[cre-dì-no] agg., s.m.(f. –a) – persona colpita da smarrimento fulminante causato dal credere con grande entusiasmo in concetti, dogmi o assunti in base alla sola convinzione personale o alla sola autorità di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell'esistenza o meno di prove pro o contro tali idee e soprattutto al di là del proprio buon senso. (Inglese: Creedin)
Sinonimi: ricercatore spirituale, iniziato, lavoratore su di sé, illuminato, discepollo ecc.
Superlativi: Maestro, Illuminato, Guru, Guida spirituale, Risvegliato, Divulgatore, Scemano ecc.
- “Lei è un credino, s'informi.”
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Gurdjieff diceva:
RispondiElimina“La psicologia dell’uomo qualunque potrebbe essere chiamata lo studio del mentire, perché l’uomo mente più di qualsiasi altra cosa […] Mentire è pensare e parlare di cose che non si conoscono […] Non significa mentire intenzionalmente […] Ma se prendete tutte le teorie che la gente avanza su qualsiasi dato argomento, senza saperne nulla, vedrete dove comincia il mentire. L’uomo non si conosce, non conosce nulla, tuttavia ha teorie su quasi tutto. La maggior parte di queste teorie è menzogna. “
Naturalmente, la sua dottrina era esclusa, poiché è risaputo che l'uomo può avere l'immortalità, nei limiti del sistema solare...
“Il noncognitivismo teologico è la posizione filosofica di chi sostiene che, in generale, alcuni termini in uso nei discorsi religiosi, nelle dottrine teologiche e nella mistica, quale tipicamente la parola "dio", siano privi in parte o del tutto di significato comprensibile e razionale al di fuori di un contesto mitologico. […] Lo stesso è possibile dire delle definizioni basate sul metodo tipico della mistica induista dell'Advaita vedanta, detto "neti, neti", ovvero "tu non sei questo, tu non sei quello".
“L'ignosticismo è una posizione concettuale secondo cui la questione dell'esistenza “dio” non ha senso, poiché non ha conseguenza verificabili o controllabili.”
Esattamente, di cosa parliamo? (domanda retorica)
Ciao Ex-A e grazie per le delucidazioni.
EliminaStavo mettendo quella definizione della quarta via riguardo al mentire sotto il video, ma poi mi sono impigrito...
Caro smoderatore,
Eliminail problema è che io non considero il ruolo della conoscenza esperienziale soggettiva. Bisognerebbe, invece, rivalutare il ruolo conoscitivo dell'esperienza ed attribuirgli il giuso peso e valore. Se io “sperimento qualcosa” soggettivamente e privatamente (per esempio con la meditazione o con altre tecniche psico-corporee) , questa mia esperienza è reale e quindi vera.
Dopotutto, non siamo solo esseri razionali: questa è una posizione riduzionista. Se, per esempio, ho una “esperienza” interiore: mi “sembra di percepire” una certa cosa; avverto una “presenza” o addirittura la “vedo” (con l'occhio della mente); se ho come l'impressione di intuire che la morte del corpo non è la fine di tutto; se io ho la sensazione di uscire dal corpo e viaggiare con il mio corpo astrale (per esempio nei “campi del Tennesse” etc.) perché queste mie “esperienze” non possono essere considerare una forma diversa di conoscenza, ma solo fantasia, immaginazione, suggestione o semplice rincoglionimento? Mi sembra di scadere in riduzionismo di stampo neopositivista.
D'altro canto ci potrebbe essere il rischio di un appiattimento dei livelli esperienziali. Però, le antiche tradizioni ci dicono: “una mente illuminata distingue il vero dal falso”. E' chi lo dice quando la mente è illuminata? Beh, quando sai distinguere il vero dal falso. E quando so distinguere il vero dal falso? Quando la mente è illuminata.....
Traducendo in un sistema formale assiomatico:
Postulato 1: definisco reale tutto ciò che è “sperimentato”e “percepito”;
Postulato 2: tutto ciò che è reale è vero
Corollario1: tutto ciò che è sperimentato soggettivamente e privatamente è vero.
Scolio 1: è vero tutto, ma anche il suo contrario (in fondo “tutto” significa ogni cosa): è vero che esiste l'anima, ma è anche vero che non esiste; è vero che esiste Dio, ma è anche vero che non esiste......
Vieni avanti Credino!
RispondiEliminaVade retro Satana!
RispondiEliminaDopo la D viene la E....
EliminaEra meglio questa Italia però...
RispondiEliminaChe si vivesse nell' abbandono dalla civiltà o nella civiltà dei massoni, scoppiati e accattoni era comunque meglio.
Cos'è questa roba contemporanea? Non si sa, e parlo da giovane...
A proposito del parlare di cose che si sanno o che non si sanno: svelato il mistero dell'aldilà....
RispondiEliminahttps://www.youtube.com/watch?v=HhJLFYzjP5c
Beh, essendo il capo dei Senza Senno...
EliminaHo l'impressione che l'aldilà se lo passerà facendo avanti e indietro tra le bolge dell'ottavo girone.
Non ne uscirà mai perché sarà condannato a fare la "guida" anche là.
Ciao Credino, hai mai sentito parlare di un signore di nome Giorgio Rossi? È una specie di Decimo Toro ma ancor più negativo e in un certo senso settario, considerando anche come risponde a certe domande che gli vengono poste a pagamento certe volte infuriandosi e insultando. Per quel che ho notato, non mi sembra che dica più di quanto dicano i libri che legge, la sua di rado è esperienza diretta ma dice solo ''il libro dice questo'', ''secondo i testi è così''. In ogni caso l'ho definito semplicemente una wikipedia esoterica nel senso che ricorda moltissime cose dai libri che ha letto ma per quanto a vita vissuta non mi sembra offra tanto a parte il continuo creare pupazzi immaginari da insultare mentre fa i video per gonfiare l'ego dei suoi followers. Lo dico siccome l'ho seguito per anni sentendomi anche io più speciale degli altri e sentire insultare gli ''ignoranti stupidi'' era veramente, come direbbero in quei circoli ''un orgasmo cosmico''. Un altro modo in cui ho rivalutato questa gente è stato il fatto di prendermi il Long Covid a Gennaio 2025 che mi sfida da ormai un anno, siccome sono uno sportivo sono sotto assedio costante dunque le stronzate che vengono dette riguardo al Covid non funzionano più con me.
RispondiEliminaPer quanto riguarda a quel Signore, l'ho rivalutato solo negli ultimi tempi siccome faceva anche live in cui discuteva di politica, geopolitica, ecc..e mi è sempre sembrato atroce in quel settore, ma proprio da Boomer di livello massimo. Purtroppo tutti ad insultare l'ignoranza media degli italianelli eppure lui è uno tra tanti nelle schiere di Tuttologi. Uno che cita quella frase falsa di Tucidide che girava online ''ne uccise più la paura del morbo'' non sta in piedi, siccome lo stesso Tucidide nel libro afferma che la peste di Atene, avendola presa lui stesso fosse un esperienza atroce e quasi mortale. Stessa cosa per il Golem-AI, sembra che gli piaccia raschiare il fondo del barile delle tendenze utilizzando teorie varie (tra l'altro quel video sul Golem-AI sembrava un inserzione pubblicitaria al libro di Kissinger).
Quando conobbi Claudio Albanese, nella sua factory in Umbria, a Narni, pensai di aver incontrato una persona molto esperta. Mi sembrò qualcuno da cui avrei potuto imparare a diventare più indipendente, più autonomo, più libero nel pensiero.
RispondiEliminaCol tempo, però, ho capito che quella promessa conteneva una contraddizione profonda. Cercavo libertà, ma dentro un sistema che, invece di favorire l’autonomia, finiva per creare dipendenza. Cercavo chiarezza, ma mi trovavo sempre più immerso in un linguaggio, in una narrazione e in una struttura che sembravano rendere le persone meno capaci di fidarsi del proprio sentire.
Il tema non è la Quarta Via in sé. Alcuni suoi contenuti possono anche essere affascinanti, profondi, stimolanti. Il problema nasce quando un insegnamento viene usato non per liberare, ma per legare. Quando il maestro non aiuta l’allievo a stare in piedi da solo, ma diventa il centro attorno a cui tutto deve ruotare.
C’era anche un gioco psicologico sottile. A parole ti veniva detto: “Tu puoi andartene quando vuoi”. Formalmente sembrava una dichiarazione di libertà. Ma nella realtà quella libertà era già stata indebolita da un sistema di dipendenza, idealizzazione, senso di colpa e bisogno di approvazione. Era un bluff: si proclamava aperta la porta, sapendo che molte persone non avevano più la forza interiore, la lucidità o il permesso psicologico per attraversarla davvero.
Questa è forse una delle forme più sottili di controllo: non trattenerti esplicitamente, ma costruire le condizioni perché tu senta di non poter andare via senza tradire qualcosa, senza perdere valore, senza essere giudicato, senza sentirti sbagliato o ingrato.
Nel gruppo vedevo molte persone fragili: storie familiari difficili, ferite emotive, abbandoni, esclusioni, bisogno di approvazione, desiderio di sentirsi finalmente qualcuno. Non erano “poveri in spirito” in senso astratto. Erano persone con vulnerabilità reali, spesso molto concrete. E proprio per questo avrebbero avuto bisogno di maggiore cura, sobrietà e responsabilità.
Invece, la mia impressione è che quella fragilità venisse intercettata e trattenuta dentro una dinamica di dipendenza. Il bisogno di esistenza del maestro, il suo bisogno di avere una platea, un gruppo, persone che confermassero continuamente il suo ruolo, finiva per creare un’ipnosi ancora peggiore di quella da cui prometteva di liberarci.
Perché l’ipnosi più sottile non è quella evidente, grossolana, fatta di ordini espliciti. È quella che si traveste da risveglio. È quella che ti convince che stai diventando più libero mentre, in realtà, stai imparando a chiedere permesso anche per pensare, scegliere, andartene, dissentire.
Alla fine, uscito da quel giro, non mi sentivo più indipendente. Mi sentivo più confuso, più condizionato, meno libero. E questo per me è il segnale più chiaro: un vero insegnamento dovrebbe aumentare progressivamente la libertà interiore di una persona, non ridurla.
Oggi guardo a quell’esperienza con tristezza. Non mi interessa più demonizzare Claudio come persona. Mi interessa riconoscere ciò che quel contesto ha prodotto in me e in altri: una promessa di autonomia che, nei fatti, generava dipendenza; una ricerca di risveglio che rischiava di diventare un’altra forma di sonno; un linguaggio spirituale usato per dare senso, potere e centralità a chi lo gestiva.
La parte più importante, per me, è questa: ho visto quanto sia facile cercare qualcuno che ci autorizzi a essere liberi. Ma se ho bisogno che qualcuno mi autorizzi alla libertà, sono già dentro una dipendenza.
Da quell’esperienza porto via una lezione netta: un maestro autentico non ha bisogno di trattenerti. Non teme la tua autonomia. Non soffre se scegli di andartene. Non ti rende dipendente dal suo sguardo, dal suo consenso o dalla sua approvazione.
Un maestro autentico, se davvero vale qualcosa, ti accompagna fino al punto in cui non hai più bisogno di lui.
Il tema è proprio la Quarta Via o i vari percorsi “spirituali”. Si intraprendono questi “percorsi” con la presunta meta di diventare più autonomi, più liberi, ma si finisce di per diventare esattamente l'opposto. Questa è la contraddizione. Ma la contraddizione sta a monte. A essere onesti con se stessi, bisognerebbe ammettere che dietro i proclami altisonanti e nobili di voler esser “più liberi” , indipendenti ecc., si nasconde la volontà di essere schiavi di un altro sistema, di voler dormire un sonno più tranquillo travestito da percorso spirituale. Se il sistema “funziona” riesce ad addormentarti per bene, facendoti credere che ti stai risvegliando. Se non funziona, allora si pensa che il maestro crea dipendenza, non è all'altezza, ecc. Il maestro è il solo il contraltare del bisogno del risveglio. Il maestro dorme proprio come l'allievo, perché ha seguito il sentiero che lo portava al sonno da risvegliato prima dell'allievo.
EliminaGrazie Anonimo, non avrei saputo dirlo meglio (Anche Ex-A: un saluto!)
EliminaAnonimo, se passi citofonami che scendo e ti do le chiavi del Blog.
Nel caso l'altro mazzo di chiavi ce l'ha Ex-A.
Claudio Albanese è l'ennesimo orfano, o forse è meglio dire rigurgito, di pseudo-scuola della 4a Via, allontanato per condotta arrogante borderline negativa/violenta che ha deciso di mettersi in proprio a fare il maestrino... Così va il mondo spirituale.
Un paio di cose.
La prima: per favore trovati un nome meno Anonimo.
Secondo: Personalmente penso che un "maestro autentico" non abbia bisogno di avere un gruppo, di avere anche solo una persona, neanche di avere qualcosa da dire o insegnare. Di certo non accompagna nessuno da nessuna parte. Ho conosciuto solo una persona che avrebbe potuto avere i requisiti di "maestro autentico". Lui non diceva, lui faceva, semplicemente. Si prendeva cura degli altri prima che di se stesso, sempre con sincerità, gioia e considerazione. Faceva ogni tipo di lavoro e sgobbava tutto il giorno più di ogni altro, senza sfoggiare alcun sistema o tradizione. Non sapeva di essere un maestro anche perché non gliene sarebbe potuto frega' de meno.