miglia di ricercatori che han lasciato testimonianze), chi ha ragione?... l'unico modo per sapere se c'è una validità nell'esperienza meditativa è provare di persona, tutto il resto è vim liquido nella tua testa...questo è l'unico ragionevole consiglio lasciato ai "posteri" di questo blog.
    sul centro della coscienza studia un pò di psicologia occidentale, quella proprio dell'università, e non fare figure barbine... aprendo blog su argomenti che non ti competono...
    ai lettori di questo blog consiglio un testo notevole "tecniche della meditazione orientale" di claudio lamparelli, leggete il blog del demente qui presente... leggete quel testo, confrontate le visioni e le indicazioni date...poi verificate di persona.con la pratica.. e avrete una visione personale della cosa.--
    smoderatore... non ne azzecchi una... davvero una...
    (continuo a sbattermene di te in realtà---ma ci tenevo ad indicare questo testo... come post scriptum)

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    1. Ma è vero!
      Infatti, per farci un'idea di come debba essere la nostra esperienza, dobbiamo andarla a trovare su un bel testo. (Da non leggere online perché non dimostrerebbe nulla: la parola che appare su un monitor non ha nessun significato rispetto alla parola scritta su carta.)
      Io speravo che raccontassi ai lettori di questo blog - non certo a me, per carità - qual è il TUO conosciuto senza però deferire a testi ed esperienze di migliaia di ricercatori meditabondi che hanno lasciato la loro "originale" traccia mefitica.

      Comunque, per concludere, desidero farti le mie congratulazioni, perché anche se non è possibile "dimostrare" un benemerito cazzo sugli effetti della meditazione (online, s'intende), restando qui senza dire niente sei invece riuscito con successo nell'improbabile impresa.

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    2. veramente, basta leggere quello che ho scrito, cara cima de-mente..ho detto di comparare più informazioni su cosa sia la meditazione, confrontandole con le cazzatelle scritte da te sul blog, al fine di avere un quadro cencettuale di partenza e un minimo di indicazioni pratiche..e POI VERIFICARE DI PERSONA... segui il labiale...TRAMITE ESPERIENZA DIRETTA (con istruttore o anche da soli). ma non sai nemmeno leggere. Hai poche idee ma tutte confuse..logica sbarellata, dialettica da scuola media...
      il mio consciuto è la percezione diretta della "coscienza svincolata dalla mente"..qualcosa che può espandersi . La scoperta che il centro dell'io NON è la mente ma qualcosa di più profondo, vigile , senziente e cosciente... e può espandersi ad inglobare il corpo e anche oltre... un test di oggettività per questa esperienza viene data nelle scuole di arti marziali con antico lignaggio... se bendato riesci a percepire un colpo e il movimento avversario un certo tipo di esperienza si è radicata in te. Cito le arti marziali proprio perchè lì il bluff non funziona, il pugno te lo becchi..mentre in meditazione ognuno può farsi i trip che vuole. Si percepisce lo spazio e il tempo in modo più amplificato, con più stimoli lo spazio e più lento il tempo... il presente diventa denso ... si allarga appunto la ricezione degli stimoli quando il chiacchericcio meccanico della mente si arresta e le emozioni non fanno interfernza, Ecco..ora che ho detto delle cose basic, da me provate e da miglia di persone che hanno avuto esperienze simili, tranne te... rimane il fatto che di tutto questo non capirai un cazzo, perchè sei così attaccato alla mente da essere alla fine un de-mente...
      la cosa bella è che ad aver detto niente, ma proprio zero, con logica a dir poco risibile sei tu...che hai perfino imbastito un intero blog sulla tua mancanza assoluta di esperienza diretta.

      che vita triste quella chiusa dentro te stesso... smoderatore triste

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    3. Al fine di avere un quadro cencettuale di partenza e un minimo di indicazioni pratiche e reali hai portato qui il tuo "conosciuto", ovvero la percezione diretta della "coscienza svincolata dalla mente", qualcosa che può espandersi.

      "La percezione diretta della coscienza svincolata dalla mente."

      Ad essere precisi, il de-mente è colui che va oltre la mente, cioè chi se ne separa. Il perfisso de- è sottrattivo o privativo, vuol dire 'via da', indicando un allontanamento. È proprio chi crede di percepire qualcosa svincolato dalla mente a essere un folle: egli ha perduto il senno proprio perché è uscito di mente.

      Tu lo sai e puoi parlare perché hai scoperto TRAMITE ESPERIENZA DIRETTA (quella giusta) che il centro dell'io NON è la mente ma qualcosa di più profondo, vigile, senziente e cosciente... e può espandersi ad inglobare il corpo e anche oltre... Ancora non hai detto (anche se lo sai) cos'è questo "qualcosa"... E può espandersi a inglobare il corpo... E anche oltre...

      (cit.) "Mentre in meditazione ognuno può farsi i trip che vuole." Amen.

      "Il chiacchericcio meccanico della mente si arresta e le emozioni non fanno interferenza" e si percepisce... Si allarga la ricezione degli stimoli recepiti. In che modo? Con cosa? Ma soprattutto in che modo e con cosa poi lo si comunica?

      Desidero rinnovarti le mie congratulazioni, perché continuando a non dire niente stai allargando la ricezione degli effetti densi e fuori di mente della meditazione .

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    4. Roberto lascia perdere sto credino di smoderatore e tutti i credimi che lo seguono

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    5. Il troppo di qualunque cosa stroppia, persino bere troppa acqua fa male... si può anche morire, lo sapevi ? Questo non significa che bere acqua faccia male, così è per la meditazione.
      Lo scopo principale della meditazione, detto in parole povere, non è quello di raggiungere l' Assoluto, ma di rendersi conto che la mente genera continuamente pensieri e quindi la sofferenza che questi possono procurare è inutile. Seri studi hanno dimostrato i benefici della meditazione, metterli in discussione è lecito, ma a questo punto vale la pena dubitare di tutto, compreso che la Terra non sia piatta... !

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    6. .... ovviamente intendevo dire che la Terra non sia TONDA :D

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    7. Govinda73,
      Roberto aveva già lasciato perdere cinque mesi fa.

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    8. @Govinda73
      Ma dai , non te la prendere! Sei rimasto male per la vignetta sul progresso meditativo? Prova con la meditazione: dicono che si diventi anche meno permalosi. Ah.... ma tu la pratichi già.... beh, dicono anche che non sempre funziona....

      @Max Maxx
      E meno male che la mente genera pensieri, altrimenti saremmo morti!! Ah, ma forse volevi dire che l'attaccamento e l'identificazione con i pensieri genera sofferenza.... quindi prendendo le distanze da essi ci si affrancherebbe dalla sofferenza. Insomma è come iniettarsi una bella dose di anestetico: via l'attaccamento e via i problemi!! Attenzione a non buttare via anche lo strumento che genera i pensieri.....

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    9. Se non hai capito ti posso fare un disegnino ???

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    10. Non so se hai problemi con l'italiano o non conosci bene l'argomento (o entrambe le ipotesi). Tu hai scritto:

      ”Lo scopo principale della meditazione, detto in parole povere, non è quello di raggiungere l' Assoluto, ma di rendersi conto che la mente genera continuamente pensieri e quindi la sofferenza che questi possono procurare è inutile. ”

      La frase non è del tutto chiara e corretta, perché mette in diretta relazione i pensieri generati dalla mente con la sofferenza, mentre è più corretto dire che la causa della sofferenza non sono i pensieri ma l'identificazione e l'attaccamento ad essi. Come saprai, durante la meditazione i pensieri vengono osservati in modo distaccato, come nuvole che passano, altrimenti come fa a funzionare l'anestesia emotiva?

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    11. ... se darmi dell' ignorante serve a rafforzare il tuo ego... fai pure, ma la frase da me scritta è chiara. Quello che scrivi tu invece, volendo tagliare il capello in due, è incompleto, visto che se mi identifico con dei pensieri positivi, NON provo sofferenza !

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    12. Mah, più che rinforzare il mio ego, il mio intervento voleva solo chiarire il tuo ego confuso e felice (merito della meditazione!).
      In verità quello che scrivo io è che quello che diceva il Buddha (leggi sotto). Se poi vuoi spaccare il capello in quattro anche al Buddha, pur di non ammettere che hai scritto cose confuse ed infelici, perché questo rafforza il tuo ego...fai pure.

      Retta Concentrazione
      "La Retta Concentrazione consiste nella concentrazione sul pensiero. La concentrazione sul pensiero consiste nell'osservazione distaccata dei propri pensieri. Osservate con distacco i vostri pensieri come osservate con distacco il volo lontano degli uccelli nella pace della sera (...)
      Quando nasce un pensiero, piacevole o spiacevole, non fatevene intrappolare e non diventatene schiavi. Osservatelo con distacco e lasciatelo andare: esso non crescerà dentro di voi e non produrrà il frutto avvelenato della sofferenza (...)
      Osservando con distacco il vostro pensiero, voi scoprirete una grande insospettata verità: che il vostro pensiero non è il prodotto della vostra volontà, ma è una pianta autonoma e indipendente da voi, alimentata dal vostro attaccamento, e che le sue radici affondano nella vostra paura.”

      p.s. adesso mio puoi fare anche il desegnino!!

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    13. Perché l' hai buttata sul Buddhismo ? Sapevi che esiste una forma di psicoterapia, basata sulla meditazione ?! :) :P XD -_- o_0
      Mannaggia... non riesco a smettere di mettere faccine... :D

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    14. Perché l'ho buttata sul Buddhismo? Forse perché la meditazione vipassana è una delle meditazioni più diffuse, tanto che è praticata proprio in psicoterapia (Mindfulness), e forse perché la pratica meditativa, classicamente intesa, non mira alla identificazione con i pensieri positivi, ma mira a non identificarsi con nessun pensiero (positivo o negativo), perché, in caso contrario, si avrebbe solo un'altra forma di attaccamento.

      Ma tu pratichi la meditazione o qualche forma di pensiero positivo (stile PNL), o un surrogato della meditazione usato in psicoterapia per gestire problemi di ansia, o altre problematiche psicologiche?

      Siccome fai finta di niente (capisco che non ti conviene...), ti ripeto: hai riletto i commenti? Hai visto che non sono solo io il lupo cattivo?
      Hai notato l'aggressività espressa nei commenti dei tuoi colleghi meditabondi (“pappagallo demente”, “il blog del demente ”, “bimbominkia da web”).
      Sono sicuro che al tuo acume psicologico non sarà sfuggita neanche l' aggressività mascherata come nel caso di frasi tipo “lascia perdere sto credino di smoderatore e tutti i credini che lo seguono”, o frasi come “Se non hai capito ti posso fare un disegnino ??? ”

      p.s. comunque, se proprio non riesci a smettere di mettere le faccine, prova con la meditazione...

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    15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    17. La PNL è dimostrato scientificamente che è una CAGATA ( si può scrivere cagata su questo blog ? ) Io comunque non penso che la meditazione sia la panacea per tutti i mali, né che consenta di raggiungere l' assoluto, né di levitare o aprire il terzo occhio ecc.... ma ho verificato che può apportare innumerevoli benefici. Comunque, giusto per spaccare il capello in otto... la meditazione veniva praticata molti secoli prima della nascita del fondatore del Buddhismo.

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    18. ... quella del disegnino era un' offerta di aiuto ;)

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    19. Se hai avuto dei benefici dalla pratica della meditazione, buon per te.
      Grazie dell'offerta di aiuto (faccina che ride e strizza l'occhio).

      In bocca al lupo.

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    20. In bocca al lupo anche a te ;)

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  26. A giudicare dai toni aggressivi ed arroganti, dalla mancanza di obiettività nell'ammettere gli sbagli, sembrerebbe che, gli utenti meditabondi autori dei commenti, non abbiano usufruito dei miracolosi benefici che la pratica meditativa offre (benefici confermati da seri studi....).
    Se a ciò aggiungiamo gli effetti collaterali che la pratica sembra avere, quali la tendenza a ripetere a pappagallo concetti senza senso (“la percezione diretta della coscienza svincolata dalla mente??!”), abbiamo un quadro completo, quanto imbarazzante, della situazione....

    Questa chiara dimostrazione dei benefici che la pratica meditativa sembra offrire, (della quale i commentatori meditabondi sono un valido esempio) spingerà, senza ombra di dubbio, eventuali lettori ad intraprendere quanto prima una simile miracolosa pratica.

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    1. Rileggendo tutti i commenti a me pare che l' unico aggressivo ( il sarcasmo è una forma di aggressività ) sia tu !
      PEACE AND LOVE :) :) :)

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    2. Ah, quindi, rileggendo tutti i commenti a te pare che l'unico aggressivo sia io?! Allora ti consiglio di rileggerli con calma e con più attenzione, magari in uno stato non meditativo e con più senso critico ed obiettività.

      A parte questo (che comunque la dice lunga...) credo anch'io che il sarcasmo sia una forma di aggressività. Infatti, rispondere in modo sarcastico (“ti posso fare un disegnino ???”) invece di ammettere onestamente di aver scritto inesattezze o essersi spiegati male, è proprio una forma di aggressività, oltre che di arroganza e presunzione, che è un'ulteriore forma di aggressività.

      p.s. non cercare di dissimulare l'aggressività mettendo le faccine...

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  27. a me sembra che quello che volete criticare non sia veramente la meditazione, piuttosto il meditatore "medio", l'aspirante meditatore o anzi addirittura qualcosa che non ha niente a che vedere con la meditazione; non sopportate o trovate (giustamente) ridicole le persone ingenue, quelli che hanno il bisogno di dover credere in qualcosa per poter stare bene e che quindi chiudono gli occhi ad ogni occasione (è solo quello che penso di alcuni meditatori, non tutti ovviamente)

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  28. Se è troppo lungo o noioso mi scuso...


    La prima utilizza un suono (mantra) come oggetto della concen- trazione, la seconda un’immagine (mandala).
    Fanno capo quindi a due differenti sistemi e
    Entrambe tuttavia si risolvono nella trasformazione della perce- zione sensoriale in percezione concettuale e poi intuitiva e quindi danno luogo ad un processo di astrazione e di rarefazione della percezione che culmina nella trance autoipnotica.
    Come si è visto, lo Yoga costituisce nel suo insieme una metodo- logia piuttosto complessa di intervento sulla personalità, che comporta una trasformazione radicale di quest’ultima.
    Il regime di vita, le abitudini igieniche, le relazioni con gli altri, gli atteggiamenti morali, l'alimentazione, la gestione del corpo, l'igiene mentale, la filosofia di vita, la concezione di se stesso e del mondo, la propria autoimmagine, in una parola tutta la per- sonalità è coinvolta nel processo yogico di trasformazione.
    Il momento culminante e lo scopo di tutto questo processo di tra- sformazione è l'esperienza della trance estatica.
    Tuttavia, se sul piano teorico, come abbiamo visto, lo Yoga si presenta come una psicologia scientifica scevra da ipotesi meta- fisiche, sul piano operativo gli individui che lo praticano sono naturalmente portati ad operare una proiezione metafisica che ha il preciso compito psicologico di soddisfare i loro bisogni narci- sistici inattesi.

    Così lo stato di trance estatica è vissuto soggettivamente come lo stato di realizzazione del Sé, ossia della presunta entità coscien- ziale cosmica impersonale con la quale il soggetto si identifica, soddisfacendo così il suo bisogno di onnipotenza, che è soggetti- vamente confermato dalla completa esaustività dello stato di trance.

    La diffusione sul piano individuale di codesto processo psichico giustifica sul piano pratico le interpretazioni metafisiche degli Yoga Sutra, che possono servire da stimolo all’attuazione di tale processo, anche se non le giustifica sul piano teorico e su quello scientifico.

    Poiché l’esperienza della trance estatica costituisce l’obiettivo dello Yoga, il Samyama Yoga, costituito dalle metodiche Dhara- na, Dhyana e Samadhi, costituisce effettivamente la parte so- stanziale dello Yoga; il resto è complementare.

    Eppure occorre guardarsi dal sottovalutare la parte propedeutica comprendente lo Yama, il Niyama, l'Asana, il Pranayama e il Pratyahara.
    Una secolare esperienza ha insegnato che ben difficilmente chi è privo di un proprio equilibrio psico-fisico e quindi di una propria serenità interiore riesce a condurre in porto con successo l'espe- rienza della meditazione, cioè del Samyama Yoga.

    Essa richiede un Io, come si dice in psicologia, “ben strutturato”. Per dissolvere l'Io nell'esperienza del Sé impersonale e ritornare all'Io arricchendolo con quell'esperienza, occorre infatti che l'Io abbia robuste radici e sicura capacità di autoreggimento. Altrimenti l'esperienza di autodissoluzione potrebbe danneggiar- lo se non addirittura annientarlo.

    Si tratta dell'esperienza della percezione diretta e indubitabile

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  29. che si pos- sono immaginare, positive ma anche negative.
    L’esperienza soggettiva dell’onnipotenza può condurre infatti ad un’inflazione dell’Io che nell’identificazione con la cosmicità costruisce non l’ottimizzazione del suo rapporto con l’ambiente ma la perdita patologica del contatto con la realtà.

    Non a caso, infatti, la tradizione esoterica è molto cauta al ri- guardo.
    Prima di ammettere un allievo al Samyama Yoga, lo sottopone di regola ad una lunga serie di prove, formalmente tese ad accertare

    il suo superamento degli stadi precedenti ma sostanzialmente in- tese ad accertare il suo equilibrio psichico e la sua stabilità emo- tiva.

    Un’analisi psicologica dello stato di idenficazione soggettiva con il Sé cosmico impersonale è indubbiamente di estremo interesse. Essa esula dai limiti di questo saggio.

    Non voglio tuttavia esimermi dal proporne una traccia interpreta- tiva.
    Premesso che siamo di fronte a un’esperienza di tipo mistico, come conferma tutta la trattazione teorica di Aurobindo 81, la so- luzione psicologica deducibile dall'analisi del testo di Patanjali è che essa altro non sia che l'accesso massivo dell'inconscio, ossia della memoria, alla coscienza.

    Esso avverrebbe nel preciso momento del processo di trasforma- zione della percezione da ordinaria in estatica che è denominato Mahavideha dalla tradizione yogica e che di fatto ha una durata brevissima.

    E’ una specie di flash che ho definito come “esplosione psichica” e che consiste evidentemente nell’attivazione simultanea di tutti o quasi i circuiti neuronali cerebrali.
    E’ questa infatti l’esperienza percettiva che fonda precisamente il giudizio soggettivo di totale e completo controllo dell’esistente. Quest'esperienza straordinaria permette l'accesso ad una dimen- sione sovraindividuale, che addirittura viene vissuta come co- smica ed esaustiva della realtà.

    Per quanto riguarda la funzione psicologica della trance estatica, è d’obbligo ammettere che si tratta sostanzialmente di una fuga dalla realtà.
    La trance estatica è uno stato di assenza rispetto alla coscienza ordinaria, all’essere nel mondo.

    G.C.G

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    1. Ex anonimo14/08/15, 12:48

      Condivido le tesi dell'autrice. Puoi indicarmi la fonte?

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    2. Ti giro il link , puoi sia visionare che scaricare tutto il libro.

      http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/meditazione/giacobbeyogasutra.pdf

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    3. Ex anonimo14/08/15, 14:42

      Grazie. Mi sembra che questo testo sia stato ripubblicato nel luglio di quest'anno con il titolo "Cos'è Veramente lo Yoga"

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    4. Sì esatto , a differenza degli altri libri scritti da Giacobbe qusto testo fu scritto anni fa con un taglio dwsisamente più serio e a mio parere molto interessante.
      Non certo da prendere come oro colato ma una visione un po più razionale e di taglio nettamente psicologico.

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    5. Sì esatto , a differenza degli altri libri scritti da Giacobbe qusto testo fu scritto anni fa con un taglio dwsisamente più serio e a mio parere molto interessante.
      Non certo da prendere come oro colato ma una visione un po più razionale e di taglio nettamente psicologico.

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    6. Ex anonimo14/08/15, 19:28

      Questo libro ha un taglio più accademico, ma, secondo me, anche agli altri che sono divulgativi sono “seri”: parlano con leggerezza di verità psicologiche, operazione che riesce a chi ha ben compreso le cose di cui parla. Alcuni confondono la leggerezza con la superficialità e la serietà con la pesantezza, errore commesso anche nei giudizi su questo blog (ma non mi sembra il tuo caso...).

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  30. Se può interessare ho altro materiale da condividere su chi è a cosa può portare lo yoga e alcune tecniche specifiche se utilizzato in maniera non controllata .
    Specifico..... Yoga inteso come tecniche meditative banda e krya ...le asana sono quasi ma dico quasi . . Se non associate a un forte pranayama inoffensive.
    Scusate intromissione .
    Grazie e ancora colpmineti al tuo blog smoderatore.
    Cri

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    1. Ciao Cri,
      grazie a te dei commenti e delle segnalazioni:

      "Lo Yoga è dunque fondamentalmente una tecnica psicologica atta a procurare la trance estatica" ovvero "uno stato di assenza, di isolamento dall’ambiente" "un rifugio di gratificazione temporanea" "un paradiso artificiale, come la droga, ma mentre lo stato di astinenza da stupefacenti si presenta come una sindrome con sintomatologia prevalentemente fisica, lo stato di astinenza da Yoga si presenta come una sindrome con sintomatologia prevalentemente psichica." "La pratica dello Yoga costituisce sostanzialmente, una fuga dalla realtà." "Una persona soddisfatta della propria esistenza non ha nessun motivo ragionevole per praticare lo Yoga, se non per curiosità o indagine scientifica."

      Elimina
  31. Ciao
    Quindi alla fine il credino diventa la vittima di se stesso e della inconsapevolezza mascherata da consapevolezza .
    Veramente paradossale.
    Il problema è che la tendenza e l'attuale rigurgito new age ( tecniche meditative) che si sta vivendo ultimamente sta facendo fiorire patologie latenti senza poi nessuna possibilità di gestione terapeutica .
    E nessuno ne parla ma tanti ne subiscono ignari le conseguenze..
    Manca una educazione e una sana divulgazione ....che ho trovato praticamente solo qui. .....

    Cri

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  32. "Difatti, la rinuncia non sempre funziona, spesso prosciuga la linfa vitale delle persone, lasciandole il più delle volte a bighellonare cantilenando la propria ninna-nanna, un mantra quale manifestazione della loro spiritualità."

    Hai perfettamente centrato il problema. Si vede che ci sei passato davvero attraverso il credinismo.

    RispondiElimina
  33. ciao e grazie per la divertente - appassionante - pungolante lettura.
    Io credo di essere una credina davvero particolare (e già sento i cori da stadio: ma va?! sarai mica l'unica..?). Mi spiego meglio: di nascita atea, sono diventata agnostica per il solo motivo che gli atei se la tirano esattamente come i credenti (no, non credo che l'ateismo sia una religione, ma è comunque un'altra certezza inossidabile), e hanno lo stesso bisogno di battersi per le loro idee e tirare acqua al loro mulino. Se si parla di credenze umane e religioni strutturate rimango atea, e credo che chiedersi che senso ha l'universo è una forzatura, perché "avere senso" è una categoria umana che non vedo perché dovrebbe avere senso per l'universo… ma ciò non toglie che qualcosa che non ha senso potrebbe anche esserci..!
    non so se mi spiego, forse è meglio far parlare Enstein: "Non riesco a concepire un Dio che premi e castighi le sue creature o che sia dotato di una volontà simile alla nostra. E neppure riesco né voglio concepire un individuo che sopravviva alla propria morte fisica; lasciamo ai deboli di spirito, animati dal timore o da un assurdo egocentrismo, il conforto di simili pensieri. Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura".
    A volte mi chiedo... e se Dio fosse l'impossibilità di superare la velocità della luce?! Non è pazzesco, o meraviglioso, che l'Universo si regga su leggi così ferree? Io quando leggo Stephen Hawking mi faccio certi viaggi astrali che lévate!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'agnostico è colui che non sa, sospende il giudizio conoscitivo su Dio. L'ateo è colui che non crede. In realtà se la tirano un po' tutti, solo che l'agnostico lo fa con più eleganza snobistica. Proclamarsi agnostico è più chic. A volte questa differenza è solo di facciata. L'agnostico, a volte, è un ateo mascherato: al pari dell'ateo, nel suo profondo non crede, però non si presenta pubblicamente come ateo, perché attribuisce all'ateismo lo stesso atto fideistico del credente.

      Siamo un po' tutti “malati” di antropocentrismo. Einstein professava una sorta di panteismo spinoziano (Deus sive natura). Per Spinoza, Dio era l'ordine geometrico dell'universo.

      Nel campo della fisica le leggi sono così ferree...fino alla scoperta di altre leggi.


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  34. Detto ciò, io medito anche (e qui casca l'asino). Non esiste nulla di spirituale in questo, la vivo come un allenamento mentale all'equanimità, intesa (nel mio caso) come capacità di non farmi sballottare dai sentimenti di rabbia e fastidio; dalla mia esperienza arguisco che arrabbiarsi non serve a nulla, e infastidirsi ancora meno, e che la vita è tanto più serena se si riesce a gestire in modo più maturo le relazioni umane; perché infatti lo stato di cui parlano i vari santoni mi sembra si possa riassumere - eliminando tutto l'alone di misticismo - in "maturità emotiva"; il problema è che la danno come una condizione permanente, e questo io non lo credo possibile; però, riuscire ad essere meno permalosi, meno attaccati alle proprie idee, più empatici, insomma un pochino più saggi, credo sia possibile, negli 80 anni che abbiamo a disposizione…
    Dopo i 10 giorni di meditazione ero più sensibile ai miei stati interiori e li gestivo meglio: tutto qui… e te pare poco?! se quando ti sale la rabbia lo senti prima di esplodere, e non esplodi, questo per me è un enorme successo! non per niente si dice che la calma è la virtù dei forti.
    Per come la intendo io (ma anche per come te la spiegano) la vipassana non è un osservare l'osservato che osserva Mike Buongiorno, ma semplicemente osservare le sensazioni corporee (più pragmatico di così) e comprendere che se non le si giudica perdono di intensità; quindi: non c'è un ginocchio dolorante, ma una sensazione intensa, calda, che parte dal ginocchio e arriva alla coscia, etcetc. non appena fai così, il dolore diminuisce d'intensità e diventa gestibile: per lo meno, è una prova tangibile di quanto la mente sia potente. Non solo il dolore fisico, ma anche quello emotivo (che è comunque fisico).
    La mia esperienza in merito: quando ho scoperto che mia madre aveva pochi mesi di vita ho provato un dolore immenso, imparagonabile a qualsiasi cosa avessi mai provato. Ho pianto come una bambina, urlando "voglio la mamma" per un tempo lunghissimo (abbracciata al mio compagno). Poi, ecco che sento le parole nella testa (nessuna rivelazione divina, solo la mia mente che ricorda ciò che ha provato): "è solo una sensazione". dopodiché, ho osservato quella sensazione, che mi pervadeva in ogni cellula, e che era fortissima: da un altro punto di vista ero letteralmente inondata di vita, perché in effetti il dolore è vita esattamente come il piacere, così come ogni sensazione che ti scuote da capo a piedi. Dopodichè ho avvertito un'immensa luce dentro di me, che se fossi credente avrei ricondotto a qualcosa di metafisico, ma che invece ho sentito come una forza capace di sopravvivere a qualsiasi dolore e di poter comunque amare la vita e gioire del suo splendore (in effetti mia mamma è morta, ma io sono ancora viva e - a tratti - immensamente felice). E in quel momento ho provato la gioia più grande che ricordi, mi sono sdraiata e mi vedevo distesa in un prato verdissimo, con l'erba alta e rigogliosa che mi cresceva attorno. Ecco, non fossi atea adesso starei facendo conferenze a riguardo… anche perché ho avuto nettissima la sensazione che quella luce fosse una risorsa presente in tutti; e credo che sia questo, più o meno, che è successo ai vari Tolle & co, solo che io ci vedo semplicemente una reazione da animale consapevole: l'uomo è in balia del dolore e crede di non poterlo gestire, così quando invece si rende conto che ce l'ha fatta, che ce la potrà sempre fare, ecco che gli si aprono… le porte del paradiso!
    vorrei dire tante altre cose, ma intanto mi fermo qui,
    Emilia

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    1. Ex anonimo18/01/16, 20:51

      Ti definisci una credina (anche se “particolare”), ma da quello che scrivi non mi sembri tale, almeno secondo la definizione del blog.
      Hai detto di concepire la meditazione come allenamento mentale. Di questo si è parlato in altri post. In quell'occasione, ho definito la meditazione come un condizionamento o un de-condizionamento: allenare il corpo e la mente ad emettere una risposta ad un determinato stimolo. In questa accezione, la meditazione può essere paragonata ad una tecnica di psicoterapia, intesa come lavoro sulla psiche e sul carattere (e non sull'anima), i cui risultati sono valutabili in termini di cambiamenti su alcuni aspetti caratteriali della personalità, intesa come una somma di condizionamenti che generano risposte meccaniche. Tanto è vero che proprio la meditazione vipassana è entrata in ambito psicoterapeutico professionale con il nome di Mindfulness.

      In ambito credino, invece, le tecniche spirituali, tra le quali rientra la meditazione, hanno una valenza diversa. Viene messa una separazione tra lavoro psicologico e lavoro spirituale.
      In un testo sulla spiritualità, che dovrebbe essere “critico” (si fa per dire) così si legge:

      “Il lavoro psicologico è necessario, ma il lavoro psicologico non è lavoro spirituale […] Il fatto che il lavoro psicologico possa essere di valore per il lavoro spirituale non lo rende uguale ad esso. Il lavoro psicologico riguarda la psiche e la psicologia dell'essere umano, il lavoro spirituale riguarda Dio o l'Essenza […] Lo sviluppo spirituale autentico dipende esclusivamente dalla grazia che è azione di Dio e non nostra […] eguagliare lo psicologico allo spirituale non è soltanto falso e fuorviante – un danno per quelli che cercano la spiritualità autentica – ma è responsabile della confusione contemporanea riguardo alla natura vera del viaggio spirituale.” (M. Caplan: Tra cielo e terra. Gli errori della ricerca spirituale e le pretese premature di illuminazione p. 271).
      Agli occhi del credino Doc appare, evidentemente, svilente e vergognosamente ridimensionante, ammettere di fare “solo” un lavoro psicologico (a volte anche maldestro) colorato di spiritualità .
      Questa arbitraria e artefatta distinzione tra il campo psicologico e quello spirituale, ha reso possibile il verificarsi di casi in cui “si è visto come dei nodi psicologici radicati in profondità emergessero in stadi molto avanzati di sviluppo spirituale” (Ivi, p.272)
      Alla luce di ciò, la domanda è: qual è la differenza tra lavoro spirituale e lavoro psicologico? Come si valuta lo sviluppo spirituale?

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    2. Ex anonimo18/01/16, 20:54

      Quando si vive una emozione forte ed intensa di una certa durata, possono scattare nella mente umana delle “risorse di protezione”, dei meccanismi di difesa, che si traducono in una modificazione biochimica del cervello (endorfine, ecc.). Queste esperienze, dal “violento” contenuto emotivo, possono operare un cambiamento profondo della personalità, ossia una ristrutturazione cognitiva, una sorta di cambio di paradigma, di prospettiva. Succede a tanti. A mio avviso, siamo sempre nel campo delle fisiologia umana, nel senso che si modifica la struttura caratteriale, a volte anche in modo radicale e in positivo.

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    3. Emilia,
      Come dici tu, il dolore è vita esattamente come il piacere, così come ogni sensazione che ti scuote da capo a piedi, come arrabbiarsi, infastidirsi... Sono condizioni contingenti all'interno della condizione permanente dell'essere umani. Prenderne atto, prendersi meno sul serio, prendersi meno in giro sono sicuramente segni di "maturità emotiva".
      Quando una persona cara muore, quando finisce una relazione importante, quando si perdono opportunità, quando s'infrangono i sogni, il conseguente dolore è difficile, devastante, faticoso, pesante, ingrato, sgradevole, ingiusto, sacrosanto...
      Nella vita sembra inevitabile affrontare tali tragedie; esse accadono senza ragione, non è possibile evitarle, non si possono né controllare e né tantomeno aggiustare, si possono soltanto portare con sé. Se la meditazione ti aiuta a sopportarne il gravoso carico psicologico, ben venga. È quando il lavoro meditabondo si ricopre di qualità trascendenti (e questo non sembra affatto essere il tuo caso) che comincia a meleodorare...

      Riguardo a quell'immensa luce dentro di te, vestita di metafisico, quella forza capace di sopravvivere a qualsiasi dolore, che fa amare la vita e gioire del suo splendore, sono perfettamente d'accordo con te (e con Ex-A): è semplicemente una reazione da animale consapevole.

      Grazie del sentito e sincero commento.

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  35. Alla fine si scoprì che Dio non voleva creare proprio tutti gli uomini, ma solo gli atei: così, per divertirsi un po'.

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    Risposte
    1. Magari alla fine si scoprì che a creare Dio furono proprio gli atei: così, per divertirsi un po'... Che scherzo da prete...

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  36. Scusa l'ignoranza, ma chi è R. Tadore?

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    Risposte
    1. R. Tadore è un typo Indiano.

      (L'ignoranza è tutta mia.)

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