Sinonimi: ricercatore spirituale, iniziato, lavoratore su di sé, illuminato, discepollo ecc.

Superlativi: Maestro, Illuminato, Guru, Guida spirituale, Risvegliato, Divulgatore, Scemano ecc.



  • “Lei è un credino, s'informi.”

26 ottobre 2013

Sette e... Mezzo.


Ad ognuno di noi sarà sicuramente capitato di aver provato a ragionare con un amico, un parente, un conoscente o magari un completo sconosciuto anestetizzato dalle conturbanti fragranze degli aromi spirituali. Cos'è che ci spinge a intavolare una conversazione con il credino riguardo alle sue infondate e assurde convinzioni? Naturale curiosità? Ingenua ambizione di liberare il credino dalla sua stessa camicia di forza o magari il desiderio di mettere in pratica lo studio delle malattie mentali? Che sia un semplice sadico (o masochistico) piacere, o soltanto un frugale innocente passatempo? Qualsiasi sia il proprio movente, l'occasione regala senza dubbio la possibilità di osservare da vicino le elucubrazioni del credino come espressione di una dozzinale grammatica della follia; una vera e propria dialettica delirante che accomuna ogni credino quando si ritrova senza i coperchi per cucinare le sue carote e panzane. Quando ci si trova di fronte all'assurdità delle contraddizioni spirituali spadellate in ogni tipo di salsa esoterica ci si chiede increduli: com’è possibile mandar giù certa roba?  Lo stampo e gli schemi sono misteriosamente identici da setta a setta, da maestro a maestro e da credino a credino: "Ab uno disces omnis". Per comprendere le dinamiche di questa logica maniacale, è utile osservare che si tratta sempre della stessa pappa, ovvero del guazzetto del solito fritto mistico orientale ben condito di megalomania occidentale che ancora oggi viene meticolosamente preparato e periodicamente servito su tavole e altari. I farneticanti ragionamenti del credino non sono che fumo negli occhi per nascondere l'assenza di arrosto. In effetti è alquanto semplice vedere come tutti i gruppi, sette e circoli esoterici si cimentino allo stesso modo nell'improbabile arte di difendere l’indifendibile. Quando, durante lo scambio col credino si arriva al punto in cui la logica e il buon senso si rifiutano di avventurarsi nel ginepraio dell'insensatezza e a fatica fanno richiesta di chiarezza, cult leaders, seguaci e apologeti di ogni tipo, messi con le spalle al muro, come degli improvvisati prestigiatori tirano fuori con nonchalance dalle loro maniche dei veri e propri assi che, ai loro occhi foderati, non solo risultano legittimi e ragionevoli, ma addirittura imbattibili.

La carta del "Livello Superiore": (es: “Mi dispiace" dice il credino "non comprendi l'insegnamento perché è al di sopra delle tue possibilità.") Il guru, e anche il seguace già indottrinato, osserva con finta umiltà e altrettanta finta compassione che il motivo del travisamento dell'interlocutore è dovuto al fatto che egli sia ad un livello non abbastanza adeguato per comprendere che il guru sia più illuminato, e più cosciente di lui; il suo insegnamento appartiene ad una diversa dimensione. Il fatto di non comprendere non è colpa dell'interlocutore, ma è soltanto dovuto al fatto che egli ha la sfortuna di trovarsi semplicemente ad un livello inferiore, insomma, meno divino.

La carta della "Proiezione": (es: "Ciò che critichi in me" dice il credino, "secondo la Legge dello Specchio non è altro che la proiezione di un tuo stesso problema.")
Criticando il credino, l'interlocutore sta in realtà soltanto proiettando un lato di sé stesso: ogni problema che egli vede non è che una proiezione di un suo stesso problema. Per dirla con le parole del guru di turno: “Ognuno di noi proietta sugli altri il suo personale, talvolta infimo, livello di coscienza e crede che gli altri agiscano in base a quelli che sono i suoi criteri di giudizio.” In questo modo la palla torna immediatamente nel campo dell'interlocutore lasciando incolume la purezza del guru, che con animo magnanimo e cristallino gli fa soltanto da specchio. 



La carta del "Contro-Giudizio": (es: "Dietro la tua critica c'è presunzione, disdegno e ignoranza" risponde il credino all'interlocutore, "e sia ben chiaro che non lo dico esprimendo giudizi sulla tua intelligenza, sei solo addormentato.") Questa è una carta potente. Quando il credino ti dice che sei addormentato non è un giudizio in quanto lui ne è libero, infatti egli non esprime giudizio, ma esprime non-giudizio e lo fa solo intenzionalmente e per insegnare.  Dire all'interlocutore di essere addormentato non vuol dire nemmeno che sia il credino a proiettare: sebbene la legge dello specchio sia fittizia quanto inutile, il credino se ne frega rimanendone immune. Distaccato e magnanimo egli reputa quella dell'interlocutore soltanto come una fase naturale delle cose da cui deve crescere ed evolvere. Il sonno impedisce all'interlocutore di vedere chiaramente e la buona intenzione del credino è quella di aiutarlo a vedere.  Dire che gli altri sono addormentati, meccanici o incompleti non è un giudizio né un'offesa, ma è la quintessenza di ogni presunto, equanime e saggio insegnamento.
C’è da notare che ciascuna di queste carte non è giocata con l'intento di invitare a una discussione o aprire un dialogo. Cosa si può dire quando viene giocata una di queste carte? Beh, non molto, ed è proprio questo il punto: esse sono messe in tavola proprio per porre fine a ogni tipo di discussione e vengono usate quando si viene a dissipare l’invisibile e fittizia nube delle proprie convinzioni. L’intrinseca essenza delle sopraelencate carte, giocate da guru, cult leaders, seguaci e apologeti degli stessi e dei circoli psicolorientoccidentaligiosi è la seguente: ogni responso negativo verso il credino è una fallace fabbricazione di chi lo esprime, o perché o non è abbastanza 'sveglio' da comprendere dal suo livello inferiore, o perché sta semplicemente proiettando un suo problema. Chi critica parte da premesse sbagliate perché la sfortuna ha voluto che non abbia potuto verificare che quando il leader o il gruppo fa o dice assurdità, queste hanno un significato comprensibile su un altro livello, sono immuni da giudizio e hanno un fine spirituale superiore. 


Rimanendo sempre in tema di magia, perchè di magia da baraccone si tratta, per incanto altre carte spuntano fuori dal mazzo de credino:

La carta "Cambia Giro" o anche "Salta Giro": "Ma ti pare logico che Giona possa essere vissuto nel ventre della balena?" Chiede allibito l'interlocutore. "Non era una balena" risponde il credino "era un grosso pesce!" Oppure: "Il fatto che non si siano avverate le profezie del maestro" dice il credino "mi fornisce certezze verso il futuro." Giocando questa carta il credino deflette critiche e argomentazioni in maniera talmente astuta e impercettibile così che nessuno si accorga, lui compreso. Le contraddizioni del credino o vengono completamente ignorate oppure vengono addirittura rigirate a proprio vantaggio trasformandole in conferme.

L’asso del Guru di Briscola, o la “Matta”: (es: "Se esperisci l'aura divina del leader" dice il credino "vedrai la verità!") 
E' ovvio che questo tipo di giocata non apporta alcun elemento logico e concreto ad un eventuale dialogo. Il credino dice: “Io l’ho sperimentato veramente, ho ascoltato la sua voce, sono stato accarezzato dalla sua aura.” (che schifo!) L'interlocutore, non per colpa sua, non può sapere in quanto non si è mai trovato nella vicissitudine inequivocabile e rivelatrice di verificare l'oggettiva autenticità del guru o di qualsivoglia insegnamento spirituale: il credino non si reputa migliore, ma modestamente solo più fortunato. Quando il credino si fa una grande scorpacciata di baggianate e corbellerie dette dal proprio maestro, non vede
l'ora di rigurgitarle giocandosi questa carta, questo “jolly” che è il suo favorito: "Vero o no, per me funziona! Se solo avessi incrociato il suo sguardo," dice tronfio "se solo tu avessi sentito la sua energia, capiresti e non avresti più alcun dubbio!” 

La carta dell'Etichettatura: ("Chi critica" risponde il credino "è soltanto il tuo ego"; oppure "Sei solo identificato!") 
Per non usare sempre la carta "della Proiezione", quando l'interlocutore esprime la sua assennata opinione, essa viene subito messa in quarantena dal credino in quello spazio lasciato vacante dal suo raziocinio. Questo dà al credino quel tanto per permettergli con ogni presunzione di riconoscere quel qualcosa, distorcerlo, minimizzarlo, catalogarlo e metodicamente buttarlo nel cestino in quanto proveniente da un ragionamento logico, ovvero inconsapevole e incompleto. La ormai 'ridigurizzata' mente del credino non ha che la scelta di sterilizzare il pensare altrui per non rimanerne infettato, perché esso è originato da una parte spiritualmente assente, carente o malata. Come contro un virus che fa ammalare la spiritualità, il credino sguinzaglia gli anticorpi del suo credo, sfoggiando il suo sgargiante esclusivo linguaggio per bollare e neutralizzare le critiche insussistenti. 

La carta "Due Pesi e Due Misure". ("Le funzioni umane" dice il credino "non sono la consapevolezza divina, e viceversa.") 
Questa carta a doppia faccia ha la velleità di giustificare l'operato del guru e il suo indottrinamento, legittimandone ogni stonatura. Essa viene giocata per lasciare intaccata e illesa la sua indubbia appartenenza al divino. La parte ultraterrena (consapevolezza) e la parte terrena (funzioni) nel guru agiscono su piani imprescindibilmente diversi.  Se non si è "consapevoli", non si può certo giudicare la consapevolezza. Per esempio, dietro ad un'azione criminale intrapresa dal guru, o anche dal suo seguace, se non si è sotto l'influsso di una qualsiasi illuminazione è impossibile coglierne chissà quale integerrimo e incomprensibile motivo nascosto dietro. Giudicare l'operato della consapevolezza, infatti, è un chiaro segno d'incomprensione del livello su cui essa opera. Per esempio: il guru può mentire, mettere incinta la moglie del proprio amico, predicare bene e razzolare come gli pare, esprimere giudizi e emozioni negative, ecc... perché lui è puramente un veicolo, uno strumento usato dalla consapevolezza in maniera intenzionale e didattica. Così, per magia, le sue menzogne saltano di livello: dal livello terreno a quello astrale. Questa carta con una faccia ha la particolarità di giustificare ogni baggianata e ogni spregevole azione del guru, poiché di nessun rilievo rispetto alla coscienza soprannaturale, nonché al tempo stesso con l'altra faccia sottolinea la parte terrena, bassa e senza speranza che invece è preponderante e padrona assoluta nell'interlocutore. (La parte bassa del guru inventa la parte alta per giustificarne l'operato.) 

La carta della "Certezza della Possibilità" o anche di "Chiusura": ("Non ci sono prove che la consapevolezza esista" dice il credino "ma non si può neanche provare che non esista.")
Esistendo la possibilità (sebbene infinitesimale e insussistente) dell'esistenza di qualsiasi cosa immaginata, questa più che improbabile certezza della possibilità, nel credino si traduce istantaneamente in convinzione, certezza e realtà. Di fronte all'assenza di qualcosa invece di dire semplicemente "Non c'è!", usando la sua astratta logica il credino dichiara: "Ci potrebbe essere... quindi c'è!" Questa convinzione, questa fede nell'esistenza dell'inconfutabile, costituisce il presunto asso nella manica del credinoRimanendo con nonchalance d'accordo di essere in disaccordo, si crea la separazione necessaria e conseguente garanzia di sospendere ogni tipo di giudizio nei loro confronti, mantenendo intatta e lecita ogni loro fantasia e convinzione. 

Imperterrito il credino continua a fare questo gioco d'azzardo in maniera stoica, rimanendo imperturbato, distaccato e... assente. Ognuna di queste carte può potenzialmente porre fine al gioco e dare al credino l'illusione di concludere la conversazione lasciando con successo maestro, seguace e gruppo ad un incompreso ed indiscutibile livello superiore. Il credino però ignora che il raziocinio e il buon senso rendono immuni dalla presunta efficacia e veridicità di ogni sua giocata. Infatti, affinché possano funzionare, queste carte possono e debbono essere giocate esclusivamente dai guru e i loro seguaci all'interno dei loro ambienti settari. L'analisi qui riportata potrà tornare utile per sbugiardare il dozzinale 'bluff' dei credini, in quanto potrà essere facilmente applicata ad ognuno di loro. L'uso di queste smargiassate è di per se stesso la carta tornasole che ciò con cui si ha a che fare è senza dubbio un organizzazione settaria, faziosa, autoritaria, ambigua e perniciosa, e la persona con la quale avete appena avuto quello scambio è certamente un credino.

115 commenti:

  1. Gaetano Cirillo27/10/13, 08:56

    Condivido ogni singola virgola di questo scritto, dopo averlo passato al vaglio della ragione, ovviamente (che non si dica che Smoderatore sia diventato un guru).
    Sarebbe interessante provare a diffonderlo in quegli ambienti.... magari qualche credino si sveglia (o si addormenta, dipende dai punti di vista).
    Buona domenica solare a tutti :-)

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  2. Per il momento non avendo ancora letto tutte le carte...accidenti mi basterà il mio attuale 4,5 per spuntarla col vincente sette e mezzo d'amblè dell'arguto Smoderatore. buona giornata anche a Gateano e complimenti a Smoderatore per lo scritto, come sempre ben narrato e sviluppato dal nostro "giornalista del risveglio"....con sorriso e piedi ben radicati a terra pur invogliando uno sguardo estatico e beato verso le cangianti nuvole che rallegrano lo spirito...

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  3. Chiunque dovrebbe leggere questo libro:

    Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo

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  4. Mangiati delle cose belle, fatti una buona bevuta, fumati una marlboro rossa ( dopo il caffè ovviamente), prosegui con una bella ficcata, ed infine fatti una dormita di dodici ore... ti risveglierai illuminato, e solo allora capirai che devi prendere la tua moto e farti una lunga cavalcata sulle colline fuori porta per arrivare sul passo dove nella piazzola panoramica ci sarà Geova ad aspettarti.

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    1. Meno male che è Geova ad aspettare...

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  5. O Allah, Odino, Krishna o chi vuoi tu.

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    1. O Allah, Odino, Krishna o chi ti pare.

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    2. Goditi la vita come meglio credi, e non ti curare di noi poveri credini...quanto tempo hai sprecato per scrivere un post del genere? Pensa a quanti modi avevi per impiegare meglio il tuo tempo prezioso!
      Il passato è passato, dimentica gli anni passati da credino è impiega le tue energie a cercare una bella strappona che te lo suca a dovere, anziche impiegarle per alimentare la tua rabbia.
      Peace and love... e ricorda: "non si è mai troppo vecchi per un bel pompino" (Publio Valerio Marziale)

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    3. Hai ragione: "Pensa a quanti modi avevi per impiegare meglio il tuo tempo prezioso!

      Riguardo alla tua fissa per la fellatio, per favore modera il "linguaggio".

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Io sono una cosa inutile, per cui non ho molte possibilità di impiegare meglio il mio tempo, tu in quanto uomo ragionevole ne avresti di sicuro.
      In quanto alla fellatio, se non ti piace l'argomento possiamo parlare di cunnilingus...o sei di altre sponde? Non che io abbia nulla contro i gay, ma la cosa potrebbe dare un altra luce a certi fatti.

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    6. Ok, visto che hai deciso di ignorarmi è probabile che io abbia colto nel segno. Ti lascio con i tuoi problemi. Buona vita.

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    7. Ok, visto che hai deciso di lasciarmi con i miei problemi è probabile che qualsiasi cosa io non abbia detto... abbia colto nel segno. Grazie, altrettanto.

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  6. Gaetano Cirillo31/10/13, 07:40

    Genova. .....immagino si riferisse alle colline fuori Genova...... :-)

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  7. fandelblog31/10/13, 19:13

    smoderatore grande post! quando dici: " l'occasione regala senza dubbio la possibilità di osservare da vicino le elucubrazioni del credino come espressione di una dozzinale grammatica della follia" mi hai fatto venire in mente che tempo fa ho trovato uno scambio di mail con un amico compagno di Via e mi sono impressionata da sola per la quantità di boiate che sono stata in grado di scrivere. Al punto da non riconoscere nulla di quanto scritto come mio. non so se la mia follia si cogliesse all'esterno, fatto sta che io me ne sono accorta a posteriori e vedere lo stato in cui stavo è stata una doccia fredda!

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    1. Sì, è senza dubbio una doccia fredda, ma fortunatamente il sollievo di liberarsi dal giogo spirituale e il distacco dalla "quantità di boiate" possono regalare l'autoironia necessaria per curare il cronico bisogno di sentirsi cosi speciali e prendersi troppo sul serio.
      Non ti preoccupare, la follia non solo si coglie dall'esterno, ma è lampante! Solo tra i non vedenti compagni sul percorso della via non ci si accorge di nulla.


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    2. sapessi le risate che mi faccio io ora leggendo osho (per fortuna ho preso un solo libro, gli altri in biblioteca, anche perchè ne ha scritti decine....business as usual...), quello che mi fa più ridere è però krisnamurti (che una volta pensate un pò trovavo il più "serio" dei folli), ho un libro di dialoghi tra lui e david bohm (pazzesco che una mente del genere si sia fatta irretire da tale cazzaro sul finire della sua vita)....sono dialoghi assurdi senza senso.....del tipo: se la percepisci non c'è, quello che è è.....robe del genere....per fortuna ora mi fa ridere ma una volta no...

      FabioVI

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  8. Gaetano Cirillo31/10/13, 21:42

    ....il che significa che dietro l'angolo abbiamo di certo qualche credino da salvare. ..... credo sia questa la molla che ci induce a non abbassare la guardia. ........

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    1. Il credino è talmete consapevole di sé che non si accorge di nient'altro, per cui non può essere "salvato".

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    2. Gaetano Cirillo02/11/13, 07:21

      Ma, allora, coloro che ne sono usciti (da soli o con un aiuto) come possiamo definirli? Quasi credini? Aspiranti credini? Credini ad un tot per cento? O mezzi credini? :-)

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    3. Oppure quasi-credini, ex-credini, credini-anteriori, post-credini, credini-pentiti, ora-forse-non-più-credini-ma-certamente-un-giorno-credini-eccome-e-domani-chissà-magari-di-nuovo-credini… fai tu.

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    4. Gaetano Cirillo03/11/13, 07:13

      .....credini (forse) recuperati......

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  9. Almeno c'e la follia a tenere sotto controllo la ragione.

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    1. ... Già, ma più che sotto controllo, la follia del credino sta proprio nel tenere la ragione sotto... chiave.

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  10. pensare troppo alla stupidità degli altri, seppur veritiera, potrebbe essere un bel modo per distogliere lo sguardo da casa propria.

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    1. Mio caro Francesco,
      a chi ti riferisci?

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    2. è un modo velato di giocarsi la carta della "Proiezione"?

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    3. … più che altro è un modo velato per chiederti: a chi ti riferisci?

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    4. attento che ti si brucia la coda...che senso avrebbe se ti chiedessi: ...mah, in questo post, a chi ti riferisci?

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    5. attento che ti si vede la mano… che senso avrebbe chiederti, a chi ti riferisci?

      Elimina
    6. Non c'è buon ragionamento che sembri tale quando è troppo lungo...

      Non capisco cosa vuoi sentirti dire...che mi riferivo a te? che mi riferisco a me stesso? certo...mi riferisco a te, a me stesso, e a tutti i folli che trovano conforto nella follia degli altri...c'era bisogno di spiegarlo?

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    7. Non c'è buon ragionamento che sembri tale, anche se corto, quando non è chiaro...

      Pensare alla follia degli altri: it takes one to know one, e... nessun conforto.

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    8. il giochino di prendere le frasi altrui per rigirarle e rispondere, è un gioco sicuramente divertente e arguto che alimenta il proprio narcisismo intellettuale di rispondere sempre in maniera audace, ma il virtuosismo delle tue risposte è una semplice esibizione alquanto vanitosa, non che questo mi dia fastidio, ma una risposta semplice e diretta non sembra interessarti perché non vuoi parlare apertamente. Sei preso da te, e dal tuo narcisismo intellettuale che può farsi grosso pensando a chi è sciocco e tontolone, invece di confrontarsi con chi ha una vita del tutto normale. Continuo a pensare che mi stai simpatico e che sei una brava persona, però mi sembra un po stupido continuare con questo gioco, quanti altri post scriverai scrivendo sempre le stesse cose pur di "aggiornare" il blog?

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    9. Caro Francesco (sei tu, vero?),

      anch'io continuo a pensare che mi sei simpatico, e ti chiedo scusa di non averti risposto prima, ma farmi grosso quotidianamente con chi è sciocco e tontolone si prende tutta la mia giornata, lasciando solo poche briciole per confrontarmi con chi ha una vita del tutto normale.

      Torniamo per un attimo al "pensare troppo alla stupidità degli altri, seppur veritiera, potrebbe essere un bel modo per distogliere lo sguardo da casa propria." Prima di azzardare un parere sarebbe bene definire chi lo pensa, come determinare quanto sia troppo e vedere poi a cosa ci si riferisce con "stupidità". Di conseguenza è necessario considerare chi sono gli altri e se quello a cui si allude sia veritiero, utile oppure no e se sia un bel modo o meno. Quanto al distogliere lo sguardo da casa propria la questione è se ciò sia accertato, vantaggioso o dannoso e se venga fatto di proposito o fortuitamente. Infine occorre determinare che cosa s'intende per "casa" e del cosa starebbe succedendo dentro di essa per causare tale distrazione.... ma a prescindere da queste macchinazioni il mio primo responso è stato "Okay..." il secondo "Certamente", ma poi ho optato di stare al "giochino" del dire e non dire. Purtroppo la mia esibizione vanitosa, il non voler parlare apertamente e il mio narcisismo intellettuale non ti hanno dato fastidio per cui ora mi fai la ramanzina che ti sembra "un po' stupido continuare con questo gioco".

      Quella del credino è una condizione indubbiamente tragicomica, e conosciuto uno, conosciuti tutti. In ogni caso il torsolo della psicologia del credino, per quanto elementare, presenta molte sfaccettature, e capisco che possa sembrare sempre la stessa pappa. Il credino vive in La-La-Land... questo blog è una finestra su La-La-Land. Io passo di qui e mi ci affaccio tra il serio e il faceto a passare un pò il tempo, perché il bello è proprio che nessuno deve essere d'accordo. Che io sia un rompiballe non è un segreto, mi diverto a stuzzicare e ci saranno altri post ad "aggiornare" il blog... e allora? Ha qualche importanza? Cos'è che infastidisce?

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    10. Ciao smo, (si, sono io), come ti ho detto, non mi infastidisce e anzi mi diverte questa finestra su la-la-land, non sono bravo come te ad argomentare in maniera così spiritosa i fatti e mi piace leggerti...ma...c'è un ma...che senso ha tutto questo? La prima cosa che mi viene in mente è...ma perché non la smette? Se aprissi un blog per stuzzicare i berlusconiani, che sono un esempio lampante di credini, dopo tre anni qualcuno mi potrebbe dire a ragione...ma come ti va? ma perché? Ti ritieni uno studioso del fenomeno berlusconiano? Ma perché non fai qualcosa che ti piace e li lasci in pace, tanto non ti ascolteranno, e se ti ascoltano è solo perché hanno già iniziato a mettere in discussione per conto loro la questione. Perché non fai qualcosa che ti diverte invece di perdere tempo con loro? Ovviamente sei liberissimo di fare ciò che vuoi del tuo tempo, e io ovviamente posso esprimere ciò che voglio e penso che stai perdendo del tempo in un giochino che sotto sotto ti da un ruolo e ti fa sentire in qualche modo "importante" e rispondi sempre per fare quello brillante, quando a volte non si capisce nemmeno un tubo di quello che scrivi tanto sono contorti i periodi che scrivi, ma questo potrebbe essere un mio problema visto che sono una capra in italiano. Ora io sono il giovane e tu sei il vecchio, quindi perdona la mia insolenza e perdona se ho sparato stupidaggini, questo è quello che penso però. Però devo essere sincero e c'è un qualcosa che mi da fastidio, e sono tutti i tuoi seguaci che si fomentano al pensiero dei credini e di quanto sono stupidi e li vogliono salvare, senza rendersi conto che messi sulla bilancia della stupidità con un credino raggiungono l'equilibrio e mi dai fastidio tu che tratti la stupidità con due pesi e due misure. Se è la stupidità del credino allora è festa, se è quella della persona che potremmo chiamare "prendo per il culo il credino perché è stupido e io so intelligente" invece non ci badi. Ciao smo, e tante care cose.

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    11. Hai ragione Francesco, ma come mi va?
      Beh, è ovvio che se non fosse un divertimento non avrei mai nemmeno cominciato. C'è a chi piace giocare a scacchi, e a chi fare i cruciverba; io trovo stuzzicante smontare la psicologia del credino.

      Sono ben consapevole di non avere alcun merito nell'eventualità che questo sito possa tornare utile a qualcuno, ma comunque non nascondo che possa farmi piacere.

      Non è assolutamente mia intenzione ricoprire un 'ruolo': essere stato un credino per tanto tempo mi è bastato e non è proprio qualcosa di cui vantarsi. Questo blog infatti è anche un promemoria, un monito, e fra le cose che mi fa sentire, 'importante' non è certamente fra quelle.

      Quando mi rileggo ci sono volte che anch'io mi perdo nei miei discorsi. Non sei una capra in Italiano, sono le mie stesse involute allusioni sarcastiche a insinuazioni sottintese che si prendono gioco di me.

      Lo smarrimento del credino è una cosa, la stupidità in sé è un'altra... anche se il credino s'impegna a voler dimostrare di possederle entrambe.
      A volte le due cose sono separate... a volte no, e la guarigione dalla prima non rende immuni dalla seconda.

      È chiaro che rispetto al soggetto del credino sono colpevole di essere leggermente di parte. Quando qui mi trovo d'accordo con qualcuno, però, è più che altro un condividere un punto di vista che ha a che fare esclusivamente con l'essenza del topic, non v'è nulla di personale e certamente non significa sentirsi più intelligenti.

      Quello che ti dà fastidio, di certo dà fastidio a te; ti ringrazio del sincero appunto. La dabbenaggine non ha età e... vecchio ce sarai.

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    12. ringrazio ancor di più te per questa sincera risposta, ti voglio bene.

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    13. Anche io comincio a stimare questo personaggio,apprezzo il suo nuovo atteggiamento di sincerità.

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  11. Pentiteviiiiiiiiiiiiiiiii............Uomini di poca Fede...che dubitate della Mia esistenza, che oltraggiate gli Operai della mia Vigna..la Fine dei Tempi è prossima e l'Apocalisse viene a dividere Capri e Pecorelle...( a te però Smoderatore che tanto mi sei prezioso che aiuti queste povere menti tormentate da tante proposte di spiritualità a prezzi pure da annientamento economico....Io Che Sono Colui che Sono, che Era che è e che Viene e qualche volta va... a te ho riservato d'essere perennemente Erba del risveglio sicchè degustandoti o per inalazione o per masticazione..si ravvedano smettano di farsi turlupinare energie e denaro dagli impostoroni e se tali son i Brizzi e company allora qui leggano e si pentano e ravvedano..poiché Io Vi Voglio Tutti Qua..che il Bracco Baldo Bauuu va ad iniziare e ho speso moltissimo per le merendine da distribuire..) ecco Io Yavhè ho parlato.....Mi spiace Smoderatore ma ero posseduto vedi te che farne di questo scritto...una cosa ma il Sette e mezzo adesso l'ho realizzato oppure no?.....Buona Domenica, soprattutto Buon Tempo di Vita...

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    1. Riccardo,
      mi sembra ovvio che tu ti stia giocando la carta Jabberwocky o del Gramlò Contemplativo. Infatti il credino, col delpo dell'affioriccio ganolsa, coscienziame la simileguarsi: una curesia mestemesica. Altrinonde si memocherebbe il persuo strisse con il corsadicone elibuttorio. Viano che dimannunce lo qualitare rumelettico di sabirespo manghé padrante. E sonfio tezio e stampro egualiterebbero nella squitinpa il prilismo scerdosti dell'andomacona. Tamborna, quilera dovressime, ghiendola namicaldi come truffo falcroso, quantanto, sul gicla d’onpiche e metazioni. Gosibarre che piò levampo si su predomioranza e, belustemico, rifè comerizzando per rerare la pisca biffetta e grudenza.

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    2. ahahahhahaha davvero bravissimo, micidiale, un vero e proprio esercizio mistichironico di trascendentevolezza mi portasse cotestissima esilialomirante lettura...Grazie a Dio, perchè Tu Esisti e con me interagisci e sei vivo, grazie a Dio, perché con le tue ponderate e brillanti parole illumini il mio cuore con un sovrabbondante sorriso...(strano però non ho ricevuto in gmail, cosa che solitamente avviene la comunicazione della pubblicazione della tua risposta)...Grazie Caro Amico Virtuale...Buona vita, Buon lavoro ma sovra ovunque Buon Ironico Svago...

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    3. La miglior supercazzola esoterica che abbia mai sentito. E credimi che ne ho sentite, digerite e assimilate una quantità tale che ho impiegato anni per espellerle.

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  12. ciao Moderatore, ottimo articolo. Mi ci ritrovo, come avevo scritto tempo fa, ho seguito queste cazzate per quasi un anno (leggevo Oscho, Krisnamurti e compagnia bella, per non parlare del brizzi.....ahahaha) dopo una delusione in amore.....
    Io mi sono allontanato proprio per tutte le incoerenze di questi "guru", che per chi gli è rimasto un pò di raziocinio sono incomprensibili.

    Stò leggendo in questi giorni. dopo "l'uomo che scambiava sua moglie per un cappello", "allucinazioni" di Oliver Sacks (un neurologo che ha scritto molti libri, tra i quali "risvegli"), bene in un capitolo parla anche di chi fa pratica religiose molto intense (meditazioni, ritiri di preghiere, etc etc) che rimangono allucinati dalle loro suggestioni/credenze sentendo/vedendo davvero dio o iilluminazioni varie. In più riporta gli studi di altri autori (che ora non ricordo, anche perchè ora non ho il libro qui con me) che hanno notato che il cervello subisce delle modifiche fisiologiche in queste persone molto religiose (credini top), questi sforzi prolungati modificano in buona sostanza il cervello creando queste allucinazioni.

    Io stesso ricordo che nel mio momento di crediditudine massima, ero convinto che fosse come diceva l'autore di non so quale libercolo che la realtà là fuori non esiste, e volevo provare ad attraversare la strada tra le macchine (in fondo non è tutto creato dalle nostra mente...).

    Infine per chi legge questo blog, ed è ancora un credino, lascio questo video di questo "guru" molto rispettato....sentite bene le cazzate che dice sul 2012 e su poi cosa è successo (NULLA COME AL SOLITO)....ma tanto poi la risposta sarà che è proprio grazie alle preghiere dei guru che non è successo nulla....

    BUON DIVERTIMENTO (O DISGUSTO)
    http://www.youtube.com/watch?v=v9mCFW0QwWQ


    FabioVI


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  13. Alessandro Scledense12/11/13, 08:27

    Ciao Smoderatore. Ottimo articolo, lucido ed esaustivo.
    Dopo il nostro recente scambio sul Brizzi (per chi non lo sapesse appartengo al suo fan club) mi tenevo dentro una domanda che non ti ho fatto prima.
    Cosa ti ha spinto a inventarti un blog del genere?
    Nessun scopo polemico, solo curiosità.

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    1. Mia moglie.

      Anch'io ho una domanda per te:
      Hai altri pseudonimi?
      (Nessuno scopo polemico,solo curiosità.)

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  14. Alessandro Scledense13/11/13, 08:18

    No Smoderatore, stavolta hai toppato :-)
    Non mi sognerei mai di "spammare" il tuo blog senza motivo, né tantomeno usare altri pseudonimi. Trovo veramente puerile chi lo fa ma ognuno si diverte come può: chi con Brizzi, chi con la Santa Romana Chiesa, chi spalmandosi di crema d'arachidi, chi scrivendo insulti e provocazioni anonime (l'impunità di Internet è un amplificatore di vigliacchieria).

    Allora, perché lo fai? (sempre che ti vada di rispondere seriamente, senza battute di spirito)

    Nel mio piccolo ho giustificato la mia credinità manifesta come semplice desiderio di migliorarmi la vita. Punto. Il resto è corollario.

    Tu cosa ottieni o speri di ottenere da questo blog? Non ci vedo nemmeno dei banner da cliccare che ti permettano di acquistare una Porsche per la vecchiaia.
    Il mio scopo non è quello di farti dubitare della tua scelta ma di soddisfare una mia curiosità.
    A me diverte leggere i post e i commenti ma non credo riuscirei ad investire tanta energia in un blog del genere senza aver un qualche tipo di tornaconto)

    Ripeto, senza scopo polemico.
    Alessandro

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    1. OK, la mia era solo una domanda in quanto il tuo commento risulta affiliato a un certo 'Mastershaper' precedentemente approdato su questi lidi e ancora qui in giro a curiosare... my bad.

      Io di risposte serie ne ho ben poche e tu me le bistratti così....? Sono stato un credino D.O.C.G. per anni, il mio narcotico preferito era il ricordo di sé. Poi mi sono svegliato, ma non nel senso credino del termine, proprio nel senso di: "Ma porc... ma che anno è?"

      Il fenomeno del credino è assai diffuso, la sua alienazione l'ho vissuta in prima persona, per cui se c'è un soggetto che conosco bene è proprio lui. Ho trovato che non ho trovato molto materiale su credini e scemani in italiano a parte la propaganda. Il credino si sente estremamente speciale, unico, si prende molto, molto sul serio; tutto ciò è così comico che non so resistere.

      Bisogna fare attenzione però, perché non è tutto ah, ah, ah... I credini e i loro scemani non hanno la più pallida idea della scellerata condizione mentale in cui si ritrovano e a cosa essa possa portare. Il credino crede sempre di esserne immune: anche quando riconosce il rimbambimento intorno a sé si convince comunque di non esssere sotto lo stesso incantesimo. C'è chi fa il "lavoro" nel dopolavoro e c'è chi ha abbandonato la famiglia, i propri figli, chi è in cura psichiatrica, chi è schiavo di psicofarmaci e antidepressivi e chi si è tolto la vita in connessione con la dorata ricerca.

      Io ho cominciato con lo scrivere e raccogliere materiale, e mia moglie un giorno mi ha detto: "Metti tutto in un blog." (Hai visto?) L'informazione è fondamentale, questo di per sè già risponde al cosa spero di ottenere, e poi succede che succede Francesco...

      Nel sogno spirituale tutti vogliono qualcosa, io non ho nulla da vendere, ma se mi dici dove devo cliccare per la Porsche...

      Questo è il mio passatempo e ho calcolato che questo blog mi prende circa il 2% del mio tempo materiale ed energia giornalieri (calcolo incluso).
      È uno svago, ma sai che ti dico? ...quasi quasi ora metto Paypal.

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    2. Alessandro Scledense15/11/13, 09:36

      Smod, ti capisco.
      Da divorziato l'unico problema che ci vedo è che da "ex" si rischia di ricordare (esagerando) i difetti e dimenticare le (magari poche) virtù dell'ex partner.

      E' strano ciò che scrivi: "Sono stato un credino D.O.C.G. per anni, il mio narcotico preferito era il ricordo di sé. Poi mi sono svegliato, ma non nel senso credino del termine, proprio nel senso di: "Ma porc... ma che anno è?"
      Per me l'approccio alla credinità è stato esattamente l'opposto: ho iniziato proprio quando mi sono reso conto che non avevo memorie di un decennio intero, vissuto senza che niente degno di nota spiccasse sul grigio più disarmante. Dall'inizio della mia credinità la vita si è fatta via via più "densa", senza per questo farmi ritenere di essere diventato un semidio.

      Per me è come essermi tolto di dosso un cappotto (la necessità di essere sempre e comunque apprezzato per il fatto di essere brillante e smart, condita da un malsano esibizionismo elegante) dopo essermi lamentato una vita che faceva troppo caldo e qualcuno avrebbe dovuto aprire le finestre.
      Credevo di essere il cocchiere ma invece ero solo un semplice passeggero di una carrozza destinata alla tomba. Alla John Wayne mi sto arrampicando sulla cassetta per afferrare le redini e non so mica se riuscirò a farlo.

      "Il credino si sente estremamente speciale, unico, si prende molto, molto sul serio;".
      Non confondere l'ego con la credinità.
      Il fanatismo è ciò che ti permette di superare i dubbi iniziali.
      Quando sono diventato vegetariano rompevo le palle a tutti con i miei monologhi sulla sofferenza dell'animale che quegli "inferiori" si ostinavano a mangiare.
      Poi sono diventato un PR della meditazione e dell'EFT ed ero uguale.
      Nel dopo Brizzi mi sono messo con le spalle al muro e ho visto chiaramente che questo "fanatismo" altro non era che un tentativo di costruire un'altra identità non appena veniva a sgretolarsi quella che portavo addosso. Nient'altro che ego. E ancora ego. Saperlo aiuta a non ricadere nello stesso meccanismo. Magari leggi queste righe e intravedi la stessa arroganza, è difficile vedersi da fuori. < segue>

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    3. Alessandro Scledense15/11/13, 09:40

      (seconda parte) Prima di risponderti mi sono chiesto il perché lo faccio. Da una parte è una sorta di diario dove faccio il punto della situazione. Poi controllo e ricontrollo se sto scrivendo per difendermi o attaccare. E' questo l'importante. Al 10% credo di essere in grado di "esserci". Mica male. Se arrivo al 20% prima di schiattare la mia vita sarà stata un successone.

      "chi è in cura psichiatrica, chi è schiavo di psicofarmaci e antidepressivi e chi si è tolto la vita in connessione con la dorata ricerca."
      Su un sito contro la meditazione trascendentale si dice che gran parte dei meditatori ha problemi mentali. Secondo me si sta scambiando la causa con l'effetto.
      Fai meditazione/ricerca perché stai già male di tuo. Se vivi in un'isola tropicale, circondato dalla gnocca, zeppo di soldi, trattato da re, sano come un pesce e puoi dedicarti al tuo hobby preferito full time, dubito che ti venga in mente di aver bisogno di un cambiamento nella tua vita.
      E' il disagio che ti porta a cercare una scappatoia. Logico che attorno a qualsiasi scemano si concentri la creme de la creme degli "sfigati". Semplicemente perché chi vive in funzione della Juve certi problemi non se li pone nemmeno (beato lui, aggiungo). Per chi nasce col tarlo dentro, purtroppo, non c'è alternativa e la probabilità di finire in una stanza imbottita è abbastanza alta. Molto più alta di chi aspetta la domenica per sfasciare le auto degli interisti.

      Nel mio percorso ho incontrato molta di quella gente di cui parli. Sono uscito da un gruppo di meditazione perché al termine di una seduta di gruppo mi sono sentito dire "quando (il guru) finisce gli appartamenti dell'ashram in India mollo tutto e vado con lui". E' stata l'ultima volta che li ho visti.
      Il tanto bistrattato Brizzi con l'esempio di Dedalo e Icaro parla di "illuminati" e "fulminati". I primi sono coloro che interpretano la crescita come un valore aggiunto alla vita reale, i secondi sono i fanatici che dedicano tutto alla crescita, dimenticando nel frattempo di essere vivi.

      Non ti nascondo che talvolta ho paura di finire anch'io la mia esistenza come un "fulminato", ma fortunatamente faccio parte di un minuscolo gruppo spontaneo di auto-aiuto (gli AAA, Associazione Alchimisti Anonimi :-)) che ha lo scopo di osservare le altrui "devianze". Non appena si comincia a parlare più di Atlantide, Brizzi, illuminazione, presenza di sé che di vita vera gli altri hanno il dovere di procedere con la gambizzazione. Spesso i credini non hanno una fortuna del genere e cadono tanto nel fanatismo che nell'autoreferenzialità, convinti di essere una action figure di Dio.

      Grazie della risposta. Mi piaci quando sei "umano" e ti togli quell'aura da maestrino :-)
      Buona giornata
      Alessandro

      PS: bella idea Paypal.

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    4. Alessandro, non ho capito se fai veramente parte degli Alchimisti Anonimi, ma comprendo benissimo quello che dici e sono d'accordo con te. Io aggiungerei un altra cosa, la perdizione del credino, non è poi così diversa da una qualsiasi altra forma di perdizione. Non ce l'ho più con i credini perché credo di essere sperduto tanto quanto loro, in maniera diversa, ma il cinismo che ha prevalso nella prima fase di svezzamento da guru e fulminati adesso la vedo con una diversa forma di perdizione. Comunque sia, io sto male, vado da uno psicanalista, e non do la colpa alla ricerca credina, semplicemente al fatto che c'è chi cresce equilibrato e chi no, e come hai detto giustamente, la ricerca è l'effetto non la causa. Mi vien da ridere se penso a tutto il tempo perso a cercar di far "svegliare" i credini, molti di loro, seppur ingenui, hanno una vita tutto sommato equilibrata, ed io no. Per questo non mi permetto più di aprire bocca, semplicemente perché mi sono reso ridicolo senza cavarci nulla ne per me, ne per gli altri, l'unico tornaconto era quello della mia presunzione di aver capito la "verità" e imporla agli altri. E' ovvio che una diversa ricerca di equilibrio la sto facendo, mi sembra quanto meno sano cercare di cambiare una situazione di profondo disagio e sofferenza. Mi sono illuso per troppo tempo, rincoglionito dal post-credinismo, che tentare di cambiare le cose è sbagliato perché è una fuga. Nulla di più assurdo, se non fai qualcosa per migliorare la tua vita, rimani li dove sei. Ovviamente la meditazione, se praticata per cambiare magicamente la tua vita ad occhi chiusi, senza fare nulla di concreto, è un semplice impacco di ghiaccio che anestetizza il dolore. Adesso come adesso, provo un attaccamento negativo nei confronti di queste cose, non le riesco più a fare, anche se credo che se fatte con intelligenza, senza ascoltare ne illuminati, ne tantomeno fulminati, possano avere la loro utilità. Io comprendo che chi sta male veramente, ha sempre la speranza di uscirne, capisco che lo smarrimento sia inevitabile, solo con il senno di poi uno capisce che è andato appresso a corbellerie, ma non posso far altro, adesso come adesso, di sentire la sofferenza che c'è sotto la follia e il fanatismo, non posso far altro che rendermi conto di stare nella loro stessa barca, pur pensando in modo diverso a come affrontare questo malessere.

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    5. Alessandro,

      Sono d'accordo, e tanto per usare un'altra analogia è un vero peccato che i sopravvissuti di Treblinka abbiano così pochi bei ricordi.

      E' strano ciò che scrivi, anch'io ho iniziato quando ho realizzato che nella mia vita non c'era niente che spiccasse sul grigio delle mie memorie, ed è stato proprio dopo tanti anni di vita più "densa" che mi sono reso conto che era così densa da rendere tutto ugualmente grigio.

      Meno male che ti sei tolto il cappotto, e tu sia rimasto con la giacca a vento, perché ti lascia più liberi i movimenti per arrampicarti sulla cassetta e afferrare le redini... di una locomotiva senza comandi.

      Sono d'accordo, non bisogna confondere l'ego con la credinità: l'ego è figlio della credinità. "Nient'altro che ego. E ancora ego." Saperlo aiuta... a rimanere nello stesso meccanismo. L'ego che dice l''ego lega. La mente che dice la mente mente. L'ego che dice ego all'ego. All'ego piace tanto parlare dell'ego...

      Ci sono pochissime probabilità che si possa vivere nel "benessere assoluto" ma molte possibilità che in quello stato possa venire in mente di aver bisogno di un cambiamento in quanto soggetti all'implacabile incertezza della vita e all'inesorabile certezza della morte. Invece l'infinitamente remota probabilità che il credino raggiunga tale stato di "assoluto benessere" si trasforma per incanto in totale certezza.
      Puoi nascere col tarlo o il tarlo nascere in te e insieme vivere in cerca dell'isola che non c'è, che ogni credino è sicuro di trovare, o in alcuni casi, ha già trovato.

      Ci sono "illuminati" e "fulminati", e capisco che chi sente il bisogno di dirlo non abbia bisogno di dire a quale categoria appartenga. Gli "illuminati" sono "fulminati' e viceversa.

      Infatti... il credino crede sempre di essere immune. Anche quando riconosce il rimbambimento intorno a sé, egli si convince comunque di non esssere sotto lo stesso incantesimo. Ogni credino è convinto di essere l'eccezione.

      Mi piacerebbe venire a farti visita all'Anonima Alchimisti Assennati, se non altro per smistare mazzate anda e rianda.

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    6. Caro Francesco,

      concordo che la perdizione del credino non sia poi così diversa da una qualsiasi altra forma di perdizione, ma ciò non toglie che sia una perdizione. È come dire: che importa se c'è gente che guida in stato di ubriachezza quando c'è gente che abusa i bambini?
      Senza dubbio c'è chi cresce equilibrato e chi no, e la ricerca può essere l'effetto, non la causa, ma nondimeno può essere la causa dell'effetto.

      Mi dispiace che tu stia male, e vorrei poterti dare la ricetta per alleviare questo tuo mal di vivere.

      Essere credini, ex-credini, post-credini, anti-post-credini. pro-anti-post-credini... siamo tutti sulla stessa barca chi in cambusa, chi a vomitare in mare aperto, chi chiuso in cabina a dormire, chi a prendere il sole sul ponte, chi a sgobbare in sala macchine... ma sempre senza nessuno al timone.

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    7. non volevo dire...cosa importa se uno è credino, ma piuttosto non posso permettermi di fare la predica al predica al credino perché sono peggio di lui.

      ...cosa intendi per "ma sempre senza nessuno al timone"? easy please.

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    8. ... Che qualora la barca andasse, sembrerebbe andare chissà dove, e di certo nessuno può mettersi alla guida.

      (all'inizio ho pensato che "easy please" si riferisse al non andarci pesante, quando forse si riferisce solo all'essere comprensibile... easy enough?)

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  15. Alessandro Scledense14/11/13, 14:58

    Oibò, ho appena scoperto che una risposta l'hai data a Francesco (12/11/13 22:43) e vedrò di farmela bastare.

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  16. Smoderatore....Sarebbe veramente molto interessante sapere come è iniziato il processo di comprensione sull'inutilità del meccanismo psicotico di "evoluzione dell'essere".
    Spieghi che il credino è inguaribile, se non attraverso una psicoeducazione, tu lo sei stato in questa stato narcolettico per ben 15 anni.
    La comprensione che fosse tutta un illusione in che tempi si è formata? Associ il ricordo di sè alla depersonalizzazione, ma scientificamente o meglio secondi studi psichiatrici la depersonalizzazione o derealizzazione è considerato un isolamento dal mondo, cioè un "sentire sempre meno" uno stato di anaffettività, di apatia nei confronti del proprio vissuto e di quello collettivo, mentre nel ricordo di sè si parla di sentire di più, sentire non solo se stessi, ma anche gli altri.
    Insomma nei testi spirituali non si fa altro che spiegare metodi per sentire se stessi sempre di più, le proprie emozioni e tutto quello che riguarda il proprio mondo interiore, per comprendere la complessità e la debolezza dell'uomo nel mondo. Almeno in teoria sembra che tutto questo dia la possibilità di rompere qualche circuito interiore, perchè nella pratica sostieni che porta all'alienazione dalla vita?

    Grazie di tutto Smoderatore,di una possibile risposta, del blog estremamente esaustivo e sopratutto di una vera possibilità di vedere questa spiritualità con colori nuovi.

    U.

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    1. fandelblog19/11/13, 23:03

      Mi accodo alla domanda dell'anonimo U. per chiedere a Smoderatore quanto tempo ha impiegato per staccarsi tutti i condizionamenti acquisiti nella "scuola" (o nel percorso di realizzazione del Sé che dir si voglia). Per quanto la domanda sembri banale occorre sapere che dal momento in cui ci si rende conto del ginepraio in cui si è finiti e si trova il coraggio e la motivazione per uscirne passa un tempo più o meno lungo nel quale il sistema mentale a cui ti sei volontariamente consegnato tenta di riacchiapparti. questa operazione di depurazione dalla fuffa cosmica quanto dura? c'è qualche modo per accorciare i tempi? esiste una via per accelerare l'uscita dalla quarta via? Grazie.

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    2. Alessandro Scledense20/11/13, 14:03

      Da credino spudorato se vi interessa vi dico come la sto vivendo io.

      Il mio percorso di crescita all'inizio è stata una continua battaglia dell'ego: qualsiasi cosa doveva servire per migliorarmi, in attesa dei fuochi artificiali finali che avrebbero chiuso la Sagra di Santa Illuminazione.

      Andavo alla grande, guardando dall'alto in basso i poveri polli che si accontentavano della partita o del Grande Fratello in tv.
      Poi, puff, dall'inizio della mia fase tollo-brizziana mi si è sgonfiato un po' tutto.

      Sto perdendo i riferimenti che la mia personalità aveva costruito nel corso di tanti anni, l'identità che mi dava un senso.
      Mi sono reso conto del mio imbarazzante esibizionismo, della mia ingombrante necessità di aver sempre ragione, del benessere provato nel sentirmi il migliore, nella puerile consolazione di una filosofia superficiale basata sull'altrui giudizio.

      Tutto il palco retto dall'ego sta perdendo i suoi pezzi di cartapesta e nel contempo manca una nuova figura di riferimento che mi faccia da guida in questa vita.
      Quello che eri non lo sei più e non c'è ancora un nuovo abito da indossare. Lo scopo è proprio quello di riuscire a vivere senza indossare alcun nuovo abito.
      Non so quanto lontana sia la pazzia, ma piuttosto di un colpo in testa preferisco provarci.

      Tutti i traguardi che inseguivo si sono rivelati degli specchietti per allodole e improvvisamente non so più per cosa valga la pena di lottare.

      Ho letto tante volte senza mai capire cosa intendessero 'sti cazzoni di guru (la smettessero di parlare in poesia o in sanscrito...): affermano che "devi morire per poter rinascere" quando in realtà vogliono dire "Se ti va di impegnarti prima o poi tocca anche a te. Lascia il salvagente dell'ego e impara a nuotare. Tieni duro. Non attaccarti alla canna del gas. Vedrai che passa..."
      E' qua il difficile e dove molti mollano. Scelta loro, non li biasimo.
      Ognuno è libero (?) di scegliere la strada che preferisce. Non credo sia un fallito chi molla ma piuttosto un disadattato chi continua (io compreso).

      Pillole magiche per accorciare tempi di disintossicazione?
      Accendi la tv. Semplice.

      Buona giornata!
      Alessandro

      ps: a casa non ho il televisore. Forse per questo ho scelto Brizzi.

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    3. "Sto perdendo i riferimenti che la mia personalità aveva costruito nel corso di tanti anni, l'identità che mi dava un senso.
      Mi sono reso conto del mio imbarazzante esibizionismo, della mia ingombrante necessità di aver sempre ragione, del benessere provato nel sentirmi il migliore, nella puerile consolazione di una filosofia superficiale basata sull'altrui giudizio."

      comprendo bene quello che dici, ma vedi tu interpreti ancora queste sensazioni o esperienze con i vecchi schemi del credino in cui vedi l'ego, la morte prima della rinascita e tutte queste sciocchezze..,continui ad avere in testa il concetto inculcato dello scopo di riuscire a vivere senza indossare alcun nuovo abito, quando proprio questo scopo è l'abito che indossi. molti mollano...ma cosa? Io non penso assolutamente che siamo liberi, il libero arbitrio è per me una sciocchezza, basti pensare che qualcuno nasce stupido e qualcuno intelligente, e che le nostre azioni dipendono dai nostri pensieri che a loro volta dipendono dal nostro grado di intelligenza o stupidità che non abbiamo scelto noi per noi stessi, così come i condizionamenti su come vedere la vita e noi stessi che abbiamo ricevuto senza rendercene conto che influiscono sui nostri pensieri e quindi azioni che non abbiamo scelto noi per noi stessi. Roshards inventò le famose macchie perché capì che l'essere umano tende a voler controllare cioè a ricondurre a qualcosa di famigliare tutti gli stimoli ambigui e lo fa proiettando i valori che gli sono stati inculcati con i quali ha imparato a vedere il mondo e se stesso. Lo stimolo più ambiguo di tutti è la vita, ed è ovvio che ognuno interpreti la vita e se stesso secondo ciò che ha imparato...un credino in che modo interpreterà la vita? Vedrà l'ego, vedrà la morte della vecchia personalità, vedrà maestri, vedrà insegnamenti, vedrà uno scopo più alto, tutto questo perché lo ha imparato ed ha imparato a controllare meglio uno stimolo così ambiguo come la vita. Quindi prima di trovare un senso alla tua vita chiediti chi te l'ha insegnato.

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    4. U., fandelblog,
      sto cercando di mettere insieme un post con un qualche tipo di risposta dal mio piccolo punto di vista.
      A presto.

      P.S. La 4V offre una visione a 360 gradi di idee "pratiche" e "applicabili" che allo stesso tempo si rivelano essere dei contraddittori respingenti. Tanti "io" a cui non credere per fare posto al "vero io" a cui invece credere. Abbattere i respingenti sostituendoli con un'altro col nome "vera coscienza" o "essenza" oppure "consapevolezza". In uno dei gruppi/scuole/sette che ho frequentato si scherzava dicendo che uno studente anziano si riconosce da come "respinge" una fotografia, ovvero da come interpreta e giustifica l'incongruenza di pensieri e azioni. Credere per tanti anni nella 4V scolpisce alcune idee così in profondità da farle sembrare proprie. Il concetto di verifica, per esempio, rende tali idee vere e sacrosante. Se hai "verificato" la meccanicità, oppure gli "io", il desiderio di abbandonare perde velocemente sostanza, e così via. Il processo dura quanto dura. Rimuoversi dall'ambiente settario non può che aiutare, ma bisogna sempre fare i conti con la nostra psicologia tarlata dal verme spirituale. Più si guarda con i propri occhi liberi dal sistema, più si vedono le sue palesi contraddizioni, mantenendo il processo in continuo movimento ed evoluzione, Non bisogna avere paura di buttare via il bambino insieme all'acqua della bacinella. Questa espressione è tricky perché fa leva sui sensi di colpa e su una certa morale legata alla presunta esistenza di un bambino che, in quanto tale, sarebbe da pazzi volerlo buttare via. Se si deve buttare via tutto, che si butti tutto: acqua, bacinella e bambino. Non c'è nulla di sacro, eccetto che... non c'è nulla di sacro.

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  17. fandelblog20/11/13, 20:41

    quando ho letto "Quello che eri non lo sei più e non c'è ancora un nuovo abito da indossare" mi sono spaventata perché dicevo le stesse cose con le stesse parole.
    Per accorciare i tempi di disintossicazione accendi la tv?? ma quindi non ti sei accorto che tutti i canali di comunicazione dicono le stesse cose di Brizzi con le modalità adatte a raggiungere le diverse fasce di utenti?

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  18. Alessandro Scledense21/11/13, 13:56

    @Francesco
    Condivido appieno le tue osservazioni anche se personalmente userei con più parsimonia la parola "sciocchezze".

    Neanch'io penso di essere libero, soprattutto dopo aver letto dell'esperimento di Libet (http://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Libet).

    Allo stesso modo condivido la tua opinione sulla irrazionalità sostanziale del credin-pensiero nel suo complesso.

    Se mi sono trovato su questa strada è perché per una serie di fortune/sfighe/coincidenze qualcosa mi ci ha portato in modo del tutto automatico (anche se all'epoca credevo di averlo fatto per mia scelta). Non è questione di virtù/credineria, come non è merito di un rinsavimento/vigliaccheria l'abbandono del sentiero. Siamo la sommatoria delle nostre esperienze e da qua non si scappa.
    Pensaci: se tu avessi avuto lo stesso DNA di Hitler, i suoi genitori, le sue esperienze, ti saresti comportato diversamente? Se si, cos'è quel quid che ti avrebbe permesso di non essere identico a lui?

    "continui ad avere in testa il concetto inculcato dello scopo di riuscire a vivere senza indossare alcun nuovo abito, quando proprio questo scopo è l'abito che indossi."
    Certo. La differenza che vedo tra individuo e individuo è solo il grado di fanatismo in tutto ciò in cui crede.
    Personalmente, di togliermi l'abito, di se e quando succederà, dei cori angelici al momento del risveglio non me importa nulla. So solo che fa caldo e che il cappotto me lo devo togliere da solo.

    "Quindi prima di trovare un senso alla tua vita chiediti chi te l'ha insegnato"
    Finora non ho trovato UNA SOLA cosa che nessuno mi abbia insegnato e che non sia una funzione fisiologica automatica, tipo fare la cacca.
    Attualmente i "vecchi schemi del credino" sono la mia mappa Touring per navigare a vista in questo panorama che è la vita. Se non avessi questa mappa sarei ancora fermo al primo incrocio in attesa che l'auto finisca la benzina, lamentandomi con Dio (quello dei "vecchi schemi del cattolicesimo") che mi sono perso. A differenza del TomTom (il guru di turno) la destinazione, le deviazioni e come arrivarci me le scelgo io. Ho il vantaggio di poter cambiare mappa e idea in ogni momento.
    Nota che parlo sempre e solo di me, non dico che per tutti sia lo stesso. Ma non biasimo comunque quelli che si attaccano all'Osho-Garmin...

    @fandelblog
    Non ho il televisore così mi devo fidare delle tue parole. Avessi saputo che tutti parlano alla Brizzi me la sarei tenuta invece che buttarla al macero dieci anni fa :-)
    Ok, ti assegno il punto perché quando Brizzi parla di alieni e vampiri energetici non sembra sano di mente, come in certi programmi irrazional-popolari.

    Posso immaginare che l'Isola dei Famosi sia il paradigma del brizziano "Sei l'artefice della tua vita", ma per lo stesso motivo lo è anche della storia biblica di Giuseppe che da reietto diventa faraone.

    O forse mi sfugge il paragone... Mi spieghi meglio cosa intendi?

    Questo blog è frequentato da ex credini così ho una domandona per tutti.
    Cosa vi ha fatto cambiare idea?

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    1. Ale, è proprio quello che ho detto, se avessi il DNA di Hitler ecc...non potrei far altro che comportarmi come Hitler, così come non posso far altro che comportarmi così come mi comporto...ma potremmo continuare a masturbarci di seghe filosofiche all'infinito ma rimane il fatto che abbiamo ed avremmo sempre la sensazione di scegliere noi per noi stessi, anche se dopo un giorno potremmo vedere che in realtà non abbiamo scelto proprio un tubo, era semplicemente inevitabile che pensassimo in quel modo e agissimo di conseguenza.

      "So solo che fa caldo e che il cappotto me lo devo togliere da solo"

      Non so cosa intendi ma è tipico del credino parlare per metafore, forse perché nemmeno lui sa veramente cosa vuole intendere.

      "Finora non ho trovato UNA SOLA cosa che nessuno mi abbia insegnato"

      hai ragione, forse non esiste un solo pensiero che non ci abbiano insegnato. Fatto sta che abbiamo la percezione di scegliere, pensare e capire e facendo finta che sia realmente così ti dico:
      hai ragione, ma quello che ci hanno insegnato può funzionare bene oppure male, immagina un padre che insegna (inconsciamente) al figlio che lui non può farcela da solo, è sicuramente un insegnamento disfunzionale rispetto alla capacità di vivere e di camminare sulle proprie gambe. Magari invece la mamma ti ha insegnato a mangiare il cibo con la forchetta, è sicuramente un insegnamento neutro, non ha nessun valore in se, è solo una convenzione che di sicuro non ti condiziona la vita. E' bene vedere (chi è che vede se è tutto automatico?) quali insegnamenti ci inculcano un modo di vedere la vita o noi stessi, e quali invece ci insegnano solo delle convenzioni, dei codici per vivere nella società. Ovviamente non puoi fare nulla per vedere, forse l'unica è confrontarsi con gli altri che sanno sempre offrirci punti di vista differenti dai nostri sui quali alcune volte ci capita di riflettere, ma alla fine è sempre un "mi è capitato" quindi non penso si possa veramente fare nulla in proposito.

      "Cosa vi ha fatto cambiare idea?"

      il fatto di essermi reso conto di essere più addormentato di quelli che non sapevano neanche cosa fosse la spiritualità.

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  19. Alessandro Scledense22/11/13, 08:25

    Francesco,
    per me la spiritualità (o crescita personale o alchimia, secondo le preferenze di ciascuno) non è un insegnamento disfunzionale, anzi; dagli interventi in questo blog è evidente che molti abbiano fatto esperienze diverse, tanto da spiegare un certo astio nei confronti di questi argomenti.

    La mia relativa fortuna (nella sfiga di essermi svegliato un giorno con un tarlo in testa) è di essere anarchico e allergico ai guru. Li ascolto finché mi fa comodo e solo quel che mi fa comodo, poi faccio da solo. La dipendenza e l'appartenenza ad un gruppo non fanno per me.

    Indipendentemente o no dal fatto che esista il libero arbitrio rimane il fatto che qualche scelta la facciamo e questo condiziona la nostra vita. L'unico errore possibile è quello di non scegliere e limitarsi a sopravvivere fino alla morte, rimanendo alla finestra e lamentandosi con Dio perché fuori piove.

    Per quel che riguarda la tua uscita mi scrivi cos'è successo e come te ne sei accorto?

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    1. Non scegliere è di per se una scelta...è vero quello che dici, è inutile lamentarsi, bisogna tirarsi su le maniche e partecipare attivamente al proprio benessere, dichiarare i propri bisogni e desideri e impegnarsi per soddisfarsi, meno analisi e più azione. Ma se ti devo dire la verità io ho trovato poco e niente di utile dalla spiritualità, mi immaginavo sempre di aver capito cose nuove, lo credevo veramente, poi ho capito che era la semplice crescita e che gli altri senza troppe pippe mentali erano già cresciuti e non cercavano un angoletto dove meditare per scappare dalla vita vera, visto che non hanno paura di affrontarla, prendere schiaffi, pugni, carezze e baci. Ovviamente a quei tempi non avevo la minima sensazione di scappare dalla mia vita, ma col senno di poi...Osservare i propri pensieri? una paranoia, chi si impegna ad osservare i propri pensieri è matto. L'amore? Ne avessi conosciuto uno soltanto che professava l'amore e non fosse un narcisista con la testa piena di concetti. L'evoluzione? ma di che cosa stiamo parlando? Tutti crescono e lo fanno anche meglio se non si masturbano il cervello tentando di farlo. Ovviamente c'è chi diventa credino, chi stacanovista, chi un ultrà e chi filosofo, le strade della perdizione sono infinite. La spiritualità è un mercato, per quanto ne possano dire, la gente ci campa con queste cose, io li conosco bene, non sono nient'altro che mercanti e non ho nulla contro i mercanti, ma non spacciarmi la tua merce per la salvezza. E' facile lasciarsi abbindolare prima dal verosimile e poi dall'assurdo. Ma la domanda più interessante è...cosa tu hai trovato di utile in tutto questo teatrino? Magari sbaglio io.

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  20. Alessandro Scledense25/11/13, 08:27

    Cos'ho trovato utile del teatrino? Mi ha dato speranza.

    Se riesco ad avere sprazzi di pace interiore senza chimica, senza ridurmi ad un vegetale e senza stimolazione magnetica transcranica ben vengano. Anche se si trattasse di un effetto placebo e/o di un immenso abbaglio di migliaia di "saggi" che ne hanno parlato nel corso della storia dell'umanità,
    Tutto è meglio del grigio.

    Sono uno che si accontenta di poco: preferisco la felicità che aver ragione...
    Vi va di chiamarmi credino? MI siete simpatici lo stesso :-)
    Alessandro

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  21. mi sembra una risposta sensata, se ti da veramente pace e ti trovi a tuo agio, non vedo perché te ne dovresti staccare, io personalmente non ho trovato quella pace o felicità di cui parli, quindi per me è diverso. Ciao Ale.

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  22. Alessandro Scledense27/11/13, 07:58

    Caro Francesco,
    chi ha detto che ho trovato la pace e la felicità? Mica sono un illuminato!

    Ogni tanto ho degli sprazzi di entrambe e so che qualcosa è cambiato rispetto al passato: quando capitano quei "magic moments" non passo il tempo a immaginare a cosa verrà dopo. Li accetto e basta, per quel che sono, e ringrazio gli dei dell'Olimpo con una preghiera silenziosa.

    Se parti con l'idea di non avere un target da inseguire e sei disposto ad accettare quel che viene non puoi mai sbagliare.
    Come tutti ho anch'io paura per le possibili malattie invernali dei figli ma appena vedo comparire l'idea in testa, invece che trastullarmi per tutto l'inverno con quest'ossessione, controllo se è stato fatto tutto ciò che era da fare e semplicemente non ci penso più.

    E poi lo studio del cervello è affascinante, è sempre stata una mia passione da quando leggevo (credendo di capirli) libri di psicologia a 11-12 anni. Non c'è modo migliore per osservarlo da dentro.
    Non inseguo una spiritualità della cui verità assoluta francamente non mi interesso. Guardati Jill Bolte Taylor in "My stroke of insight" su Youtube (o cercati il libro, ma il video è molto meglio). Come me potresti arrivare a pensare che il satori non sia altro che una forma alterata di pensiero o, in parole di mia nonna, il cervello che va in vacca.

    L'importante è non farsene una malattia, ascoltare i vari Brizzi, Ratzinger, Dalai e compagni di merende per quel che ti fa comodo, e tirare avanti facendo finta che ci sia un senso.
    Se poi Mr Dio mi farà avere nel frattempo il libretto delle istruzioni, ben venga...

    Buona giornata
    Alessandro

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    1. Ciao Ale, io leggo nelle tue parole tante cose che condivido e tante che ho passato. Il fatto di associare ogni sprazzo di felicità alla ricerca spirituale è la prima cosa che un credino inizia a fare. Tutto il bene è grazie al cammino e tutto il male è colpa di quelle parti che ancora devono evolversi, questo è quello che sotto sotto pensa un credino. Non fraintendermi, non mi interessa darti del credino o distoglierti da quello in cui tu credi e che ti da soddisfazione, non ne caverei nulla per me stesso, sto solo raccontando il mio punto di vista. Il credino non può fare a meno di un obbiettivo da raggiungere che però non è concreto ma astratto e che è strettamente legato con il concetto di diventare, del quale non sarà mai soddisfatto e ne vorrà sempre di più. Mi piace molto il tuo modo di approcciarti, ma non capisco perché scomodare Mr o Miss (chi può saperlo?) Dio e aspettarsi che un giorno forse ti pioveranno dal cielo il libretto delle istruzioni e quindi sotto sotto aspettarsi ancora l'illuminazione. E' meglio non fare finta che abbia un senso quando non lo vedi. L'importante è non farsene una malattia, hai detto bene, io me ne sono fatto una malattia al contrario tuo quando ero un credino convinto, ma per fortuna ce ne sono anche tanti che come te non se ne fanno una malattia. Le persone normali, comunque, vivono le stesse difficoltà di tutti, e tutti imparano a conoscere se stessi grazie a quello che gli capita e alle persone con cui si relazionano, non siamo speciali, nemmeno se ci leggiamo libri di psicologia a 12 anni, andiamo a meditare sulle montagne, leggere le carte o ripetere mantra con un dito nell'orecchio e un piede in bocca. Quello che tu dici, è comprensibile a qualsiasi persona non credina, tutti crescendo trovano modi per non farsi torturare dall'ansia e le rispettive paranoie, ma perché noi trasformiamo tutto questo scenario tremendamente comune e condiviso in qualcosa di spirituale, di un cammino, di una ricerca? forse perché qualcuno ci ha detto già cosa dovremmo trovare?

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  23. Consiglio caldamente di leggere queste fonti a tutti gli utenti del blog,per chi sà di essere stato plagiato o ingannato,di essere stato vittima di qualche gruppo/setta mistico-religiosa.

    http://setteculti.psike.it/clt_04.htm
    http://setteculti.psike.it/clt_05.htm
    http://setteculti.psike.it/clt_02.htm


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  24. ciao
    perchè questa AVVERSITA' nei confronti di argomenti spirituali?

    cosa c'è di male se una persona ( ne guru ne canguru ne illumnato ne fulminato ne maestro ne ministro di culti anonimi ) svela un meccanismo e cerca di porre un rimedio?

    perchè negare certi meccanismi? non è forse vero che molte persone perdono tempo ed energia nel proprio dialogo interiore con tutto quello che ne consegue? (giusto per citare uno dei tanti meccanismi)

    mi sembra di capire che molte persone si sono avvicinate a queste cose per cercare di placare il proprio disagio interiore.. che male c'è in questo? voglio dire non è un diritto di ognuno di noi cercare la serenità ?

    mi sono avvicinato a questi argomenti per cercare di placare il mio disagio.... la mia paura (verso cosa non lo so) che a volte si fa sentire... e che mi blocca... ecco quello di sciogliere i miei blocchi è un obiettivo ... perchè mi devo precludere questa possibilità? che danno può fare veramente la lettura di un libro di Osho (tanto per fare un nome) più di quello che abbia potuto fare altro.....

    - ESEMPIO : se una persona obesa vuole dimagrire non può pretendere di dimagrire solo perchè legge un libro che parla di dieta....
    dovrà pure agire... e pur agendo.. non può pretendere di dimagrire con un mese di palestra se :
    a) fai un ora al giorno e poi il resto del tempo la passa sul divano a ingozzarsi di patatine ed altri cibi poco salutari

    b) stai 20 ore al giorno in una sauna per 5 settimane.. e poi hai dei collassi... perchè l'organismo non sopporta un ritmo cosi violento..

    (spero che la metafora sia chiara)

    fin ora quello che ho notato è l'eccesso con la quale ci si approccia a certi argomenti.
    nel senso che è facile cadere nella mitomania... e in assunti che sono in contraddizione tra loro....
    "noi siamo dio" e poi leggi che "dio non esiste" "noi siamo tutti un unica cosa" e poi leggi "l'ego è la nostra individualità che ci contradistingue" ecc ecc....
    ma questo secondo me non dipende dall'argomento in se... ma da come viene interpretato da chi ne fa parte.... che poi per quello che mi riguarda il fine ultimo di tutto questo percorso non è quello di essere in cielo in terra e in ogni luogo... ma almeno cercare di trovare quella serenità interiore che mi permette di dissolvere i blocchi ..... cioè voglio dire preferisco stare con i piedi per terra... e lavorare per cercare di realizzare qualcosa di fattibile..... almeno per me. perchè personalmente certi meccanismi mi stanno troppo troppo stretti...

    è pur vero che in riferimento al argomento di cui si parla in questo post... nel ambito degli spiritual_correct i paraculo sono tanti.... ossia quelli che in un modo o nell'altro devono avere sempre ragione...
    specialmente se
    a) tu non puoi giudicare....
    b) tu non esisti perchè sei solo una proiezione....

    @ non ho mai fatto parte di nessuna scuola. setta. fansclub ... fight club...
    ho fatto letture dalla quale ho tratto delle riflessioni e che non posso catalogarle come cazzate.... non sarebbe onesto. che poi ancora non sono riuscito a venire fuori dalla mia miseria... non do la colpa all'inefficacia di certe letture..... (vedere il punto dove parlo di dieta)

    però giusto per fare un esempio... se leggi un libro come "la quarta via" e dedichi un mese ad esso... e capisci il concetto fondamentale che sostanzialmente è quello che noi siamo automi che agiamo in modo meccanico..... e con il ricordo di sè la percepisci questa cosa..... ok ... poi sta a te.... cercare di migliorarti....
    ma se :
    a) ti costruisci il tuo riparo e ti chiudi in una dottrina dove con altri ripeti sempre...
    "eh si .. è cosi..." "oh si non può essere che cosi..." ma credo che sia proprio cosi...." e non fai niente di niente... che pretese hai?

    b) hai letto il libro hai capito il senso... l'hai verificato su di te.. ok.. basta non ti serve più teorizzare... devi agire. se poi non riesci a venirne fuori , nn prendertela con la dottrina.....
    ciao ciao

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    1. shism...sei molto bravo con le parole ma a conti fatti "ancora non sono riuscito a venire fuori dalla mia miseria". Il fatto è che bisognerebbe pensare che è errore nostro perché non abbiamo capito gli insegnamenti e non abbiamo saputo applicarli, ma ritornando un po con i piedi per terra, le persone che non hanno letto nemmeno una riga di tali insegnamenti, e non si fanno tante pippe mentali, trovano un loro equilibrio nella vita, senza tante filosofie, ricordi di se stessi e vaneggiamenti sull'ego e senza pretendere beatitudini eterne. Che in loro ci sia un insegnamento innato? Oppure che l'insegnamento rivela dei meccanismi verosimili ma che a conti fatti rimangono solo astrazioni che a nulla servono nella vita reale e forse la complicano solamente? Parli di agire, io ho praticato intensamente per 5 anni, e mi trovo nella stessa miseria dove ti trovi tu. Magari un obeso potrebbe ballare la macumba con grande impegno, e forse un pochino dimagrirebbe per il ballare e non perché ha capito i misteri della mente. Se cerchi di migliorarti con la dieta sbagliata, potresti rimanere grasso e inspiegabilmente rafforzare la fede nella stessa dieta, a cui tieni tanto, che a conti fatti, non ti sta portando da nessuna parte, ma ti lascia sperare nel futuro. E' come continuare con il pregiudizio che tali insegnamenti siano veri ed efficaci (che poi è quello che ci interessa di più) e quindi appena la nostra idea non combacia con la realtà invece di mettere in discussione l'idea mettiamo in discussione la realtà. Quando raccontai a quelli del mio centro yoga le marachelle del loro beneamato maestro, invece di mettere in discussione le loro idee su di lui e su quello che diceva, mettevano in discussione la realtà, campando in aria insensatezze del tipo, nessuno è perfetto, dopo che gli raccontavo di stupri, oppure che l'insegnamento non è l'insegnante, ma allora perché si dovrebbe pensare che l'insegnamento funziona per noi quando nemmeno per chi lo enunciava ha funzionato? In modo simile la ricerca o l'insegnamento stesso diventa come un maestro, come dio, il quale non può essere toccato da nessuna critica, se non funziona, è per errore mio, per mia colpa, mia grandissima colpa. Quello che penso dell'insegnamento adesso? prova a non leggere nulla su questi argomenti per un anno, ti scorderai di cose che credevi di vedere o di aver capito profondamente.

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  25. ciao Francesco! intanto grazie per la tua risposta...
    ammetto di essere ancora nella mia miseria... ma non vivo nel senso di colpa....
    non cerco in questi argomenti la pozione per sparare raggi laser o per compiere miracoli.... niente di tutto questo , anzi quando leggo sui vari forum o sulle pagine fb determinate cose il mio "giudizio" è molto severo e critico e più di una volta ho cozzato con persone spiritual_correct... vanto molti "banni" :-D

    ripeto non faccio meditazione perchè non la ritengo utile al mio approccio... ne tanto meno appartengo a scuole.... semplicemente ho letto alcune cose che ho riconosciute vere... e per certi versi hanno funzionato... a non farmi andare in tilt
    ma ho anche capito che è bisogna dare la giusta "dose" cioè.. se hai mal di denti
    e ti prendi 10 bustine di oki... è anche normale che ti bruci lo stomaco... idem con queste cose.... diventare mitomani è molto facile... ma se agisci con onestà... e alla teoria affianchi anche la pratica che non è quella di meditare.. ma è quella di uscire tra la gente.. e renderti conto che anche gli altri (non tutti) vivono la tua miseria... cambia un pò le cose... per esempio a volte quando esco... e vedo certe scene anche di persone che non consco.. magari mi capita di esclamare "eppure Tolle tanto torto non ha,...." non so se rendo l'idea! ma con questo nn mi sento migliore degli altri... so che devo togliere la trave dal mio occhio....
    io sono del parere che in questi argomenti si deve prendere il minimo indispensabile,, e cercare di verificare sul campo! certo se poi ti fai prendere la mano.... vai oltre... e arrivi anche ad argomenti che c'entrano poco o niente.... con quello che ti serve....
    discernimento insomma e molta umiltà.

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  26. mi trovi molto d'accordo, la pratica è semplicemente uscire tra la gente, ossia vivere. E ti dirò, la disciplina dello yoga a me piace molto, intesa come disciplina puramente fisica ovviamente. I "maestri" possono essere anche molto intelligenti, ma il fatto è che sono semplici persone umane, con difetti e pregi, egoisti e tutto il dipinto dell'umana natura. Tutti quelli ai quali mi ero affezionato, e nel mio caso erano (De Mello, Tolle, J. Krishnamurti, U.G. Krishnamurti), hanno sfruttato la propria intelligenza per emergere. Non sto quindi dicendo che dovevano comportarsi secondo qualche assurda fantasia spirituale, anche io avrei fatto lo stesso, tutti nel mondo fanno questo e forse è anche giusto. Sto dicendo che sono esseri umani, ai quali non può essere affibbiato nessun ruolo di maestro, perché anche loro hanno una parte meschina, tendono a manipolare gli altri, ma questo non può scioccarmi perché anche io faccio le stesse cose. Quello che voglio dire è che sono persone come tutte le altre, sicuramente avranno qualcosa di interessante da dire, così come mi capita di interessarmi quando parlo con qualsiasi altra persona su un argomento che mi coinvolge, e visto che la spiritualità parla della vita, ne siamo tutti più o meno coinvolti ed è normale pensare che qualche "maestro" dica qualcosa di vero e illuminante, visto che capita anche con le persone di tutti i giorni. Diciamo che se un orda di credini segue un maestro, lui guadagna, e diventa un lavoro. In tutto questo potrei anche non vederci nulla di sbagliato, visto che il mondo funziona così. Ovviamente ci sono anche maestri che sono dei veri e propri criminali. Insomma...quello che serve...è poco o niente.

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  27. Francesco tu sai quello che scrivi, vero?
    "Suppore" e come dice caparezza, "in quanto (verita') supposte perche non te le metti nel culo". Scusa! :-)

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    1. non ti scuso per niente, sei brutto e antipatico... :P

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  28. Ben ritrovati tutti, Smoderatore e Francesco e i nuovi arrivati, in questa discussione che seguo con grande attenzione anche perché il credino che conoscevo è nel frattempo peggiorato....insomma è sempre più rincredinito, al punto che....ma non scrivo quanto continuo a scoprire.
    Intanto la mia ricerca mi ha portato su un argomento per il quale chiedo lumi, la “dissonanza cognitiva”. Chi ha attraversato gli stadi di “credinismo” potrebbe aiutarmi per capire se c'è una speranza di redenzione?

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    1. fandelblog03/12/13, 21:28

      Ciao Aldebaran, ma la dissonanza cognitiva non è una patologia clinica è più un atteggiamento comportamentale che chiunque sviluppa quotidianamente come meccanismo di difesa. Chiarisco perché il percorso del credino può facilmente portare a vere e proprie patologie cliniche tra cui la più pericolosa è la psicosi. e la maggior parte di queste non sono ne reversibili ne curabili. cmq nel dubbio occorre affidarsi ad uno psichiatra e anche in questo campo si salvi chi può!!!!

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  29. Francesco... ma lascia perdere i maestri.... sono persone che secondo me hanno inquadrato bene la faccenda , ma il legame di dipendenza lo crei con chiunque , a prescindere. poi è ovvio che loro conoscono strategie per raggirarti .
    ma qual'è il motivo per cui tu ti sei avvicinato a certe cose? se è quello di venire fuori da certi meccanismi lavora con quell'intento...
    prendi quello che ti serve. verificalo sul campo

    tu dici che molte persone non conoscono certe letture e vivono meglio...
    ne sei sicuro? non è che vivono meglio , sanno sfruttare di più il fattore inerziale... si dicono "sono cosi e nn posso farci nulla.. tanto poi passa." e vanno avanti..

    qui davvero non mi ci raccapezzo a cosa si fa la critica.... e come si può dire che certi assunti sono stupidi.... o sono privi di senso... si chiedono sempre prove.. ma prove per cosa? tornando all'esempio della dieta... se vuoi dimagrire ti posso dire fai tanto esercizio fisico.. cura il tuo stile alimentare.. e cerca di controllarti... ma se poi io invece non seguo queste direttive tu perchè devi rinunciare?

    idem nel "percorso spirituale" vengono dette poche cose ma essenziali.. conosci te stesso e smettila di farti influenzare dagli altri.. non reagire ad ogni sorta di provocazione .... dov''è la cazzata in questi consigli? dov'è la cazzata se uno dice non ti identificare con il tuo passato.... ? davvero non capisco perchè tanta avversità.... ma non è che forse sotto sotto si preferisce tenere l'essere umano in uno stato di larva? cioè sei cosi e non ci puoi fare nulla conformati al sistema stai zitto ed obbedisci?

    se uno fa palestra è uno in gamba.. perchè cura il fisico
    se fai un corso di musica sei uno in gamba perchè cerchi di imparare qualcosa
    oh quando parli di "crescita personale" sei il cretino della situazione , il debole che crede a qualsiasi cosa! ma scherziamo?

    poi la parola credino è fuorviante. come la parola omofobo o la parola ateo.. alla fine cosa vuol dire? nulla di nulla

    per me è importante l'onestà con la quale uno si approccia se è una persona seria , saprà fare una cernita delle cose importanti .... viceversa prenderà tutto per oro colato.....ma tutto dipende da te..

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    1. È vero Shism,
      è sempre difficile trovare un'analogia per qualcosa che (fino a prova contraria) non c'è. In realtà il credino è in forma fisica perfetta; egli non è affatto obeso ma si crede tale convincendosi di doversi mettere a dieta. Di conseguenza il credino che si convince della necessità della "crescita spirituale" non sa cosa stia facendo ne a cosa serva, ma è assolutamente certo del contrario, perché corre in circolo nel suo ormai prestabilito modo di pensare. Il credino brancola nel buio e nonostante ciò vede specchi dove contemplare l'immagine distorta di sé.

      "Nel "percorso spirituale" vengono dette poche cose ma essenziali.. conosci te stesso e smettila di farti influenzare dagli altri... non reagire ad ogni sorta di provocazione .... dov'è la cazzata in questi consigli?"
      A parte essere consigli che chiunque può elargire con o senza percorso, nessuna cazzata, ma per il credino non è mai abbastanza: c'è sempre dell'altro...

      Ogni credino è convinto di essere immune. Anche quando riconosce il rimbambimento intorno a sé, egli si persuade di non esssere sotto lo stesso incantesimo. Ogni credino si considera l'eccezione. Il credino è soltanto più fortunato perché, per eccentricità del destino, la sua esperienza è più uguale di quella degli altri.

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  30. ciao Smoderatore! :)

    ma il fatto che non ci sia una prova che dimostra il contrario di qualcosa questo non significa a priori che quel qualcosa non esiste..... forse adesso non ci sono gli strumenti per identificare quel qualcosa. con dati ed elementi "concreti".
    l'approccio razionale non è sempre quello più sicuro , ora non è perchè una cosa non fa "toc toc" significa che non esiste...

    tornando alla metafora della persona obesa , è chiaro che mi riferisco alla situazione oggettiva se un ragazzo è alto 170 e pesa 200 kg... sicuramente non è un farfallo... va da se che egli sia obeso se vuole fare qualcosa per se stesso deve riconoscere di avere un problema ... e questa presa di consapevolezza non è ne una sconfitta ne tanto meno una vergogna anzi... è solo il tentativo di migliorarsi ,specialmente se in quella condizione di obesità non si sente a suo agio... se invece lui sta bene cosi come sta.. pace ! buon per lui...
    sempre il medesimo ragazzo alto 170 che invece pesa 80 kg.. e si sente obeso sicuramente è una sua errata percezione....

    io non posso sapere gli altri come si sono approcciati e come gestiscono la cosa , non mi interessa più di tanto. di me posso dire che ho notato alcuni cose che mi fanno stare a disagio... (per dirla in modo molto sintetico) e nelle letture che fin adesso ho fatto ho trovato molte risposte convincenti ,chiare ed utili che mi hanno aiutato a comprendere molti meccanismi che stanno dietro a quel disagio . quindi so perchè sto agendo in questo senso e so a cosa mi serve .

    il discorso del non è mai abbastanza... se tu vuoi imparare a giocare a calcio prendi un pallone ed inizi a giocare... non ti interessa più di tanto conoscere la biografia di pelè e maradona... quelle semmai verranno dopo.....

    oltretutto non è vero che quei consigli vengono elargiti da chiunque.... nella mia esperienza ho visto sempre il contrario nel senso che le persone ti "educano" al risentimento se uno mi dice cretino io gli devo dire cretino e stupido..... funziona cosi per certi aspetti .. nel gruppo dei pari... tra colleghi tra amici.. ecc ecc....

    Ogni persona riconosce di essere immune se è in grado di osservare in modo lucido e cosciente la situazione. personalmente non ho mai sentito la necessità di firmarmi su fb con nomi esotici che includessero parole come "sai" .,"sri" , "baba" ecc ecc..... vedo che molte persone lo fanno... cosi come riempiono i loro profili di immagini induiste.... che ti rispondono con "namastè" "abbraccio di luce " "pace e amore" e poi alla prima divergenza ti etichettano come uno che ... non è in grado di capire....! ci sono eccome persone cosi.....ma allo stesso modo esistono anche persone disincantate che sanno cosa vogliono e lottano in quella direzione senza crearsi aspettative impossibili. (come me) : -P



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    1. Dear Schism,
      vedo con piacere che ti sei giocato la carta della "Certezza della Possibilità (vedi sopra).
      Tornando alla metafora della persona obesa, è chiaro che ti riferisci alla situazione oggettiva... di qualcosa per cui adesso non ci sono gli strumenti per identificarlo con dati ed elementi "concreti", eppure "concreti" abbastanza per poterlo descrivere con grasse analogie assortite... È chiaro che anche tu sei un'eccezione.

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  31. Shism, "tu dici che molte persone non conoscono certe letture e vivono meglio...
    ne sei sicuro? non è che vivono meglio , sanno sfruttare di più il fattore inerziale... si dicono "sono cosi e nn posso farci nulla.. tanto poi passa." e vanno avanti.. "

    ma chi te lo dice? come fai a sapere quello che pensano gli altri? Se generalizzi in questo modo non fai altro che convincerti che LORO "quelli non spirituali" sono dei rinunciatari, mentre tu o gli altri siete persone che stanno scalando la montagna. Non puoi sapere come le persone affrontano la vita, e sicuramente non puoi generalizzare in questo modo e spiattellare tutto per convincerti di stare sulla strada giusta.

    "idem nel "percorso spirituale" vengono dette poche cose ma essenziali.. conosci te stesso e smettila di farti influenzare dagli altri.. non reagire ad ogni sorta di provocazione .... dov''è la cazzata in questi consigli?"

    questi concetti non hanno l'esclusività dei ricercatori spirituali, anche il macellaio sotto casa può dispensare tali consigli...Il problema nasce tra l'astrazione e il concreto. "Conosci te stesso"! bene, quindi? che vuol dire? come si fa? C'è qualche regola o pratica da seguire? C'è un manuale? Conosci te stesso non vuol dire nulla, semplicemente perché è un concetto astratto sul quale ci si possono campare in aria un sacco di discorsi interessanti, ma di concreto non ne uscirà nulla...se potessi mangiare un idea avrei fatto la mia rivoluzione. E' ovvio che un senso ce l'ha, ma visto che la frase è vaga e non si sa bene cosa voglia dire e cosa fare a proposito, diviene una direttiva inutile, senza significato. Non sarai tu a conoscere te stesso, sarà la vita a portartici, tu non devi fare nulla. Non farti influenzare dagli altri...ma che razza di consiglio è mai questo? E' come dire ad uno stressato...rilassati! tante grazie ti risponderà, meno male che me l'hai detto! L'importante è vedere che ti fai influenzare dagli altri, altrimenti non avresti mai iniziato questo "percorso". Le cose non cambiano perché mi impegno, ma perché sono io ad aver cambiato occhi con cui vedere le stesse cose e non puoi fare nulla per provocare questo tipo di cambiamenti. E' come un cieco che si impegna a cercare il colore giallo quando non sa nemmeno come è fatto, ma ne ha sentito così tanto parlare che si è convinto di sapere com'è e sa già quello che come lo deve toccare. Non ti identificare con il tuo passato, che bella frase...oppure il classico vivi il presente, ma che vuol dire veramente? certo che se uno ci prova deve essere difficile, ma pensa che bello fregarsene completamente. Puoi capire tutto quello che vuoi, ma dubito che queste comprensioni o saggezze avranno un risvolto concreto.

    " quando parli di "crescita personale" sei il cretino della situazione , il debole che crede a qualsiasi cosa! ma scherziamo?"

    Veramente la maggior parte delle persone non pensano questo, e poi non si tratta di essere stupidi, si tratta di essere stati vittime di un sistema di pensiero che gira in tondo per mangiarsi la coda senza mai cavarne nulla, e nello stesso istante credere che sia la via giusta.

    "....ma tutto dipende da te..." ma noi pensiamo sempre di fare la cosa giusta.

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  32. ciao Francesco :)

    eppure sai.... rileggendo il tutto mi sa che hai perfettamente ragione tu, è assolutamente come asserisci nei tuoi interventi!!

    che dire.... scusate il disturbo e buona continuazione...

    grazie :)

    ciao ciao.

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    1. ma scusa o grazie di cosa? buona continuazione anche a te, ciao Shism!

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  33. fandelblog02/12/13, 15:08

    Nel "percorso spirituale" vengono dette poche cose ma essenziali.. conosci te stesso e smettila di farti influenzare dagli altri... non reagire ad ogni sorta di provocazione .... dov'è la cazzata in questi consigli?"

    La cazzata in questi consigli sta sostanzialmente in questo: 1- conosci te stesso in realtà significa abbracciare l'idea che la scuola ha sull'essere umano e sul suo destino 2 - smettila di farti influenzare dagli altri in realtà sottintende che tutte le altre teorie diverse dalla scuola sono rimbambimento per ottusi e solo io (maestro) detengo la verità per cui lasciati influenzare da me.
    Che i discepoli siano plagiati lo si evince facilmente dall'omologazione lessicale: dicono tutti le stesse cose. E questo invece di essere un campanello di allarme diventa per il credino una rassicurazione: ah ma allora i miei insegnamenti trovano conferma, anche lui sa, anche xy lo dice .... E così fai tanto il figo: non guardi più il grande fratello perché è da dementi, radio dj invece l'ascolti perché Fabio Volo è evoluto, leggi solo libri consigliati da Brizzi perché così ti fai una cultura e ... in questo modo perdi anche l'ultima possibilità di vedere chiaramente in che omologazione ti sei ficcato!!!

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  34. Alessandro Scledense02/12/13, 16:49

    fandelblog,
    qual è l'alternativa?

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    1. Tutto cominciò così...: Qual'è l'alternativa?
      Si cerca l'alternativa quando quello che ci si para davanti non ci piace, non ci soddisfa. La vita ti dà un limone? Facci una limonata. Troppo semplice? Banale? Monotono? Allora prova a farci il sorbetto, il limoncello, lo sciroppo, la marmellata, schiarisciti i capelli, fatti passare la diarrea, fai le scorze candite, tieni lontani gli insetti, usalo per lavare, tonificati la pelle, rinfrescaci i taglieri, ammorbidisci la lana, lucida l'acciaio, prendilo per il mal di gola, sgrassaci le posate, usalo come disinfettante, sbiancatici i denti, facci una batteria... insomma anche se è un semplice limone, di usi se ne possono trovare tanti... sempre limone rimane però. Se non ci piace il limone (magari solo perché ci è schizzato in un occhio) allora chiediamo: "Qual'è l'alternativa?" Siccome quello che abbiamo è un limone, allora a questo punto si deve per forza ricorrere alla fantasia credendolo un pollo, o un martello, o una gardenia, o un cuscino, o un'attaccapanni, o una tromba, insomma qualsiasi altra cosa ci piaccia di più e che ci faccia contenti... ma sempre un limone rimane. L'alternativa al limone non c'è, ma a cosa farci ce n'è un'infinità.

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    2. Qual è si scrive senza l'apostrofo. Moderatore impara a scrivere.

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  35. fandelblog02/12/13, 21:47

    Alessandro, appena ho il giusto tempo da dedicare alla questione ti rispondo.

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  36. Ho incontrato un meccanico plagiato: usava le stesso parole degli altri meccanici. A quell punto gli ho detto "per capire se sei autentico, puoi parlare come un dentista? "
    Lui ha detto "no".
    Non ci sono parole diverse per parlare di cose che sono uguali nella realta.
    Capitol bene....

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  37. Spirituality compresa.

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  38. Alessandro Scledense03/12/13, 08:33

    S ero,
    Non capisco bene cosa vuoi dire con il tuo paragone.
    Se la realtà (spiritualità compresa) è una, che vocabolario useresti per descriverla?

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  39. Infatti la realta' e' una: la meccanica e' la meccanica mi devo omologare ad essa se la voglio conoscere e praticare, l'odontoiatria e' l'odontoiatria, anche a questa mi devo omologare se la voglio conoscere e praticare, e la spiritualita' e la spiritualita, e guarda un po'! Mi devo omologare anche a questa se la voglio conoscere e praticare, una volta fatto, la mia memoria ne verra posseduta.
    E allora? Che si fa? Serve un lavaggio di cervello?
    Si puo' incontrare un meccanico che devitalizza i denti con le preghiere, ma questo e' un discorso troppo new age.

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    1. infatti la realtà è una: il credino è credino!

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    2. Il credino e' credino solo se ha capito di essere credino, altrimenti e' un credino non ancora non arrivato.

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  40. fandelblog03/12/13, 19:57

    Alessandro, in generale, sui più disparato aspetti della vita ho poche risposte da dare. Ed in genere tendo sempre ad invocare il buon senso. questo aiuta a scovare tutte le incongruenze che bisogna assolutamente evitare nella vita soprattutto quando ci si inoltra in percorsi intangibili come quelli che riguardano la psiche e lo spirito. Oggi, dopo anni di studi, rifuggo i percorsi esoterici per un semplice motivo: il filo conduttore tradizionale è passato di bocca in orecchio quindi è fisiologico che prima o poi la sete di sapere si incroci con l'ego di qualche maestro smanioso di insegnare. questo genera per forza di cose un dipendenza e un plagio. non ci sono alternative. e da questa condizione non si trae nulla di buono (se non per il maestro) e nel divenire la degenerazione mentale è assai facile che sfoci in patologie irreversibili. Di questo ovviamente il maestro non si assume nessuna responsabilità ed è fondamentale capirlo in modo da smettere di credere al mito del benefattore che vuole elevare l'essere umano dalla sua misera condizione. E' bene notare che più l'uomo è "evoluto" (= ha sviluppato il potere mentale) e più è sprezzante nei confronti di chi è rimasto nella condizione animale (il famoso terricolo brizziano), quindi non solo non gliene può fregar di meno di aiutarlo ma cerca in tutti modi di sfruttare il vantaggio a suo favore infischiandosene delle possibili conseguenze. Per valutare la veridicità di quanto detto basta documentarsi sulla vita dei più famosi esoteristi, occultisti e maestri di vita. documentandosi sulla loro vita poi ci si accorge di come il mito del benessere fosse una chimera anche per loro finiti uno peggio dell'altro, affetti da patologie stranissime ed in preda a dipendenze come droghe e alcool. E qui mi riferisco a quelli famosi che hanno segnato un'epoca. ma anche andando ad indagare la vita dei maestri (o divulgatori ) contemporanei si scoprono delle incongruenze pazzesche tra insegnamenti e stili di vita. Trovo inaccettabile la solita giustificazione del credino : "in fondo è anche lui un essere umano" e "un conto sono gli insegnamenti e un conto è la vita che un risvegliato intende condurre" e mi imbestialisco quando questi ipnotizzati imbesuiti mi vengono a parlare di risveglio!

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  41. fandelblog03/12/13, 20:08

    In sostanza poco cambia se il tuo passatempo preferite sia guardare il Grande Fratello o farti accarezzare la mente da frasi ad effetto prive di qualsiasi sostanza e generosamente elargite dai guru delle sciampiste: in entrambi i casi non stai facendo niente di utile. il vantaggio, nel primo caso, è che non ti stai ingannando con l'idea di esserti elevato dalla massa.

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    1. parole sante, vorrei unirmi al tuo ashram!

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  42. Alessandro Scledense04/12/13, 08:32

    Fandelblog, ti ringrazio della risposta molto cortese e cogente.

    Non ti nascondo che spesso, leggendo gli interventi, mi viene alla mente la "Volpe e l'uva" di Fedro: mi sembra uno sfogo di qualcuno che si è arreso ed è pronto ad incolpare il "maestro". Nel tuo caso non intravedo questo.

    Capisco perfettamente cosa vuoi dire e riconosco nelle tue parole una verità di fondo. Il mio primo "maestro", rintracciato dopo anni, ha abbandonato la crescita personale. Un altro presenziava agli incontri di meditazione lasciando una sedia vuota in caso di assenza.
    Non direi che "i maestri sono umani e che quindi tutto è permesso loro": è che spesso i guru si dimenticano di dire che solo sono dei compagni di viaggio e che quel che possono fare è solo insegnare una tecnica, poi ognuno per la sua strada.
    La responsabilità personale, tanto cara a Brizzi, è un must ma fa più comodo per l'allievo pensare con la testa di un altro.
    Passare dalla stima all'idolatria nei confronti dei maestri, così belli (non nel caso di Brizzi :-)) e irraggiungibili è un attimo.

    In questo settore, così impalpabile e fuffoso, è facile affidarsi e credere che chi ti conduce (dove?) la sappia lunga. Personalmente non affiderei i miei figli a nessuno dei miei "maestri", sia quelli in carne che quelli sui libri.

    Ma ciò non vuol dire che non abbiano un messaggio importante. Sta nell'allievo capire dove fermarsi e saper distinguere il guru dalla sua parola.

    Leggendo la biografia di Gurdjieff anni fa mi sono venuti un sacco di dubbi su di lui (e di conseguenza sul suo messaggio, tanto da scartarlo a priori) per scoprire solo dopo molto tempo che la distruzione dell'ego tramite l'insulto e la prevaricazione è una tecnica riconosciuta. La trovi descritta molto bene nella trivialità di "Brutal Beginnings" del Ruthless Truth Forum. E' la stessa distruzione dell'ego applicata dalla chiesa cattolica al momento dell'ordinamento dei preti (che devono sdraiarsi a terra) e durante la confessione pubblica dei frati.

    Il fatto di sentirsi un essere speciale perché credino è semplicemente un effetto dell'ego bambino. Il meccanismo è semplice: credo in qualcosa di "strano", ne parlo in giro per sentirmi supportato, mi sento criticato, cerco di fargli aprire gli occhi ma non ci riesco, loro non capiscono perché terricoli mentre io sono destinato a incontrare Dio. Ego, solo ego. Quando l'ho riconosciuto mi sono vergognato di certi miei comportamenti.

    Ognuno dovrebbe chiedersi qual è l'obiettivo verso il quale è diretta la sua vita. L'illuminazione, non perdersi nessuna puntata del Grande Fratello, costruire villaggi di stuzzicadenti, non fa differenza.

    Il mio è chiaro: smetterla con le seghe mentali e arrivare a passare il mio tempo in pace col mondo, perdendo il desiderio di sistemare tutte le ingiustizie col kalashnikov. Mi limito ad applicare qualche tecnica (esercizi di presenza e meditazione) per vedere se succede qualcosa, senza fretta e con una certa dose di pigrizia (ottima per evitare il fanatismo).
    Se poi potessi diventare veramente uno strumento attraverso il quale una forza superiore può agire nel mondo, ben venga. Ma quello è in più. Non mi interessa raggiungere l'immortalità, né entrare in contatto coi piani astrali.

    A ognuno il suo passatempo.
    Buona giornata
    Alessandro

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    1. Non ti nascondo che spesso, leggendo gli interventi, mi viene alla mente la favola: "La Volpe e l'UFO"

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    2. Smoderatore, leggerti mi rilassa, grazie.

      Aspetto fiducioso

      U.

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  43. Ale, non ha alcun senso dire che un uomo al quale non affideresti i tuoi figli abbia un buon messaggio da tramandare. Un po come dire, non andrei mai a cena dal quel grande cuoco che dispensa magnifiche ricette a tutti, nessuno riesce ad eseguirle, forse lui si, ma comunque non ci andrei a cena. E' semplicemente privo di senso un ragionamento del genere. Se i grandi maestri avessero veramente un grande messaggio da insegnare agli altri, ne avrebbero tratto beneficio in primis per se stessi, ma così non è e lo si capisce andando a curiosare più da vicino le loro vite. L'ascia stare l'ego che è una favola per bambini, è come inventarsi un antagonista per dare più enfasi all'eroe. Quello che tu vuoi dalla vita, è vago, astratto e non definito, il classico atteggiamento da credino, scegli cose concrete, definibili, realistiche e impegnati per realizzare, stare in pace con il mondo, non vuol dire nulla, e non lo puoi perseguire. Le tecniche e le pratiche hanno una sola valenza fisica, e la pigrizia non ti farà stare in forma, però ti farà sentire quello evoluto che prende le cose con filosofia. Se potessi diventare veramente uno strumento attraverso il quale una forza superiore...scherzi? Tu ti stai solo immaginando quello che ti hanno raccontato, tu non ne sai nulla di queste cose, non saresti mai arrivato a pensare certe cose se qualcuno non te le avesse dette. Non ti interessa...un po di onestà per favore, fa bene, dillo che vuoi illuminarti, ti capirei. Non ho mai visto il razzismo come un passatempo, così come non vedo il credinismo come un passatempo. Ciao.

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  44. Alessandro Scledense05/12/13, 05:55

    Francesco,
    che dirti? Forse hai ragione.
    Grazie del commento.
    Alessandro

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  45. fandelblog08/12/13, 19:24

    Rubo da un libro che sto leggendo questo passaggio che ben si presta alla condizione in cui versa il credino: "Credersi nuovi in terra nuova, creatori dell'esistente e padroni della vita, non è accedere alla libertà ma consegnarsi a nuove schiavitù di cui si ignorano le crudeltà"

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  46. Nome del libro please :-)

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  47. Alessandro Scledense09/12/13, 16:17

    Fandelblog,
    troncare un pezzo della citazione è un po' barare, soprattutto quando l'autore vuol dire il contrario di quel che sembra:

    "Siamo tracce di un passato legate al futuro di generazione in generazione. Spezzare il legame, credersi nuovi in terra nuova, creatori dell’esistente e padroni della vita non è accedere alla libertà ma consegnarsi a nuove schiavitù di cui si ignorano le crudeltà".

    “Barbarico” di Giovanni Lindo Ferretti

    Poiché l'autore è un punk convertito a cattolico convinto non credo proprio che con il suo manifesto antimodernista intendesse parlare della stupidità dei credini...
    :-)

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  48. fandelblog09/12/13, 19:32

    Scusami Alessandro se non ho precisato prima quanto vado a precisare ora ma non ho citato volutamente né titolo né autore perché non ho affatto insinuato che Ferretti volesse intendere ciò che intendo io. Ho "rubato" questa espressione perché, SECONDO ME, descrive perfettamente la situazione in cui versa il credino. Questo anche se, PROBABILMENTE, l'autore intendeva altro.
    Ma a me non interessa nello specifico riportare cosa intendeva l'autore, ho attinto alla capacità espositiva di chi lavora con le parole per ben rappresentare un MIO pensiero e se rileggi il mio precedente post ti rendi conto che la mia intenzione era proprio questa. Barare è un'altra cosa, è fare, per esempio, come Brizzi quando prende il vangelo e leggendo due righe decontestualizzate afferma: come vedete lo dice anche Gesù .... (riferendosi al fatto che anche Gesù è in linea con i suoi insegnamenti) :-)

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  49. Alessandro Scledense10/12/13, 08:38

    Mi ha segato il commento, azz.

    Fandelblog,
    il mio commento era leggermente ironico.
    Volevo solo punzecchiarti un po' e sei perfettamente autorizzata a citare a tuo uso e consumo chi vuoi.
    Buona giornata a tutti, soprattutto a chi si prende troppo sul serio, credino e non.
    Alessandro

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  50. Da Bob
    Stupende!
    non è che se ne possono fare altre?
    Tipo, la carta dello Smoderatore? Se fai un'allusione che non gradisce ti risponde con una domanda, ti fa una supercazzola prematurata (quella è la simpatia) e poi quando hai esposto meglio i tuoi dubbi (con tutti i punti deboli) ti risponde argutamente lasciandoti come un politico come Bruno Vespa.
    Questa è la tua Smoderatore, spero ti piaccia.

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    1. "un politico DA Bruno Vespa". Scusate.

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  51. La carta "Due Pesi e Due Misure". ("Le funzioni umane" dice il credino "non sono la consapevolezza divina, e viceversa.")
    Questa carta a doppia faccia ha la velleità di giustificare l'operato del guru e il suo indottrinamento, legittimandone ogni stonatura. Essa viene giocata per lasciare intaccata e illesa la sua indubbia appartenenza al divino. La parte ultraterrena (consapevolezza) e la parte terrena (funzioni) nel guru agiscono su piani imprescindibilmente diversi. Se non si è "consapevoli", non si può certo giudicare la consapevolezza. Per esempio, dietro ad un'azione criminale intrapresa dal guru, o anche dal suo seguace, se non si è sotto l'influsso di una qualsiasi illuminazione è impossibile coglierne chissà quale integerrimo e incomprensibile motivo nascosto dietro. Giudicare l'operato della consapevolezza, infatti, è un chiaro segno d'incomprensione del livello su cui essa opera. Per esempio: il guru può mentire, mettere incinta la moglie del proprio amico, predicare bene e razzolare come gli pare, esprimere giudizi e emozioni negative, ecc... perché lui è puramente un veicolo, uno strumento usato dalla consapevolezza in maniera intenzionale e didattica. Così, per magia, le sue menzogne saltano di livello: dal livello terreno a quello astrale. Questa carta con una faccia ha la particolarità di giustificare ogni baggianata e ogni spregevole azione del guru, poiché di nessun rilievo rispetto alla coscienza soprannaturale, nonché al tempo stesso con l'altra faccia sottolinea la parte terrena, bassa e senza speranza che invece è preponderante e padrona assoluta nell'interlocutore. (La parte bassa del guru inventa la parte alta per giustificarne l'operato.)

    Minchia, questo quanto è vero. Quante volte il maestro ha mentito ed ogni volta puntualmente il suo operato veniva ri-interpretato successivamente come un atto "intenzionale".
    Quante volte i suoi atteggiamenti sono stati contraddittori e poi successivamente questa contraddizione veniva spiegata come "voluta" o meglio "necessaria"

    Una delle più chiare contraddizioni è:
    A differenza vostra io so di non sapere, e poi osservi che quando parla di sè, non sbaglia mai. Per uno che non sà, non sbagliare mai è paradossale.
    Un'altra contraddizione (nelle scuole Ouspeskiane) è: Voi siete uomini uno, due o tre, siete arroganti è giudicate, mentre un uomo numero cinque ha compreso la sua nullità e non giudica. Subito dopo si sentono espressioni come: Solo un uomo numero cinque, può fare e vedere la realtà oggettiva. (per uno che sa di non sapere)
    Ovviamente non dice : Io sono un numero cinque, è sottointeso perchè nelle scuole un uomo numero cinque è sveglio! E per te questo assume un significato che tradotto è: Io non sono e non posso fare, mentre lui può fare perchè lui è un individuo completo ed egli non giudica, semplicemente dice le cose e vede cose oggettive.
    E tu se sei li dentro devi riconoscere a prescindere che la guida è un risvegliato.

    Ho avuto esperienza diretta di quanta idolatria esiste per una guida, è quanto le contraddizioni vengano escluse a priori.

    U.

    RispondiElimina
  52. Mah io non so che scuole frequentate... ma in altri luoghi il maestro non dice mai di se stesso che è un essere risvegliato o numero 5,6,7 o 34. Bensì mostra le proprie debolezze e difficoltà .... è certo che se nella vostra vita avete avuto bisogno di un "superman" che vi facesse sentire protetti, di un Garibaldi o di un Mosè che vi indicasse la Terra promessa... beh troviamo sempre quello di cui abbiamo bisogno.
    Ma quando si cerca di essere in contatto con la propria verità è sempre fragilità quello che si incontra.
    Saluti

    RispondiElimina

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